Secondo Novecento: questo il titolo della mostra, curata da Bruno Corà e Tonino Sicoli e visitabile fino al 28 febbraio 2012 all'interno del Museo del Presente di Rende (CS), che riunisce alcuni dei protagonisti più rappresentativi del periodo compreso tra gli anni Cinquanta e i Novanta del secolo scorso, percorso da una congrua fioritura di tendenze che vanno dai movimenti non figurativi alla Pop Art, al Concettualismo, per giungere alla più recente Transavanguardia e alla Scuola di San Lorenzo. Un approccio analitico e autoreferenziale trae scaturigine da ragioni compiutamente linguistiche e concettuali e articola variamente il discorso artistico nelle sue numerose rimodulazioni, informando per intero il tracciato idealmente proposto dalla mostra.
Il percorso dell'esposizione trova avvio dalle spazialità ambigue e dalle estroflessioni multiple degli artisti 'oggettuali' Enrico Castellani e Agostino Bonalumi (responsabili, insieme a Piero Manzoni, del movimento e della rivista «Azymuth») che ridefiniscono la concezione dello spazio, non più porzione visibile di un segmento di reale ma dimensione aperta, vitale. Segue un'attenta disamina delle diverse declinazioni di Arte Astratta, che in alcuni casi attinge, deformandone ampiamente i modelli, da un'esausta figuratività (si ricordi a tal proposito il «Gruppo degli Otto», che fra il 1952 e il 1954 registra il convergere, sotto l'egida dell'“astratto-concretismo”, di pittori come Giulio Turcato ed Emilio Vedova), mentre in altri prende le mosse da premesse non-rappresentative e non-oggettive, come nel caso di Carla Accardi, Achille Perilli e Piero Dorazio (firmatario nel 1947, insieme a Turcato e a Pietro Consagra, del manifesto della pittura astratta italiana). Ad impreziosire ulteriormente l'ordito espositivo le opere del maestro dell'informale Emilio Vedova, connotate da un connubio performante di arte gestuale e immediatezza improvvisativa, del nume tutelare del Nouveau Réalisme, il de-collagista Mimmo Rotella e del minimalista Nicola Carrino. Non manca una lucida riproposizione della ritrovata centralità che l'oggetto torna a manifestare a cavallo degli anni Sessanta e Settanta: da una parte la Pop Art decontestualizza oggetti di varia natura, desunti dal mondo reale, per investirli di una nuova valenza estetica (come esemplificato dagli artisti Mario Schifano, Tano Festa e Mario Ceroli), mentre dall'altra l'Arte Povera (di cui si distinguono come autorevoli esponenti il greco naturalizzato italiano Jannis Kounellis e Alighiero Boetti) esibisce materiali poveri nella loro più nuda espressività. Grande rilievo viene inoltre riservato al fatidico ritorno, avvenuto intorno agli anni Ottanta, alla figuratività e all'espressionismo pittorico, che costituisce il cardine del movimento internazionale noto come Transavanguardia, ivi rappresentato dalle tele di Sandro Chia, Mimmo Paladino, Francesco Clemente e Nicola De Maria, oltre alla sua estrema, radicale propaggine espressa dalla Scuola di San Lorenzo di Roma (Giuseppe Gallo, Gianni Dessì).
Secondo Novecento è una mostra accurata e sfaccettata che, nonostante talune approssimazioni legate principalmente all'aspetto allestitivo (ed in particolar modo ai meccanismi posti in essere per la tutela delle opere esposte), focalizza il proprio cono di luce sull'inesausto dinamismo processuale che investe l'espressione artistica tout court per poi declinarne l'incessante divenire in realtà irriducibilmente personali.
SECONDO NOVECENTO
Museo del Presente – Piazza R. Kennedy, Rende (CS)
Orario visite: da martedì a sabato, ore 10 – 13/ 16 – 20
Info: 0984 462493











