
Se fosse solo lo studio il problema degli universitari italiani…
Nelle voci che accompagnano il bilancio di chi vuole darsi una prospettiva di vita in linea con le proprie (giuste) attese, compaiono a volte altre voci: diritto allo studio, borse di studio, contratto di affitto dell’alloggio. A Roma qualcosa inizia a muoversi, grazie agli stessi studenti che stanno iniziando a fare network.
Cesare Cagnetta è membro del senato accademico dell’università di Roma Tre e conosce bene cosa ruota attorno a “Studenti Indipendenti”, sigla che appunto sta cercando di fare massa critica per diventare voce autorevole.
“Fin qui ci siamo riusciti”, dice Cesare, “e possiamo affermare con misurato orgoglio di aver colto un successo rilevante nella rivendicazione dello scorso settembre. Lo stesso orgoglio che ci porta a definirci ‘sindacalisti studenteschi’”.
Spieghiamo allora nel dettaglio di che cosa si è trattato. “Semplicemente che ci siamo attivati per far sì che l’esigenza di cui ci eravamo fatti carico noi rappresentanti degli studenti di Roma e di Viterbo venisse risolta. Il problema era costituito dal mancato pagamento della seconda rata degli assegni 2010-2011 relativi al sostengo economico, sostegno che viene dato a chi ne ha bisogno. Il bando della Regione Lazio stabiliva che tale pagamento dovesse avvenire prima dell’estate; ma a settembre tutto era ancora fermo, di tali soldi non ve era traccia e quindi ci siamo organizzati: teniamo conto che fra affitti esosi e spesso in nero, situazioni personali precarie, vi era la concomitanza della tassa di iscrizione da saldare… insomma, quei soldi erano indispensabili”.
E così siete scesi in campo… “Con una squadra che aveva per obiettivo far onorare un impegno doveroso. Si tratta di cifre che per alcuni possono sembrare poca cosa - 4mila euro per i non-residenti, 2mila per i residenti - che però, ti assicuro, servono tantissimo a chi deve fronteggiare tante spese. Così abbiamo chiesto un incontro sia al Governatore Renata Polverini che all’assessore regionale all'Istruzione Gabriella Sentinelli; inoltre abbiamo esteso la richiesta sia all’Adisu che agli enti territoriali… Credo che il lavoro svolto sia sta proficuo: con il rettore Fabiani di Roma Tre siamo stati infatti capaci di concordare insieme lo slittamento di un mese del pagamento delle tasse, in attesa dell’arrivo della rata di 500 euro. L’assessore Sentinelli ci ha da ascolto facendo a sua volta pressioni sull’assessore al Bilancio affinché i fondi si sbloccassero. Si è trattato di un risultato positivo che ha interessato 11.200 studenti del Lazio, tutte le pendenze sono state risolte. Ora speriamo che la rata di gennaio non debba ritardare come le altre”.
La vostra rete non è dunque solo romana. “Esatto, dentro abbiamo anche l’ateneo di Viterbo. Studenti Indipendenti unisce le università di Tor Vergata e della Sapienza e spero che ci si possa estendere quanto prima anche all’ateneo di Cassino. Anche perchè ci sono gli sportelli di consulenza che abbiamo attivato sia dentro gli atenei che fuori (ad esempio presso il Sunia) che per noi rappresentano il modo migliore per fare formazione e informazione anziché mero assistenzialismo”.
Mi sembra un’impresa colossale… in Italia il ‘campanile’ domina! “Non vorrei usare l’aggettivo ‘storica’ ma credo che una cosa del genere non fosse mai accaduta prima. Il fatto è che ormai vi sono esigenze e priorità davanti alle quali il campanile crolla… pensiamo ai contratti di locazione: entro la fine di settembre si stipula per l’anno successivo, Ma quale proprietario di casa ti offre un alloggio se tu non hai la possibilità di pagare? Se non lo rendiamo effettivo e celere, il diritto allo studio non esiste più. Perché se devo lavorare per guadagnare ciò che mi serve per studiare, inevitabilmente non potrò più studiare… sappiamo bene che in Italia il lavoro è in nero e per pochi euro…”.
Immagino che abbiate anche in mente qualcos’altro, in aggiunta all’estensione di Cassino al vostro network. “La nostra preoccupazione adesso è sì rivolta al bando per le borse di studio 2011-2012 ma soprattutto per i due anni successivi, la cosa ci preoccupa e stiamo elaborando una sorta di ‘contro-bando’. Ciò perché l’assegno del diritto allo studio sarà impostato unicamente sul merito; è vero che noi siamo assolutamente contrari alla logica del 18 politico ma è altrettanto vero che debbano essere definiti dei criteri cui fare riferimento quando si discute di ‘merito’. Perché per noi studenti sono importanti anche le posizioni di partenza, che poi vi siano delle differenziazioni va pure bene ma occorre fare attenzione; e occorre fare attenzione anche in tema di prestito d’onore: che senso ha mettere nel calderone del diritto allo studio anche il prestito d’onore?
Se si tagliano le risorse, vuol dire che si avranno meno prestiti d’onore e meno risorse per il diritto allo studio… A tacer del fatto in che, come ti ho detto prima, oggi per i giovani il lavoro c’è ma è in nero oltre che precario e sottopagato. Se io devo indebitarmi con una banca per 15mila euro, mi dici come e quando avrò modo di restituire la cifra prestatami?”.










