Lo avevamo anticipato giovedì: al Circo Massimo lunedì 30 gennaio - dopo i taxi - sarà la volta dei trattori, per iniziativa dei Comitati Riuniti Agricoli.
Con partenza da Latina verso le 6, saranno nella Capitale attorno a mezzogiorno e con loro ci saranno anche altre categorie in emergenza: pescatori, autotrasportatori e tutti coloro che si vedono messi sempre più in ginocchio da un crisi che non si riesce ad arginare.
Le motivazioni della protesta Danilo Calvani (a sx, nella foto), presidente dei C.r.a. e residente a Latina, ce li aveva anticipati fin dallo scorso giugno (http://www.prismanews.net/italia/equitalia-eutanasia-delle-aziende-interessi-al-19.html): “In realtà la nostra è una denuncia che parte fin dal 2007, quello che diciamo è sotto gli occhi di tutti. Solo che solo adesso la gente se ne accorge!”.
Decisa, dura e al tempo stesso pacifica e ordinata. La manifestazione degli agricoltori non ammetterà alcuna infiltrazione di facinorosi o di provocatori. Le direttive del Cra sono del resto ben note da sempre: si manifesta rispettando le leggi e la città che ospita.
Dice ancora Calvani: “Black Bloc? Faranno bene a non farsi vedere! Noi siamo contadini: pale e zappe non ci mancano, se qualcuno vorrà osare sappia che troverà pane per i suoi denti. Lo abbiamo anche detto alle Forze dell’ordine: se vi saranno intromissioni, saranno loro a doverli proteggere, perché a noi non mancherà certo il coraggio di sbarazzarci di gente ben nota. Che tutti conoscono: perché tutti sanno che si tratta di individui che agiscono su commissione. Il nostro è un avvertimento chiaro: a mandanti ed esecutori!”.
Questo è Calvani, un uomo con le idee chiare; che ha fatto il servizio militare e che ancora ricorda la promessa di fedeltà alla Costituzione. “Noi rispettiamo le leggi e saremo a Roma per dimostrare sì, ma con educazione, equilibrio, rispetto per la città. Non chiediamo che la pensino tutti come noi: vuol dire che gli altri faranno le loro manifestazioni, per sostenere idee differenti”.
Ecco, veniamo al punto. Dalla prima chi ci siamo incontrati, davanti Montecitorio, la situazione è peggiorata. Altro che ripresa. “Tecnicamente le aziende italiane sono tutte fallite, tutte! Ma non parlo di aziende del settore agricolo, parlo di aziende in generale. Oggi la protesta si allarga a fino a ricomprendere pescatori, agricoltori, carrozzieri, tutti coloro che sono sul punto di fare il botto… Io spero che ciò non accada, altrimenti la situazione potrebbe degenerare! Ecco perché ci rivolgeremo al Presidente della Repubblica, perché egli ne prenda atto”.
Già, i sindacati. In tema di autotarsporto, Cna-Fita, Confetra e Confindustria già il 14 dicembre scorso si erano incontrate per affrontare l’emergenza dei caro-gasolio e caro-pedaggi, assumendo la determinazione a definire nel brevissimo termine “Proposte precise, condivise e concrete comunque rispettose della disciplina antitrust” e da sottoporre all'attenzione delle altre rappresentanze dell'autotrasporto e della committenza industriale, commerciale e logistica che volessero condividerle, allo scopo di “Proporle a Governo e Parlamento permettendo così l’avvio di un confronto responsabile e autorevole ma soprattutto capace di dare risposte concrete e tempestive all’emergenza costi già a partire dal prossimo mese di gennaio”.
La vostra idea fa perno sul ruolo negativo dei sindacati. “Quando mi riferisco a loro io uso il termine ‘parassiti’! Ha visto cosa sta accadendo? Tassisti, pescatori, autotrasportatori ormai non si sentono più rappresentati e si confrontano direttamente con il potere politico… I sindacati altro non sono che la mano armata dei partiti politici; costano un sacco di soldi e non danno nulla alla collettività. Prendono contributi da tutte le parti, impongono le loro scelte… ma è venuto il tempo di dire basta! Basta a quest’altra casta! Lunedì chiederemo solennemente a tutti questi signori di togliere il disturbo, di andare via, di mettersi da parte. Anche loro hanno contributo alla rovina del Paese e spero che la magistratura prima o poi indaghi!”.
Un esempio negativo, di tali sindacati. “Le irregolarità legate ai Consorzi agrari… Sono falliti, qualcuno dovrà pur spiegare il motivo! E le quote-latte? C’è un documento del Ministero delle Politiche Agricole che afferma come non si siano mai sforate le quote chieste dall’Europa. E allora perché si invocano le multe? E dove vanno a finire i soldi?".
Fedagri-Confcooperative, in riferimento alla notizia relativa a presunti errori di Agea nel conteggio delle produzioni latte, ha dichiarato che “Se gli errori fossero confermati, le migliaia di produttori che negli anni hanno rispettato le normative dovrebbero essere rimborsati delle multe versate e degli investimenti sostenuti per acquisire nuove quote. Se invece fosse confermata la bontà dei dati Agea, come sostenuto a più riprese da autorevoli Commissioni ad hoc, occorrerebbe applicare finalmente le normative, come avviene negli altri Paesi dell’UE, mettendo tutti i produttori sullo stesso piano competitivo senza tollerare ulteriori sacche di immunità o di impunità”.
Continua Calvani: "E perchè non indagare su Impresa Verde, sui tanti miliardi che si sono persi per strada? E perchè non parlare anche del Patto Integrativo Provinciale?".
Non conosco l’argomento. “Glielo spiego io… A noi azienda agricola i contributi per un lavoratore costano in genere circa 15 euro, nella provincia di Latina si oscilla fra i 27 e i 28… la differenza fra la prima cifra e la seconda va tutta nelle tasche dei sindacati di settore. Ancora: se ad ogni lavoratore è concesso se aderire o meno a un sindacato, a noi del settore agricolo tale opzione è preclusa. Se voglio ottenere lo sgravio fiscale sulla benzina, devo per forza aderire a un sindacato. E’ intollerabile, ingiusto, anti-democratico! E loro si ingrassano con i nostri soldi!”.
Equitalia: oggi è messa sott’accusa da Lega Nord e da La Destra. Io però mi chiedo se per caso Equitalia non faccia la forte con i deboli e si ‘dimentichi’ delle grandi aziende… Così come sarebbe opportuno fare le pulci ai patrimoni in odor di mafia, che valgono centinaia e centinaia di miliardi. Lì sì che varrebbe mettere le mani! “E io non ho mai visto nelle sedi di Equitalia né un politico né un sindacalista, soltanto gente del popolo. Ho avuto notizia di suicidi di padri di famiglia, che non ce la facevano più, né a lavorare né a pagare! Lei ha mai visto qualcuno di costoro, politici o sindacalisti, esprimere solidarietà istituzionale verso chi muore per debiti?”.
Si discute sempre e solo di debito pubblico… “E poiché lo Stato italiano non può stampare moneta, per poter garantire soldi alle banche lo Stato fa leva su di noi… Succhia il sangue a noi per poter mantenere il rapporto con gli istituti di credito. Equitalia ha già messo le mani su 2mila degli 8mila miliardi di ricchezza nazionale dei cittadini. Ma se si credono di aver vinto la partita bè, credo che si siano sbagliati di grosso. Noi saremo anche poco esperti di legge e norme e siamo solo contadini, tuttavia abbiamo una testa e la sappiamo usare. Spero davvero che se ne rendano conto. Tutti!”.











