Per la legge della simmetria, una cosa che accade al lato A si ripercuote sul lato B. Per la legge della politica, una cosa cha accade a Destra si ripete puntualmente a Sinistra.
D’accordo, lo avete capito: ci occupiamo della ‘allegra finanza’ dei partiti. Già la botta su An-Pdl (casa di Montecarlo e fasi successive) era stata sonora, mettendo a repentaglio la credibilità del sistema; ma ci avevano pensato i tagli (rimasti sulla carta) a danno della casta prima e la resistenza al passaggio al sistema contributivo dopo ad alimentare ulteriori moti di disgusto contro i rappresentanti del popolo.
Ora arriva la querelle in casa-Margherita. Il senatore Lusi ammette e non ammette; dice di voler restituire solo la metà dei soldi spariti; non accetta di dimettersi da parlamentare. La vicenda ha dell’incredibile: e non solo perché c’è siano venuti a mancare tanti-soldi-tanti, ma anche perchè c’è ancora chi afferma di non essersi accorto di alcunché. Fra costoro, oltre a Francesco Rutelli anima e mente dell’ex-partito, pure il commercialista Mario Montecchia (tributarista sia della Margherita che del senatore). Dubbi, impressioni, sensazioni: stati d’animo che si spera non siano quelli dell’intera categoria dei commercialisti, professionisti cioè più abili a fare che a vaticinare.
Del resto, se il classico interrogativo che prepotente vien fuori è il ‘Non poteva non sapere’, esso è applicabile tanto ai politici quanto a tutti gli altri esponenti dell’apparato. Quindi pure ai commercialisti.
Sul rapporto etica-politica, vi invito a leggere le cose che ci ha detto l’on. Tarzia; parimenti vi invito a leggere l’intervista fatta a Gaetano Ferrieri, con la sua presa di posizione sui vari ‘sovrapprezzi’ a cui va incontro il sistema-Italia. I commercialisti non vi fanno una bella figura.
Tragicommedia che sia, l’unico ad aver diritto di tribuna potrebbe essere una delle macchiette rese celebri da Lando Buzzanca. Lo ricordate quel personaggio tutto cuore e impegno civile che - dalla tv in bianco e nero - ammoniva quanti sbagliavano con l’epiteto di ‘Moneli’? E allora ‘Moneli’, ‘Moneli’, ‘Moneli’!
Monelli o distratti non saprei. Talvolta però lontani dai bisogni dei cittadini. Un richiamo ci giunge dal Movimento delle Associazioni di Volontariato (Modavi) e dall’Associazione Valentina, che di recente hanno lanciato un appello alle forze politiche ed istituzionali. “Oltre 5 milioni di italiani - ha spiegato Irma Casula, presidente nazionale Modavi - sono portatori di handicap. Alcuni sono professionisti, lavoratori, impiegati, studenti che, pur con fatica, cercano una completa integrazione sociale. Ma politica e istituzioni continuano ad emarginarli ed escluderli dagli organi rappresentativi. Con la proposta delle ‘Quote Bianche’ vorremmo suggerire la creazione di un sistema di garanzia che consenta alle persone con disabilità di partecipare, da protagoniste, alla vita politica ed istituzionale, sia in Italia che in Europa”.
E non posso dimenticare nemmeno quanto manifestato dal card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, alla 62ma assemblea generale dei vescovi, svoltasi ad Assisi nel 2010, dove affermò che “…La politica deve interessare i cattolici… deve entrare nella loro mentalità un’attitudine a ragionare delle questioni politiche senza temere i problemi che oggi, non diversamente da ieri, sono sul tappeto”. A chi ha memoria corta farei presente quanto soleva ripetere Papa Paolo VI, per il quale l’impegno in politica era valutato come una delle “Forme di carità più nobili”.
Riprenderei infine un ulteriore frammento di quanto dichiarato da Ferrieri, nella parte in cui parla di elusione/evasione nel mondo del calcio. Scioltosi come neve al sole il contributo di solidarietà, a me parrebbe giusto e lecito ipotizzare (per applicarlo, sia chiaro) un livellamento verso il basso degli ingaggi ai pedatori. Scandali-scommesse a parte, non credete che fra le varie caste tricolori vi sia anche quella di lor signori?













