Se siamo agli ultimi colpi di coda del vecchio, o alle prime avvisaglie del nuovo, la politica ancora non ce lo fa intendere compiutamente.
‘Situazione fluida’ è l’espressione che si usa per definire un momento in continua evoluzione. Fra colo che, comunque vadano le cose, preferiscono tenersi stretti alcuni temi strategici su cui agire - riforma della legge elettorale e legge sul conflitto di interessi - c’è Gianfranco Mascia, blogger ed esponente del Popolo Viola.
E allora iniziamo proprio dai blogger, che insieme con gli Indignati, i referendari e tutti gli altri che cercano di cambiare le cose. Intanto la politica rimane nelle mani dei politici di professione. “Posso ribattere che quel che è accaduto con Michele Santoro e la sua trasmissione Servizio Pubblico ha coinciso con una vittoria strepitosa? Servizio Pubblico ha dimostrato che un progetto realizzato da professionisti e con la convergenza di tv, web, social network, radio e passaparola ha scardinato un impianto prima ritenuto immodificabile. Una vittoria che rivela l’esistenza di spazi su cui si può incidere: Santoro è stato abile nel coinvolgere i cittadini e i cittadini sono stati intelligenti nel fidarsi di Santoro…”.
Perché alla base c’è il progetto, giusto? “Esatto, è questo che è determinante! E’ il progetto che fa’ da collante…”.
Ho capito dove vuole arrivare… “Ma è evidente! Noi tutti che ci siamo e che esistiamo dobbiamo essere capaci di cavalcare l’onda, senza ritirarci ognuno nel proprio orticello come è accaduto dopo la vittoria referendaria. Lei mi propone l’esempio di ‘Sinistra Unita’ in Spagna, io invece vedrei come sintesi migliore ‘Europe Ecologie’ creata in Francia da Cohn-Bendit”.
Domanda cattiva: Rutelli in tv ha detto che se il Centrosinistra diventasse maggioranza si impegnerebbe a realizzare le volontà della Bce. Ma allora non sarebbe meglio tenersi il Centrodestra che, se non altro, le cose che dice non le esegue? “Quando vedo i cartelloni con i nomi di Fini e Rutelli ripenso al passato. In Emilia Romagna io fui uno dei fondatori dei Verdi, Francesco Rutelli fu colui che mise in piedi i Verdi Arcobaleno. Ricordo pure che i ‘Bo.Bi.- Boicotta il Biscione’, nacquero proprio dalla campagna elettorale in cui Gianfranco Fini era contro Rutelli e già allora io parlavo di conflitti di interessi da parte di Berlusconi, schieratosi a sostegno dell’ex-segretario dell’Msi…”.
Lei la prende alla lontana, Mascia… “Bè, dico che se il Centrosinistra non vuole perdere le prossime elezioni deve mettere nero su bianco un programma chiaro di cinque punti e che non sia un tomo di 230 pagine. E deve risolvere sia il conflitto di interessi oltre che cambiare legge elettorale… E soprattutto deve saper comunicare: in passato la Sinistra in ciò era maestra, poi si è messa in testa di scimmiottare Berlusconi e le ha buscate. Oggi pare trastullarsi con Renzi, sul ‘come’ dice le cose piuttosto che sul ‘cosa’ dice”.
Sindacato debole, Esecutivo debole, opposizione debole. E vogliamo uscire dalla crisi con tale debolezza stratificata? Gli unici ad apparire forti sono gli imprenditori. “Non sono d’accordo sul sindacato: una parte dei Confederali e il sindacato di base hanno entrambi voglia di riscatto… serve un progetto, l’ho già detto. In passato si affermava che senza l’assenso della Chiesa e di Confindustria non si poteva governare, oggi l’assenso deve giungere da pare di una forza popolare credibile. E la credibilità si ottiene dalla convergenza degli strumenti di comunicazione oltre che dalle cose concrete da fare”.
Stare dentro o stare fuori dai partiti, per le forze esterne come la sua? “A me non va più di insistere su questo discorso. Personalmente sono contento se si riesce a coinvolgere il maggior numero di parlamentari attorno a un progetto condiviso. Dai politici vorremmo un’assunzione di responsabilità, ma per poterla avere occorre un controllo democratico su ciò che fanno. Noi, le cosiddette ‘forze esterne’, dovremo essere capaci di realizzare una lobby che a propria volta condizioni la politica… Ora, io non so se voteremo a gennaio, a marzo oppure mai: so invece che i politici verranno a bussare alla porta di tutti i nuovi interlocutori. In quel momento saremo noi a offrire loro un progetto e loro dovranno impegnarsi ad accettarlo. E’ una dinamica nuova, dobbiamo esserne pronti”.











