Dopo il successo di “I-pin”, spettacolo teatrale scritto e interpretato da Pino Insegno e portato in scena al Teatro Ghione, ritroviamo oggi l’ex comico della Premiata Ditta e amato conduttore televisivo, cimentarsi in una prova del tutto nuova: interpretare il ruolo di un personaggio perseguitato dai suoi fantasmi per un intenso spettacolo sull’ossessione dell’amore.
Liberamente ispirato agli scritti del poeta Edgar Allan Poe, precursore del Decadentismo e tra gli inventori del genere poliziesco, lo spettacolo “Il racconto di un uomo” è la realizzazione di uno dei progetti più importanti per l’attore e doppiatore romano. Da tempo Pino Insegno stava lavorando all’idea di portare in scena gli incubi e i tormenti del grande poeta americano ricorrendo ad una fusione di elementi antichi raccontati in chiave moderna. Quello che ne consegue è uno spettacolo dal grande effetto visivo, che non si basa solo sulla riflessione introspettiva tipica del palcoscenico teatrale. L’impressione è che alla base del progetto ci sia l’intento di voler esternare al pubblico gli sconvolgimenti emotivi del vero amore, esaltandolo, mostrandolo nei modi più sorprendenti. Al monologo del protagonista che racconta la sua drammatica storia di omicida per gelosia, si alternano danze concitate, acrobazie mozzafiato, proiezioni video e luci accecanti che contribuiscono a fare dello spettacolo un complesso affresco gothic rock, coinvolgente e appassionante insieme. Accanto a Pino Insegno, sul palco come nella vita, la convincente Alessia Navarro.
L’ambiente in cui si muovono i personaggi è decisamente essenziale. Pochi elementi, come un trono e il paesaggio proiettato sullo sfondo, richiamano all’antico e alla simbologia della letteratura gotica . La vicenda si svolge tra le segrete di un castello e il buio della notte, dove si aggira ancora l’incubo dell’omicidio. C’è un’alternanza di strumenti visivi, come le proiezioni-video e la tridimensionalità, in opposizione all’ambiente spoglio e decadente.
Alla recitazione, si alterna il continuo prorompere sul palcoscenico di sei bravissimi ballerini e un acrobata, anch’essi protagonisti che compongono l’affollata scena e con i loro movimenti rendono il racconto espressivo e incalzante.
I testi, che comprendono sia brani di poesia che di prosa, sono a cura di Alessandro Prete ed Eleonara Dafne Infante. Una perfetta fusione di antico e moderno, amore e odio, disegnato sulle note rock che accompagnano lo spettacolo e ne scandiscono gli eventi principali, in una piacevole rivisitazione del romanzo gotico. Un spettacolo interessante che è stato messo in scena fino al 19 febbraio scorso al Teatro Piccolo Eliseo Patroni Griffi di Roma.











