
E’ stato il prof. Francesco Pizzetti, presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, l’ospite d’onore della cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico alla L.u.m.s.a..
Etica, responsabilità e riflessione sono riecheggiate in Aula Magna dove i valori di ‘riservatezza’ e ‘trasparenza’ sono stati analizzati da Pizzetti nella cornice delle nuove tecnologie della conoscenza.
La cerimonia si è aperta con il saluto del card. Attilio Nicora, presidente del C.d.A. dell’ateneo, a cui ha fatto seguito la relazione del Magnifico Rettore, prof. Giuseppe Dalla Torre. Il quale ha posto in risalto come “l’inaugurazione dell’anno accademico avvenga in un momento particolare per il sistema universitario nazionale, dato dalla legge n. 240”, e cioè la legge Gelmini. “Pur non essendo tenute, le università non statali, all’adeguamento al sistema di governance delineato dalla riforma, la Lumsa ha ritenuto opportuno recepire alcune delle soluzioni da questa prospettate”.
Si è così rielaborato lo Statuto e si sono chiariti i rapporti fra l’ateneo e la Santa Sede e il Vicariato di Roma; si sono rafforzati i caratteri di autonomia propri della Lumsa; si è istituito un Centro per la ricerca e l’internazionalizzazione; la creazione dei dipartimenti ha sostituito le vecchie facoltà; si è approvato il codice etico di ateneo.
“Il master di II livello in ‘CasaClima & Bioarchitettura’ ha riscosso molto successo come pure quelli in ‘Esperti in politica e relazioni internazionali’, ‘Gestione delle risorse umane’, ‘Marketing e organizzazione degli eventi’. Voce molto importante - ha proseguito Dalla Torre - quella del diritto allo studio. L’anno passato la Lumsa ha erogato agli studenti oltre 860mila euro sotto forma di contributi per borse di studio, collaborazioni part-time, sussidi monetari, contributi per utenza disagiata, mobilità internazionale degli studenti. Inoltre ha rimborsato tasse per merito a 245 studenti, per un totale di oltre 76mila euro; ha rimborsato tasse per merito a 369 studenti idonei alle borse di studio per un importo totale superiore ai 746mila euro”.
Quanto alla legge Gelmini, il Magnifico Rettore ha rivolto un appello sia al nuovo Ministro dell’Università che alle forze politiche “Affinchè si intervenga con urgenza e senso di giustizia in favore delle università non statali; il fine è quello di riallineare per davvero - in un sistema che si vuole fortemente competitivo - le posizioni di partenza oggi chiaramente diseguali”.
Quindi Pizzetti (qui in foto con Nicora). Per il quale “Il diritto alla libertà di manifestazione del pensiero, della parola, della comunicazione sono espressione di una ricerca insopprimibile che l’essere umano ha per la conoscenza… Però occorrerebbe porsi la domanda circa la responsabilità su tale ricerca della conoscenza, dato che quest’ultima deve essere controbilanciata dalla riservatezza intesa come difesa della persona dalla conoscenza”.
Si arriva così al diritto alla privacy, che emerge nel secolo scorso negli Stati Uniti, a Boston, grazie agli avvocati Warren e Blandyce, a seguito dello sviluppo tecnologico e della produzione di massa dell’informazione. E oggi? “Oggi i media devono vendere e soddisfare gli interessi degli inserzionisti pubblicitari, il diritto alla riservatezza viene continuamente forzato e rischia di mettere in crisi lo stesso diritto all’informazione. Se ciò valeva all’epoca di Warren e Blandyce, vale ancora di più nell’era del web 2.0 e degli smart-phone… La tecnologia - ha detto il Garante - ci ha resi tutti produttori e consumatori, il fenomeno è divenuto circolare rompendo la separazione fra conoscenza e informazione; e se l’unico punto di riferimento è lo share, allora è il pubblico che guida l’informazione e non il contrario. Accade che nessuno selezioni ciò che può essere diffuso e conosciuto; il diritto d’autore va in crisi; chi fa informazione si vede privato dei contenuti da parte dei motori di ricerca”. E se la Rete è sinonimo di democrazia e libertà, a volte diventa veicolo di intolleranza. “La buona notizia cancella la cattiva? Il mercato è capace di auto-regolamentarsi?
Etica, responsabilità e riflessione devono essere parte di questo mondo. E non basta invocare trasparenza tout-court; perché essa non vale solo per il pubblico e potrebbe interessare anche il privato”.
Ad esempio il pilota che guida l’aereo sul quale ci siamo imbarcati: ”Ho il diritto di sapere se quel pilota è in buona salute, fisica e mentale?”. Etica, responsabilità e riflessione: mai troppo accademiche in un mondo sempre più connesso.
La professoressa Iolanda Piccinini, ordinario di Diritto del Lavoro, si è infine dedicata all’analisi del rapporto “Lavoro e valori”.










