
Ammetto la assoluta mancanza di originalità, eppure una letterina di buon anno e di buon lavoro al Presidente del Consiglio Mario Monti mi sento di dovergliela.
Non fosse altro che la recentissima conferenza stampa di fine anno ha confermato sì le grandi qualità dottrinali del Premier ma tuttavia ha sottolineato che le qualità della mente non sempre si accompagnano a quelle del cuore. Troppa cultura uguale a troppo cinismo? Può darsi. Accade però che il distacco possa essere inteso per pochezza di idee o per incapacità di azione. Se Berlusconi era ostaggio dell’Europa, Monti appare schiavo sia dell’Europa che dei partiti italiani.
Sostanzialmente, quello che non mi piace di Monti è il suo eccessivo dire-non dire. Perché una cosa è l’aplomb, una cosa l’evasività. E lasciamo perdere l’evasione fiscale, che è altro…
Insomma: Presidente Monti, ora che in tasca ha sia la tessera da giornalista che quella da parlamentare, sfidi l’impopolarità e dica chiaro e tondo ciò che ha in mente per l’Italia. Lasci perdere l’evanescenza da stella filante e faccia vedere il suo carattere; metta da parte i grafici ed esponga le sue idee. Non sia yes-man di Bruxelles e non si comporti da docente: la situazione non glielo consente.
Per quello che può valere, ritengo lei debba compiere un passo. Forse decisivo.
Dovrebbe cioè incontrarsi con se stesso. Per farlo, sarà sufficiente che lei - lei, senatore, non la segretaria - si telefoni per concordare un appuntamento. Si incontri con se stesso in un luogo lontano da sguardi indiscreti (ogni posto va bene eccetto lo specchio di casa!); lo faccia accomodare davanti a sé, questo se stesso, e sia franco con lui - magari anche cortese - ma franco, deciso e leale. Al suo interlocutore si apra per intero, senza remore, e gli parli. Ovviamente ascoltando bene ciò che le verrà detto.
In molto temono di doversi risvegliare in un’Italia in cui di liberalizzazione se ne veda ma in termini contraddittori: vale a dire o selvaggia o estremamente soft. E lei, senatore, lei ha una sua idea? O preferisce farsi portatore di quelle altrui? Che ne pensa di giornalisti, tassisti, farmacisti, benzinai? E in tema di privatizzazioni: saremo in mani a coloro che hanno già le Autostrade, l’Alitalia o ci sarà maggiore dinamismo imprenditoriale? E che farà in materia di conflitto di interessi? Si farà suggerire qualcosa di concreto dal sottosegretario Catricalà oppure si darà in mano alle volontà - appunto - dei partiti che sono il suo CdA? Proseguirà nell’errore di cui il PD fa’ ammenda ogni giorno per non aver saputo dirimere - quando era al Governo - il/i conflitto/conflitti di interesse?
Quello che le chiedo, Presidente senatore, è che lei abbia il coraggio delle scelte. Non sia stupefatto, stupito e distaccato come l’ex-ministro Mara Carfagna. Non tema di dover rompere il grissino tagliando il tonno e ci faccia capire cosa pensa: fino in fondo. Guai a dire verità a tutti note ma inconfessabili: basterebbe solo un perimetro di iniziative che si potrebbero fare con il minimo del danno. Lei ha dichiarato in conferenza-stampa di essere sicuro che non vi sarà rottura della pace sociale, bene: ma su cosa basa tale sua previsione? Sul cuore di noi altri? Sul fatto che teniamo famiglia? O sul fatto che voglia bene alla Madonnina? Elementi che appartengono a molti ma non a tutti… e sui quali - io che ho ‘appena’ 47 anni - non farei troppo affidamento!
Diversamente dovremo dare atto ad Antonio Di Pietro da un lato (che in Parlamento non le ha dato fiducia) e a Francesco Storace dall’altro (che addirittura l’ha sfidata alla giornata del 4 febbraio prossimo) di averci visto giusto, lungo ed esatto.
E allora?
E allora la faccia, senatore Monti, questa telefonata. Non per il bene della Compagnia a cui dovrà pagare la telefonata, ma per quello di tutti noi Italiani. Purtroppo, l’unica cosa che per ora ci accomuna.
Per ora, buon anno a Lei e a Noi.













