Tra i molti eventi previsti dall’8 al 14 giugno per la Prima Festa dell’Architettura di Roma ”Index Urbis “, si è tenuta al Tempio di Adriano la mostra dedicata agli architetti stranieri a Roma. FAR: Foreign Architects Rome è stata promossa da Promoroma-Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma, da AACUPI-Association of American University Programs in Italy e dalle Accademie e Università Nord-Americane partecipanti all’evento romano e inoltre patrocinata dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma e Provincia. Nove architetti residenti presso le Accademie straniere a Roma presentano i loro lavori attraverso grandi banners e spaziando da progetti ufficiali di architettura formale, edifici e altre costruzioni, fino a progetti teorici e di trasformazione e recupero di complessi urbanistici già esistenti.
Vi presentiamo i partecipanti.
Ana Maria Goilav e Laura Ilie per l’Accademia di Romania, ambedue laureate in architettura e vincitrici di una borsa di studio presso l’istituzione romana. La Goliav svolge una ricerca sui santuari del Primo Cristianesimo e la loro ierotopia è inserita in un progetto sull’edilizia sacra dell’Oriente Cristiano dei nostri giorni. Laura Ilie è invece a Roma per effettuare degli studi sul “Barocco e le residenze nobiliari in Transilvania”. I progetti che presentano sono rispettivamente “La scuola di Bunesti”, una struttura in terra e legno costruita a Bunesti (Arges);“Romania 2009” creata da studenti di architettura, professori e artigiani del luogo per ospitare un nuovo campus universitario soprannominato “Il Piccolo Colosseo”; la “Casa Unifamiliare” (2000) costruita a Bucarest in una zona densamente edificata e inserita nei limiti dettati dalle esigenze del luogo cercando di ottenere le massime dimensioni degli spazi interni.
Andrew Kranis per l’American Accademy in Rome, proveniente dalla Columbia University di New York, è stato ospitato presso l’istituzione romana dal 2008-2009 e lavora a una ricerca sull’ecologia urbana: “Agri-Metro. Una Proposta per Roma”. Il progetto presentato riguarda una rivisitazione e riutilizzazione del Gazometro, una monumentale struttura di acciaio sulla sponda del Tevere diventata ormai parte integrante del panorama a Roma. L’idea è quella di far ospitare a questa struttura abbandonata una sorta di Fattoria Verticale, un mezzo per la produzione di alimenti sicuri, coltivati idroponicamente per i romani sfruttando la costa fluviale come fonte di energia e di fertilizzazione. All’interno, un mercato agricolo e un ristorante dove tutti possono essere testimoni del ciclo della produzione alimentare, della distribuzione e del consumo.
L’architetto inglese Victoria Watson per “The British School at Rome”. La Watson è l’ideatrice di “Air Grid”, una figura reticolare tridimensionale e rettilinea che ripete un modulo costruttivo identico nelle sue dimensioni ma variabile nei suoi modi di individuazione. E che è costituita da filo di seta teso entro una armatura di sostegno di “foam-board” bianca, laccata e tenuta in tensione dalla presa di fini incisioni disposte in modo strategico sull’armatura di sostegno. Come risultato finale, immaginiamo delle strutture che assomigliano a dei grandi bozzoli di insetti. Nel caso di Roma l’architetto ha pensato di far muovere questi lavori tra le antiche mura, come inserite nelle rappresentazioni di Piranesi, e nella zona sud-occidentale della città un edificio lungo un chilometro: il Corviale.
Antoine Vialle e Eliason Guinoum per l‘Acadèmie de France à Rome. Il primo laureatosi nel 2007 presso l’Ecole d’architecture de Paris-Belleville, si occupa a Roma del progetto “Roma–Progettando una forma attraverso i suoi limiti”. Si tratta di una serie di “ritratti urbani” che prendono in studio le Mura Aureliane nel tentativo di creare una sorta di esperimento sulle diverse tecniche di rappresentazione per poter immaginare la città. E in questo senso “le antiche mura rappresentano un oggetto rotto, monumento ed infrastruttura, un limite non più in grado di limitare; a questo punto rivelano una natura ellittica discontinua e frammentaria della Città, in qualche modo una caratteristica dei territori urbani contemporanei”.
Johanna Guilberg per l’Istituto svedese di Studi Classici, laureata nel 2005 presso il KTH Royal Institute of Technology a Stoccolma, propone nella mostra romana il progetto “Archivio di Roma” modello della città e cabinet mostra. L’archivio contiene testi, disegni, mappe e modelli sulla base di sei edifici romani: Tempio di Giove Capitolino, Pantheon, Palazzo Farnese, San Carlo alle Quattro Fontane, Danteum e MAXXI.
Josè Antonio Flores Soto, Lola Montalvo e Fernando Munòz Gòmez per la Real Academia de Espana en Roma. Flores si è laureato a Siviglia e la sua tesi di dottorato è incentrata sull’analisi delle influenze e dei rapporti nell’architettura colonica in Spagna negli anni del dopoguerra. A Roma si è interessato al fenomeno italiano dell’Opera NazionaleCombattenti, la Bonifica Integrale nell’Agro Pontino, per stabilire collegamenti di parallelismo con il caso spagnolo. La Montalvo si è laureata a Madrid nel 2004. A Roma sta portando avanti un progetto di ricerca che riguarda l’architettura e l’urbanizzazione delle “reducciones” gesuite del Paraguay e della Bolivia nel XVII e XVIII secolo. E si pone come obbiettivo di studiare e ridisegnare tracciati urbani e architettura dell’impero gesuita-guarani attraverso la documentazione esistente nei vari archivi romani. Il progetto intende culminare nella tesi di dottorato e getta le basi per facilitare l’intervento, il recupero e il restauro di tali missioni. Anche Gòmez si è laureato a Madrid (nel 2002) e si occupa di design espositivo, editoriale e di ricerca. Ha vinto numerosi premi in concorsi sia nazionali che internazionali.
Accanto al lavoro degli architetti giovani ma già affermati, la mostra presenta il lavoro di studenti in architettura presso i principali programmi universitari nordamericani a Roma e membri dell’AACUPI. Questi programmi sono dovuti ad un comune profondo interesse per Roma come luogo primario per lo studio dell’architettura. Del resto è antica tradizione quella di venire nella città eterna per studiare e confrontarsi con edifici e dettagli delle antiche architetture romane, usanza registrata fin dal rinascimento. Ricordiamo poi la tradizione del Grand Tour nel Settecento.
Oggi una risorsa unica al mondo è offerta dalle numerose Accademie straniere a Roma che ogni anno accolgono architetti e borsisti vincitori del più prestigioso premio conferito dai rispettivi paesi ed agli studenti di numerose università nord americane, quali la California Poytechnic State University,Cornell University,Iowa State University, Ohio State University, Pennsylvania State University, Pratt Institute, Temple University,Tulane University of Waterloo. Oltre alle ricerche e gli approfondimenti personali di architetti e studenti nelle loro esercitazioni didattiche, quello che appare comunque evidente ai visitatori di questa mostra è il modo inconfondibile e intramontabile con cui Roma avvolge tutti con una sorta di magia unica.











