Sono ormai trascorsi quarant’anni da quando ha fatto la sua comparsa la Land Art, ovvero quando l’artista Christo negli Usa realizza la prima esperienza creativa nell’ambito dell’arte concettuale. Modificare temporaneamente l’aspetto del paesaggio facendo uso esclusivamente di materiali naturali - meglio ancora utilizzando quelli disponibili sul luogo - si è trasformata in una vera e propria arte proponendo un nuovo linguaggio artistico e un nuovo manifesto ecologico.
La natura, per la sua armonica vitalità, scandisce i ritmi e la durata dell’opera affidandosi agli agenti naturali che ne determinano la sua persistenza; all’uomo spetta il compito di interagire con tali elementi.
La Land Art è considerata una forma di arte concettuale, nella quale il suo significato più profondo non è nelle opere che vengono prodotte, documentate fotograficamente, ma nel pensiero, nel concetto che si cela e che si svela, attraverso la modificazione del paesaggio come attiva relazione tra uomo e natura, spazio e tempo. Celebre è in Italia l’opera di Alberto Burri Cretto, imponente monumento alla morte che ripercorre le vie e i vicoli della vecchia città di Gibellina, distrutta da un violento terremoto nel 1968.
Negli ultimi anni l’Arte Contemporanea si è spinta ben oltre proponendo cattedrali vegetali, orsi di aghi di pino, lupi di rami e piume. In un bosco della Valsugana, nel Trentino, nel cuore di Arte Sella-Museo d’arte contemporanea, è sorto un fantastico luogo delle meraviglie che accoglie le opere dell’artista inglese Chris Drury, che ha sempre vissuto e lavorato nella natura. Pietre, foglie, rami locali, terra, sono i materiali utilizzati per realizzare opere discrete che vengono dalla natura modificate, consumate e distrutte in caso di intemperie: opere effimere quindi, che come la natura si trasformano, nascono e muoiono, per ritornare alla natura sotto forme diverse.
Uno scenario fantastico è la Cattedrale vegetale di Giuliano Mauri, grande come Nòtre Dame ma interamente realizzata con alberi e rami intrecciati. Alberi viventi che quando raggiungeranno i 12 metri di altezza formeranno delle volte come nelle chiese gotiche di mattoni.
La Land Art rappresenta quella che un tempo è stata l’arte dei giardini, ma le preoccupazioni ecologistiche hanno contribuito a mutarne il significato: intervenire sulla natura non per motivazioni estetiche e ornamentali ma per la presa di coscienza che l’intervento dell’uomo su elementi che hanno un intrinseco ordine naturale, lo può sconvolgere, danneggiare e mutare irrimediabilmente.











