Tanti personaggi illustri della politica, delle istituzioni, della Pubblica Amministrazione, dell’università.
E davanti a Lorenzo Ornaghi (qui in foto con la Governatrice del Lazio, Renata Polverini), fresco di nomina a ministro dei Beni Culturali e che lo scorso 9 novembre, a Milano, nelle vesti di Magnifico Rettore ne aveva inaugurato l’anno accademico.
A Roma, lo scorso 17 novembre 2011 l’Università Cattolica del Sacro Cuore ha ripetuto la cerimonia durante la quale si è tratteggiato un anno di lavoro proficuo e denso di risultati, ma che tuttavia è stato controbilanciato da incertezza, penuria di fondi nonché “Da un attacco violento, becero e spesso in malafede”. Parole, queste, usate dal preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia prof. Rocco Bellantone che non ha nascosto le preoccupazioni proprie e dell’intero ateneo per il futuro prossimo.
Prima anche un’autocritica: “Questa Facoltà ha motivo di esistere per formare giovani tecnicamente all'avanguardia ma soprattutto preparati a essere protagonisti di un viaggio nella sofferenza in cui l'obiettivo principale non è la malattia, ma l'uomo sofferente. Siamo in grado di insegnare questo ai nostri ragazzi? Siamo in grado di dimostrare e insegnare che questo luogo è sacro? Padre Gemelli, più di 50 anni fa diceva: ‘Bisogna ripulire le università da molte erbe che soffocano lo sviluppo delle buone piante. Bisogna opporsi al frammentarsi di cattedre per fini personali, bisogna impedire che le cattedre siano conferite a uomini inetti’”.
Eppure l’istituzione è forte, fortissima, e i dati parlano chiaro. Quest’anno, ad esempio, partirà un Corso di laurea di medicina in lingua inglese che permetterà nuovi orizzonti agli studenti e la possibilità di accogliere tanti giovani stranieri. L'attività di ricerca e sperimentazione svolta dai docenti/ricercatori della sede romana nel 2010/11 è stata supportata da 199 rapporti contrattuali per un importo totale pari a 12 milioni di euro a cui occorre aggiungere i contributi per la ricerca scientifica relativi alle linee interne D1 e D2.2 (13 milioni). I progetti di ricerca finanziati dalla Commissione Europea presso la Facoltà sono 15, per un importo totale di oltre 5 milioni di euro. Il valore economico relativo ad attività di ricerca finanziata da aziende farmaceutiche e del settore sanitario, per gli studi clinici e di laboratorio, è in aumento rispetto al 2009/2010 in termini assoluti e raccoglie una percentuale pari al 35% dell'intero importo contrattualizzato.
Ancora Bellantone: “Il dato globale sulla valenza scientifica dei Docenti di Facoltà è ampiamente dimostrato dal fatto che la top-scientific list dei migliori ricercatori italiani su tutto l'ambito scientifico vede passare in un anno da 30 a 40 la presenza di membri della nostra Facoltà e di questi 5 nei primi 50 posti”. Eppure… Eppure c’è chi ha voluto usare la vicenda della Tbc a fini ideologici.
“Ogni lavoratore di questa Facoltà si sente profondamente addolorato per quanto successo e ognuno di noi si sente sconfitto come sempre accade quando falliamo nel nostro compito. Ma non è in difesa delle famiglie coinvolte che, mentre continuavamo a curare e guarire migliaia di malati al giorno, abbiamo dovuto sopportare che il Gemelli venisse sbattuto in prima pagina sulla base di processi sommari. Abbiamo sentito trasmissioni del servizio pubblico parlare di ‘untori’ e definire ‘insultante’ chi cercava di portare spiegazioni scientifiche al punto da ricevere lettere di minacce… e abbiamo scoperto che la stessa identica situazione in Emilia si chiama ‘profilassi precauzionale’!”.
Il punto però è un altro: cosa si voleva dimostrare? “Che anche in uno dei migliori ospedali del mondo non sempre si guarisce? Bastava guardare i report internazionali. O il fine era un altro, cioè cercare di togliere credibilità a chi crede nell'indissolubile connubio tra scienza e fede?”.
Schietta - anche fin troppo, a giudicare dalla dichiarazioni della Polverini (http://www.prismanews.net/prismanews24/polverini-su-bellantone-qinadeguato-e-ingiustoq.html) - la relazione del preside lo è stata in relazione alla situazione economico-finanziaria. “Se questa incredibile situazione di esposizione finanziaria resa necessaria per consentire il pagamento di stipendi e fornitori in carenza dei finanziamenti regionali (centinaia di milioni), dovesse persistere, il Policlinico dovrà effettuare un profondo ripensamento della propria attività… ma vorrei che fosse chiaro che è arrivato il momento che qualcuno se ne assuma la responsabilità! Ben vengano i rigidi controlli ma qualcuno chiarisca una volta per tutte quale è la nostra funzione e il nostro ruolo - anche giuridico - nel sistema sanitario regionale del Lazio”.
'Piccolo' particolare: il Gemelli da 50 anni non è mai stata un'impresa finalizzata al profitto, ha utilizzato le risorse fornite dai cittadini italiani per dare buona sanità a costi spesso inferiori. “Quattro anni fa, nell'ansia dei tagli alla sanità, è sembrata una brillante idea negare il ripiano dei costi a questo ospedale perché non di proprietà pubblica. Da allora nessuno si è assunto la responsabilità di decidere”.
Lo aveva del resto già detto Ornaghi, a Milano, paventando che “Il Gemelli diventi un facile obiettivo, in quanto non di proprietà pubblica… Il mancato pagamento di quanto concordato e dovuto comprometterebbe a breve le sue capacità operative”.











