
Il ruolo della donna, nel Primo e nel Terzo Mondo. Un orizzonte geografico, sociale ed economico di ampio respiro quello messo sul tavolo della Biblioteca del Senato da parte di Ozio Creativo Society e della rivista Next-Strumenti per l'innovazione.
L’associazione guidata da Francesca Chialà (a sx nella foto, accanto alla vice presidente Paola Diana) e il periodico diretto da Domenico De Masi, docente di Sociologia delle Professioni presso l’Università “La Sapienza” di Roma e direttore scientifico della S3.Studium, hanno proposto un’occasione di profonda riflessione che si è incentrata sul ruolo femminile nel mondo contemporaneo. Chialà ha illustrato missione e spessore di O.C.S., “Che sul web e su Facebook e Linkedin opera con il fine di seminare qualcosa di nuovo in materia di differenze di genere”. Lo stesso collage di immagini tratte dal servizio giornalistico di Francesco Brancatella (Tg1), inviato speciale del Tg1 e già diffuse da “Tv7”, inerenti il ruolo delle donne in Sierra Leone, Siria e India è servito a dare perimetro al dibattito a cui hanno partecipato diverse voci dell’universo femminile nazionale.
Brancatella ha così porto il suo punto di vista di reporter in giro per il mondo, mandato condiviso insieme con il collega Francesco Ceccarelli. “Girando prima e montando dopo queste immagini, mi sono chiesto se il mondo riuscirà a sopravvivere alla propria miseria. Avendo davanti il lavoro eccezionale delle NGO presenti in ogni angolo del pianeta, dovrei dire che la speranza c’è ed è ben riposta. E se la Rai riesce a fare servizio pubblico, gran parte del merito va proprio alle Agenzie non governative che sono sempre vicine a fornire informazioni e supporto”.
Miseria e povertà non è che siano tuttavia sempre facili da raccontare. Soprattutto agli orari notturni in cui la Tv di Stato propone agli spettatori tali reportage. ”Io ho provato a narrare in modo tale da evitare il rifiuto, comprensibile in chi, a ora tarda, vorrebbe chiudere la giornata con qualcosa di più leggero… eppure la lotta alla povertà è un tema fondamentale di oggi, peraltro svolto pressoché tutto al femminile e dove le donne sono protagoniste per l’eccezionale carico di cui si fanno portatrici”.
Le immagini giunteci dalla Siria ce lo hanno confermato. La telecamera di Brancatella ha fatto memoria del deserto, delle vestigia di epoca romana, della struggente bellezza della città di Palmira e della storia antica legata alla regina Zenobia. In un Paese che si sta ritrovando malgrado una guerra civile sanguinosa, la Siria di oggi è legata a filo doppio alle proprie donne che stanno per decidere delle sorti del loro Paese: come ha detto una giovane avvocatessa di Damasco, “Se migliorano i diritti, migliorano i Paesi”. E le donne in tutto questo saranno parte - come del resto ha dimostrato la recentissima e massiccia manifestazione pubblica che ha visto marciare insieme al Cairo miglia e migliaia di donne - annodandosi inevitabilmente al futuro collettivo.
Un paradigma, quello del ruolo femminile e dell’emancipazione verso un domani migliore, che è stato spiegato anche da Silvia Costa (Pd), parlamentare europeo del gruppo Socialisti & Democratici. Per lei, “Le donne sono centrali rispetto a tutto, non ultime le tematiche dell’istruzione o del micro-credito. Di consapevolezza femminile occorre parlare e su di essa occorre agire, sempre di più; perché i valori di democrazia, di libertà e di riequilibrio della globalizzazione passeranno attraverso di esse…. E non è affatto casuale che il Premio Nobel 2011 sia stato assegnato ad alcune di loro che strenuamente si sono battute per un avvenire migliore”.
Ozio Creativo Society. Network fisico e virtuale, approda alla ribalta per dare massima apertura al movimento che fra Roma e Milano - e con il contributo di uomini consci delle opportunità e delle responsabilità delle donne, in specie manager e imprenditrici - si vuole dedicare al miglioramento del sistema sociale, a cominciare dal mondo del lavoro e dai suoi rapporti. Alla base di tutto l’azione congiunta di donne e uomini sensibili al fortunato pregio di progettare un futuro organizzato sulla giusta ridistribuzione del sapere, del lavoro, delle risorse, del potere.
Il network ha ispirato la sua mission all’approccio post-industriale di De Masi, ben noto per le sue profetico/pratiche analisi. Non è del resto mistero che, ad esempio, le donne vivano più degli uomini ma vadano in pensione prima; che la durata della vita si allunga ma gli anni dedicati al lavoro diminuiscono; che l’offerta di lavoro diminuisce, la domanda di lavoro cresce ma l’orario di lavoro non viene ridotto; che le donne studiano e lavorano meglio ma non fanno migliore carriera; che le distanze culturali si accorciano ma la forbice degli stipendi si allarga.
Se tutto ciò non è sufficiente a spalancare la porta sia a Next che a O.C.S....
Foto, da sx: Diana, Chialà, De Masi











