La moderna storia politica italiana, il divorzio, i rapporti con il Pci sovietico, i sindaci di Roma Petroselli e Argan. La prima legge su Roma Capitale che ebbe a firma proprio quella del segretario del Pci.
C’è tutto questo e molto di più nella rassegna fotografica dedicata a Enrico Berlinguer che si è inaugurata domenica 6 alla succursale della Scuola Media Giovani Verga, in via P. R. Pirrotta, per iniziativa dell’associazione culturale ‘La Farandola’.
Presenti le figlie Bianca, Maria e Laura, il fratello Giovanni, fra la tantissima gente anche Luca Telese - atteso venerdì 18 dal dibattito che, alle ore 18, si avrà in tema di ‘Questione morale’ proprio in questa sede - e Giovani Minoli. Dal direttore di Rai Educational da cui dipende ‘La Storia siamo noi’ abbiamo ricevuto un breve e cortesissimo Ipse Dixit sulla figura di Enrico Berlinguer: “Un punto di riferimento morale e non, sia per chi si dichiara comunista sia per chi non lo è. Un uomo politico di netto spessore umano”.
E del quale occorre ricordare il famoso riferimento alla questione morale… “Al di là di quello, credo che debba essere rammentato per il suo obiettivo che era quello di unire e non di dividere. Il che oggi manca”.
Come manca pure una presenza seria, costante, coerente. Berlinguer di questo si era fatto interprete e l’affetto con il quale oggi è presente nella memoria storico-collettiva del Paese è un dato di fatto. Lo ha detto la figlia Bianca, che dal palco ha ringraziato i tantissimi per la loro presenza: “Perché rendete vivo il suo ricordo, anche dopo tanti anni dalla scomparsa. In questi anni mi sono resa conto che l’affetto per lui non solo non si è affievolito ma si è accresciuto e noi tutti non possiamo dirvi altro che grazie”.
Una storia personale, politica, di impegno sociale che si è intrecciata con quella nazionale; una storia qui riprodotta in bianco/nero (e nostalgica anche per questo) che riconduce all’Italia repubblicana degli Anni ’60, ’70 e ’80, dal rendez-vouz di Mosca dove Berlinguer operò il celebre ‘strappo’ indicando al Pcus la via del comunismo italiano; gli incontri con il Vietnam di Ho-Chi Min, la vittoria alle politiche del ’76, gli in incontri con i tesserati delle sezioni.
La mostra giunge a Roma da Pescara e da Cagliari dove, come hanno fatto notare i relatori presenti al taglio del nastro, “Ha registrato affluenza notevolissima, per una buona metà rappresentata da giovani”.
I giovani: coloro ai quali tale collage potrebbe essere principalmente indirizzato, se lo si saprà rendere itinerante Municipio per Municipio e renderlo visitabile dalle scuole. Ma la proposta giunta dalla ‘Verga’ va anche oltre e consisterà nel dedicare una strada a Berlinguer: entro breve partirà infatti una raccolta di firme e poi una serie di iniziative che dovranno rendere concreto l’obiettivo. Soprattutto per dare massima diffusione a un uomo politico per il quale “Il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita”.
La mostra fotografica tratteggia sì un passato che non c’è più e un’idea che la Storia ha modificato: ma i valori e le coerenze no, quelle dovrebbero essere sopravvissute. Queste fotografie ne sono un invito sincero.
La mostra sarà aperta tutti i giorni fino al 27 novembre. Per le scuole su prenotazione dalle ore 10 alle 13; per il pubblico dalle 14 alle 20.











