
Si può essere direttori di una Testata giornalistica essendo al contempo pure dei sentimentali? Nel senso che se il giornalismo impone come scuola di vita, di lavoro e di pensiero il dimostrarsi cinici, molto probabilmente una domanda simile non occorrerebbe porsela.
Nulla di più falso, almeno per me. Perché ho sempre creduto sì nel giornalismo ma non nel suo totale asservimento all'estetica di maniera. Giornalisti si può e si deve essere sempre (nella accezione più nobile del termine, intendo!) , ma nei rapporti familiari, in quelli di coppia, in quelli con i genitori, con gli amici, a prevalere dovrebbe essere sempre la persona e non il ruolo o il mestiere.
Quindi oggi, cari Lettori, apprendete che il direttore di Prismanews si è auto-definito un sentimentale. Lo ha fatto dopo essersi andato a rivedere un vecchio videoclip, quello dei Bon Jovi e della loro celebre “It’s My Life”… Ricordate? Le immagini di una storia semplice, con i due innamorati che si cercano e che alla fine si ritrovano dentro al tunnel dove la band sta suonando… Lui corre a perdifiato, crede di non potercela fare e lo vediamo cadere, rialzarsi, evitare una cisterna di benzina.. la musica freme, le note incalzano, chitarre e batteria si susseguono - il pathos cresce e noi siamo in ansia con lui - mentre corre ancora, cade, si rialza, forse il cuore gli starà scoppiando nel petto eppure è sempre lì, non molla. E alla fine ce la farà, entrerà nel tunnel e abbraccerà la sua ragazza, pochi istanti prima della fine della canzone!
Vi racconto tutto questo per dare spazio a una sensazione venutami addosso proprio poche ore fa: e cioè che - come dice il titolo dell’Editoriale - una società senza fiducia è una società senza amore.
Me ne sono fatto una ragione andando a seguire alcune inaugurazioni degli Anni Accademici di alcune università, qui a Roma. Di fiducia non ne ho avvertita molta, così come non ne ho avvertita molta leggendo delle occupazioni dei licei della Capitale - ne parliamo proprio questa settimana in Cronaca/Roma. Il futuro avanza e con esso una serie di timori, di ansie. Mi sono chiesto: se non ho fiducia in me e nel mio futuro, posso avere fiducia in un’altra persona? Perché il rischio è che la persona oggetto di ricerca diventi per me una opportunità, un mezzo, una cosa da usare.
Bè, noi di Prismanews una risposta l’abbiamo data: non solo perchè siamo nati ma perché stiamo resistendo. Ci siamo e ci restiamo perché abbiamo amore del nostro lavoro e perché abbiamo fiducia della/nella nostra squadra.
Ma c’è qualcosa di più speciale ancora, e vorrei accennarne. Metto insieme due notizie: una riguarda la sicurezza alimentare, l’altra le mense della Caritas di Roma.
La prima: il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania, sin dal suo insediamento, ha impartito precise istruzioni affinché le azioni di controllo sulle produzioni alimentari italiane, comprese quelle oleicole, fossero potenziate; come ha spiegato il neo-titolare del dicastero di via XX Settembre, “Ritengo mio preciso dovere, come ministro e come cittadino, assicurare la serenità dei consumatori negli acquisti quotidiani”. La seconda: alle mense della Caritas menù speciale con la selvaggina della tenuta di Castelporziano, quella della Presidenza della Repubblica. Tagliatelle e brasato con cacciagione prelibata, cioè daini e cinghiali provenienti dalla tenuta di Castelporziano… questo il menù pregiato che gli ospiti delle Mense di Colle Oppio e della Stazione Termini hanno assaporato domenica 20 novembre.
Al netto di ogni commento sui due fatti, credo che essi rappresentino alcune delle azioni utili a innescare fiducia e a immettere nel circuito sociale una carica benefica. Ho detto che senza fiducia non può esserci amore: mi sembra fin troppo ovvio che rancore, astio, sospetto, pregiudizio, siano solo alcuni dei sentimenti che cancellano l’amore e le sue possibilità di applicazione.
E allora vorrei che, se non altro, la difficoltà che separa i due ragazzi del video sia solo una forma di messa alla prova; di test; di collaudo; di similitudine per noi che li guardiamo fiduciosi nell’happy end; e vorrei davvero che il risultato finale della loro lotta contro gli eventi - l’abbraccio e il bacio - possa corrispondere al traguardo che ognuno di noi chiede per se stesso e per gli altri.
Se posso fare un augurio - con qualche giorno di anticipo sulla scadenza fatidica - è che ognuno di noi si guardi dentro e colga il meglio di sé per offrirlo agli altri. Fiducia e amore sono la vita: noi non vogliamo delegarli.













