
Durerà quel che potrà e quel che si vorrà. L’Italia fisica è qui, sempre attaccata al muro dei suoi/nostri problemi.
Duro, davvero duro il compito che attende Mario Monti e il suo gruppo di ardimentosi. Rimettere ‘in sesto’ un Paese che vale ‘un decimo’ di prima; e farlo in tempi rapidi, con una serie di azioni che lasceranno scontenti tanti e contenti pochi. Con l’ulteriore insidia di doversi trovare gli amici fra i nemici, offrire il sorriso a chi cerca l’occasione giusta per ammollargli lo schiaffo.
Ma la domanda è: si può davvero mettere mano all’Italia?
Proviamo a fare un elenco di ciò che la pattuglia dei Professori dovrà fronteggiare (e risolvere).
Franco Maccari, segretario generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta la notizia secondo la quale gli addetti al parco auto “istituzionale” sono 35mila (di cui 14mila autisti), la spesa per il personale è di 1,2 miliardi di euro all'anno; la spesa di gestione di 350 milioni di euro che, sommando gli ammortamenti, diventa di 650 milioni. “Qualche tempo fa le aziende di elettrodomestici inventarono le lavatrici tripla A, che risparmiavano energia: il nostro (ex)-Governo ha inventato le auto doppio Blu, quelle di rappresentanza politico-istituzionale a disposizione di autorità, alte cariche dello Stato e delle amministrazioni locali. E tra auto Blu, auto Blu Blu e auto grigie, il parco macchine conta 72mila mezzi. Vergogna!”.
Altra vergogna quella denunciata dall’Unione Sindacale di Base. Il riferimento va a quanto accaduto lo scorso 15 novembre: quando “La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha convocato le Organizzazioni Sindacali per illustrare i provvedimenti con i quali i ministri (ex! - N.d.R.) Calderoli e Bossi hanno dato luogo all’apertura di sedi periferiche di Monza dei ministeri del Turismo, per le Riforme, per il Federalismo e per la Semplificazione Normativa”. All’incontro, l’Usb è intervenuta criticando tale scelta, “Che appare dettata esclusivamente da interesse di parte e non da una concreta necessità di riorganizzare la Pubblica Amministrazione. Appare inoltre paradossale che un governo dimissionario, che con la legge di stabilità ha operato tagli pesantissimi alla Pubblica Amministrazione determinando la chiusura di uffici e di ospedali; che ha previsto la mobilità coatta e finanche la cassa integrazione per i dipendenti pubblici, abbia messo in atto provvedimenti per dotare Monza di sedi di “rappresentanza”. Sedi che nonostante le dichiarazioni di Calderoli, il quale ha parlato di un’operazione a “costo zero”, peseranno sul bilancio pubblico”.
Altra sigla, altro problema: quello delle famiglie incapaci di pagare i mutui della casa. La crisi dovrebbe rendere necessario un fondo di solidarietà alimentato da banche e consumatori. “No alla vendita all’asta degli appartamenti dei debitori in stato di bisogno“, afferma Pietro Giordano, segretario generale di Adiconsum. ”Abbiamo chiesto ad Abi che per le famiglie in stato di sofferenza economica sia lasciato in affitto, con canoni sopportabili, l’appartamento che verrebbe ad essere alienato con asta giudiziaria. L’affitto potrebbe durare cinque anni dando respiro economico alle famiglie e al contempo realizzerebbe introiti per le banche. Soltanto la sussidiarietà, la mutualità, la solidarietà e la responsabilità sociale degli istituti bancari possono rappresentare la strada per uscire dalla crisi”.
L’Esecutivo-Monti potrebbe anche prendere in esame quanto accaduto a Vibo Valentia. Dove, dopo la mancata sottoscrizione di un accordo in deroga al contratto collettivo nazionale promosso dalla sezione trasporti di Assindustria di Vibo e sottoscritto da altre organizzazioni sindacali, alcuni lavoratori scritti alla Filt-Cgil sono stati “Pesantemente e volgarmente minacciati dai loro datori di lavoro, Angelo e Tommaso Sabatino, titolari della ditta fratelli Cortese, come prova una registrazione audio effettuata dai lavoratori stessi”. La denuncia giunge dal segretario generale della Cgil della città calabrese, Franco Garufi, aggiungendo che “Angelo Sabatino è tra le altre cose presidente della sezione trasporti di Assindustria di Vibo Valentia”. Garufi aggiunge che “I lavoratori hanno registrato l'incontro e quindi i contenuti, che lasciano sgomenti. Siamo di fronte ad espressioni ed atteggiamenti indegni non solo di un normale sistema di relazioni industriali, ma di un Paese civile”. Nel dettaglio delle registrazioni, osserva ancora il sindacalista, “Ad uno dei lavoratori è stato addirittura intimato verbalmente il licenziamento immediato, secondo le antiche abitudini feudali delle campagne calabresi”.
E chissà che non si possa anche dare maggiore estensione all’istituto della ‘class action’. La stessa per la quale Altroconsumo e la Casa del Consumatore hanno impostato la class action contro quattro compagnie di navigazione, Moby, Grandi Navi Veloci, Snav, Forship (Sardinia Ferries), per violazione della concorrenza e allineamento di tariffe verso l'alto. L'azione collettiva risarcitoria è stata depositata presso il Tribunale civile di Genova e notificata alla compagnie. Obiettivo: la restituzione del 50% di quanto pagato dai viaggiatori nel 2011 sulle tratte Genova-Porto Torres, Genova-Olbia, Livorno-Olbia oppure Golfo Aranci, Civitavecchia-Olbia-Golfo Aranci, Piombino-Olbia. Anche la Regione Lazio patrocina l'iniziativa.
I casi delle sette persone proponenti l'azione sono esemplificativi di come, nel 2011, i viaggiatori non abbiano potuto scegliere tra offerte diverse, vedendosi obbligati a pagare maggiorazioni nell'ordine del 90% e del 110%. Sette esempi in un mare di casi vissuti. Sono infatti già 4.900 le pre-adesioni all'azione ricevute da Altroconsumo e Casa del Consumatore.













