La comunicazione, attraverso il linguaggio e i segni, è lo “strumento” che tutti noi utilizziamo per interfacciarci con i nostri simili e non solo con loro; anche nei rapporti con gli animali usiamo comunicare in varie modalità i nostri sentimenti, amicizia e paura in primo luogo.
Osservando e studiando la comunicazione visiva, ovvero la trasposizione dei segni, dei simboli e dei segnali in strategie promozionali e di identità, sia a livello individuale che aziendale, mi è capitato di affrontare un altro aspetto, nuovo e stimolante legato alla stessa comunicazione.
Un aspetto che viviamo in ogni istante delle nostre giornate, senza neanche rendercene conto.
Siamo noi stessi, inconsapevolmente, i primi "strumenti" con i quali ci rapportiamo e nello specifico è il nostro corpo che “parla”. Non c'è scampo per nessuno: emettiamo senza sosta "segnali" precisi e distinguibili, dettati da innumerevoli fattori che derivano principalmente dalla situazione psico-emotiva del momento. Questa scienza, o meglio pseudo-scienza, viene definita PNL (Neuro Linguistic Programming) e secondo i suoi due fondatori, Richard Bandler e Johm Grinder, si occupa del collegamento che intercorre tra i processi neurologici personali, il proprio linguaggio e gli schemi comportamentali che tutti noi adottiamo per rapportarci con gli altri, schemi appresi con l’esperienza degli anni e che, adeguatamente “pilotati”, e organizzati, ci conducono verso il successo nella vita, ma soprattutto nel lavoro.
In buona sostanza, se modifichiamo questi segnali attraverso l’applicazione di “griglie comportamentali” definite e adeguatamente programmate, riusciremo in breve tempo a sviluppare nuove “abitudini”, con l’obiettivo di migliorare personalmente e raggiungere il successo.
Utopia? Nuova religione? Un insieme di entrambe le cose. Nella sua evoluzione infatti la PNL ha spesso sconfinato verso terreni indicati dalle tendenze del momento, passando così dalla psicanalisi alla ipnoterapia, dall’esoterismo alla new-age figlia degli anni ’70, per poi ritornare ai suoi passi originali.
La forma attuale la vede sempre più legata alla formazione aziendale, alla discussa “life-coaching”, alla comunicazione interpersonale, alla leadership e al “team-building”, modalità di apprendimento e convincimento legate ai processi decisionali nel mondo della professione, dello sport e della consulenza aziendale.
Malgrado ciò, la PNL non è ancora considerata una scienza esatta e cerca la sua legittimazione scientifica nelle discipline della neuroscienza, della neurolinguistica e della grande madre, la psicologia.
Una delle cause dell’assenza di certezza scientifica, come sostengono a gran voce i suoi detrattori, è la mancanza di prove certe, empiriche e di ricerche scientificamente strutturate che riescano ad affermare la validità delle sue tesi.
Inoltre, alle numerose certificazioni (pratictioner, trainer, consuelor, ecc.) che vengono offerte “a pioggia” dagli innumerevoli corsi formativi presenti in tutto il pianeta, non viene riconosciuto alcun valore scientifico, tantomeno legale, in quanto sostenuti da figure non ufficialmente riconosciute, cioè laureate in discipline scientifiche certificate.
A nostro parere però, non è questo un argomento valido per denigrarne l’efficienza e la validità.
In Italia, negli ultimi tempi, la frequentazione di corsi di formazione interpersonale, i conosciuti “coaching”, sta avendo un periodo di grazia e di inaspettato successo, a causa della crisi psicologica che, insieme a quella economica, ci condiziona negativamente, minandoci il presente e soprattutto le certezze del domani. Reagiamo a questo stato di cose cercando dentro di noi le ragioni per vivere e stare insieme, in assenza di una forte autostima: nuova forma di edonismo, di egocentrismo mascherato o la ricetta salvifica per il futuro? La risposta la lasciamo al tempo, ma da oggi con un occhio puntato “dentro” noi stessi e su questa misteriosa, discussa, ma affascinante disciplina.


















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