Dietro l'acronimo si cela l'Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici, affacciatasi alla ribalta con l'obiettivo della tutela della vita nascente. Al vertice Giuseppe Noia, responsabile del Centro di diagnosi e terapia fetale presso il Policlinico Gemelli di Roma , deciso a darne un'impronta particolare: priva cioè di supremazia ideologica e di steccati culturali. Ricca invece di libertà e umanità.
Professor Noia, perché adesso e non prima? “E' vero, siamo nati il 25 marzo '09 ma già da tre anni era iniziata una fase, come dire… di sondaggio. Rammento bene quando mi si chiese di partecipare ad una riunione della Mother Care International
Possiamo approfondire il passaggio inerente le verità scientifiche? “Non vorrei che si pensasse male, ma occorre spendere il concetto di relativismo
E le altre quattro? “Qui ci spostiamo su un terreno differente, siamo nell'antropologico: la pillola del giorno dopo; quella dei cinque giorni dopo; la RU-486; la difesa di alberi e animali che spesso divengono più importanti del cucciolo dell'uomo. A chi legge - ma anche a chi appartiene alla comunità scientifica o politica o sociale - vorrei inviare questo messaggio: per noi conta solo quello che si può fare a livello scientifico e quello che si evince obiettivamente a livello scientifico; è la scienza il terreno su cui incontrarsi. Non altri”.
Professore, dopo la sua precisazione mi permetta di offrire il mio punto di vista. Spesso, in Italia, si è soliti far scontare alcuni peccati: il "dove"
Le chiedo: esisterà mai nel nostro Paese un tema - uno solo! - sul quale le due principali fazioni politico-culturali possono lavorare insieme senza barriere ideologiche e producendo qualcosa di utile per la collettività? “Senza alcuna difficoltà le dico che su questi temi, così come su altri, occorre tanta informazione perché in giro ne esiste poca conoscenza e, purtroppo, anche poca consapevolezza. Certo, affrontare gli argomenti dal punto di vista etico è sempre apprezzabile ma vorrei si riflettesse pure su questo: e cioè che talvolta contano anche le ricadute sociali. La salute è una di queste o no?”.
Prende fiato e poi aggiunge: “Lo sa che il feto aiuta la madre? La cura! Le cellule staminali la proteggono… in passato si pensava che il flusso principale fosse madre-figlio!”.
Che tipo di progetti o di proposte porterà avanti l'A.i.g.o.c.? “La nostra preoccupazione è: come viene usata la scienza? Mi ricollego alla sua precedente domanda. Interroghiamoci: conviene partorire o abortire? Facciamo i conti della serva: mettiamo insieme i problemi collegati ai suicidi post-aborto, alla depressione, alla sindrome post-abortiva, ai 2.200 euro che costa al servizio pubblico del Lazio l'IVG. Forse per la collettività sarebbe più vantaggioso - parlo di questo unico risvolto, economico - far sì che si nasca!”.
Insomma, un itinerario culturale che provi a recuperare le ragioni della ragione scientifica e anche di quelle filosofiche, giuridiche, antropologiche. Alla base, “La dignità della persona, accettabile da credenti e da non credenti perché fondato sull'evidenza”.
Senza steccati e barriere, appunto.










