Cinque millenni di storia rappresentati in circa seicento tra intarsi, incisioni e monili d’oro e d’argento che vanno dal periodo egizio fino ai giorni nostri, passando per l’età greca, romana, medievale e moderna.
La collezione glittica Santarelli che sarà ospitata per dieci anni nella prestigiosa cornice dei Musei Capitolini e che è stata presentata alla stampa lo scorso 8 febbraio nella sala Pietro da Cortona del Palazzo dei Conservatori, rappresenta un “unicum” nel suo genere per le preziose opere esposte e per il prezioso significato che esse hanno nella loro struttura.
Le gemme e i monili sono sempre stati un’ espressione diretta dell’individuo e dell’autorità pubblica perché possono concentrare significati profondi in uno spazio espositivo esiguo, per questo nel primo Rinascimento furono essenziali nella riscoperta del mondo antico e spesso e volentieri i maestri incisori si ispiravano alla glittica antica per riprodurre monili indossati dalle donne del ‘500.
I monili nell’antichità potevano rappresentare i soggetti più disparati e si differenziavano molto in base alla classe sociale di chi li indossava. Potevano essere anche oggetti di rappresentanza con la figura a mezzo busto dell’imperatore del periodo, per esempio del monile con il ritratto dell’imperatore Comodo raffigurato con le sembianze di Ercole. Spesso potevano raffigurare immagini o rappresentazioni delle divinità come i monili raffiguranti gli scarabei dell’Antico Egitto.
Della collezione del periodo medievale fanno invece parte i monili del periodo di Federico II raffiguranti animali da caccia e falconi che lui stesso addestrava. Del periodo rinascimentale invece sono esposte le fibule delle raccolte delle famiglie Medici, Orsini e Farnese, fibule che già rappresentavano uno status symbol, come erano già stati per il mondo antico. Nel periodo del ‘700 e dell’ ‘800 compaiono invece una serie di monili e intagli delle più importanti industrie europee del settore.
Presente alla conferenza stampa il sovrintendente di Roma Capitale Umberto Broccoli che ha definito l’esposizione “Un grande evento per la città di Roma” e ha sottolineato, oltre all’importanza della collezione, il modo in cui verrà esposta al pubblico per i prossimi dieci anni: non sarà infatti una mostra basata solo sul contatto visivo con la singola opera ma per la prima volta saranno tutti e cinque i sensi del nostro organismo ad interagire tra di loro. La musica accompagnerà il visitatore per tutta la durata della mostra mentre essenze profumate e un cielo stellato sulla volta faranno da gradevole contorno alle opere esposte. Inoltre Broccoli ha più volte ribadito la grande collaborazione tra soggetto pubblico (Musei Capitolini e Roma Capitale), e soggetto privato (Fondazione Santarelli). Grazie all’amore della fondazione per la Città è stato possibile, grazie al contributo della Sovrintendenza e della direzione del museo, esporre e rendere visibili a romani e turisti la collezione glittica della fondazione che sarà ospitata nel Palazzo dei Conservatori per dieci anni.
Di grande collaborazione tra pubblico e privato ha parlato anche l’assessore alle politiche culturali del centro storico di Roma capitale Dino Gasperini che ha inoltre sottolineato l’importante nesso tra collezionismo, mecenatismo ed eruzione, che trova in questa collezione glittica il risultato finale dell’importante collaborazione tra questi tre “stadi” culturali.
Angela Gallottini, curatrice del catalogo ha invece più volte menzionato lo stato “emotivo” della glittica. Lo studio di un monile e di un intaglio può trasmettere un infinità di emozioni ma può in un certo senso anche divertire, osservando le figure spesso con fare scherzoso sui monili destinati ai servi e agli schiavi. Il catalogo pubblicato rappresenta il punto finale di anni di studi su questo genere artistico poco conosciuto al grande pubblico ma molto affascinante nei suoi contenuti.
Insomma una mostra veramente innovativa che coinvolgerà il visitatore verso un mondo sconosciuto e fatto di piccoli grandi capolavori artistici.











