Esiste una parte di Europa che ha saputo riscattarsi ed emanciparsi dopo essere passata dalla divisione in tre stati nell’Ottocento e poi sotto il regime comunista: la Polonia. Il mio viaggio a Cracovia nel mese di luglio mi ha fatto respirare un vento di ottimismo forse perché questo non è un paese di vecchi. Basta fare una passeggiata al Planty per rendersi conto che la città pullula di giovanissime famiglie polacche.
Se si riflette sulla storia di questo Paese, non si può fare a meno di pensare che la sorte si è particolarmente accanita sulla Polonia e che solo dopo il 1989, con la caduta del muro di Berlino, tutto è cambiato in meglio. Era un Paese povero ma ha saputo emanciparsi in fretta, sono nate molte aziende ed è iniziata l’era delle privatizzazioni.
Qui si fa tutto presto: matrimoni, figli e lavoro. Per questo una donna quarantenne, che nel resto dell’Europa occidentale viene considerata all’apice della sua femminilità e delle sue attività professionali, qui viene invece percepita come una donna ormai “in età avanzata”. Ed è per questo motivo che una psicologa, che ha vissuto vent’anni in Italia, ci racconta che il suo rientro in patria è stato piuttosto difficile e alquanto traumatico.
Non si può non notare che segnali del processo di “occidentalizzazione” ce ne sono molti, ma ancora si percepisce quel retroterra difficoltoso e tradizionale che ancora resiste e che rende i polacchi ancora non perfettamente standardizzati al glamour europeo. E questo non è per nulla detto che non sia un pregio…
È anche comprensibile perché una buona parte della popolazione sia così nazionalista e conservatrice: dopo essere stata per secoli sotto diverse dominazioni è evidente che ora abbia bisogno di riappropriarsi di una sua specifica identità; ha un bisogno fisiologico di riscoprire le proprie vere origini prima di restare influenzata dalla cultura e dal capitalismo imperante della vecchia Europa occidentale.
Membro dell’Unione Europea dal 2004, conserva ancora la sua vecchia moneta, lo Zloty, che vale al cambio 0,25 euro il che significa un cambio davvero vantaggioso per “noi dell’euro”. Basti pensare che si può benissimo consumare un pranzo al ristorante con circa 6,00-7,00 euro!!! Per lo shopping c’è invece la Galeria Krakowska nel centro di Cracovia, proprio accanto alla stazione centrale delle ferrovie che è un vero paradiso del capitalismo con i suoi 270 negozi che non ha nulla da invidiare alle altre città europee poiché vi sono tutti i principali marchi commerciali internazionali.
L’altra faccia della Polonia è quella cattolica con il 95% della popolazione che pratica questa religione e che ha dato i natali a Papa Giovanni Paolo II. In ogni angolo di Cracovia ci si imbatte in una chiesa, medioevale, gotica o barocca e non è difficile vedere le chiese affollatissime durante le funzioni religiose.
In questo particolare momento storico, nel corso del quale la vecchia Europa deve ritrovare una propria identità sovranazionale, europea appunto, anche la Polonia dovrà presto trovare un suo giusto equilibrio, o compromesso che dir si voglia, per non ritrovarsi di nuovo in una situazione di incertezza e arretratezza rispetto al resto dell’Occidente.











