La visita di oggi di Andrea Zanacchi, in scena al Teatro Testaccio in Roma dal 7 al 12 di febbraio, per la regia di Manuela Bisanti, è uno spettacolo teatrale fra il brillante e il riflessivo, in pieno stile Compagnia Velluto Rosso.
La pièce richiede uno sforzo notevole da parte degli attori costretti a dover recitare all'interno di una scena minimalista: sfondo completamente bianco che ritrae la situazione all’interno della stanza di un manicomio. Sforzo che si amplifica considerando l'handicap per i due interpreti di dover recitare in camicia di forza. I due infatti sono perfettamente calati nel ruolo di due matti all’interno del manicomio e riuscono così a restituire la dimensione onirica dell’ambiente.
I personaggi Ermanno (Giampaolo Filauro) e Alfredo (Andrea Zanacchi) riescono a compiere più azioni immaginarie, in una scenografia asettica: fumare sigarette, fare il caffè, prendere schiaffi, giocare a tris o addirittura mangiarsi le unghie, il tutto appunto con indosso una camicia di forza. Notevole la relazione che i protagonisti instaurano con la piccola mascotte immaginaria dello spettacolo, il topolino Schizzo, che ha un ruolo fondamentale nelle fasi di stacco e dal piglio introspettivo della commedia.
È dunque una performance impregnata di meta-teatro, che sembrerebbe quasi ispirata al teatro cinematografico di Lars Von Trier, che ha la sua massima espressione in film come Dogville.
Rimangono in pidei alcune perplessità. Per esempio ci si chiede il motivo dei cali di attenzione da parte del pubblico in particolar modo nelle fasi iniziali, visto che lo spettacolo è un crescendo di tensione che arriva a culminare con un colpo di scena nel finale. Scelta registica o poco piglio degli attori all'inizio della rappresentazione?
Nonostante tutto un plauso particolare va fatto all’attore Giampaolo Filauro che ha tenuto bene la scena, soprattutto nei minuti finali, e calandosi in maniera perfetta nel personaggio ha regalato non poche emozioni alla platea.
Il tutto serve da trampolino per toccare quelle tematiche abbastanza ricorrenti oggi, soprattutto tra i velluti: la follia, la denuncia al contesto sociale, la relazione con il diverso. Ciò non significa che questo spettacolo risulti banale o scontato, poiché la modalità in cui viene rappresentata la storia spicca per originalità di rappresentazione, con un testo in alcuni punti abbastanza diretto, un giusto gioco delle parti, e completare il quadro risulta fondamentale un particolare uso delle luci.
Una nota che desta altre piccole perplessità è relativa agli effetti sonori e alle musiche utilizzate per incorniciare e dare enfasi ad alcuni momenti dello spettacolo, non sempre legati alla recitazione e a tratti risultando superflui e non motivati (ma in uno spettacolo sulla follial'irrazionalità sembra giustificatà).
Nella sua totalità La visita di oggi è uno spettacolo ben architettato che denota una buona regia, un copione ben articolato e un affiatato lavoro di squadra da parte di tutta la Compagnia Velluto Rosso.











