
Poco più di un anno per sapere come andrà a finire la previsione dei Maya sulla fine del mondo. Un anno e spiccioli per capire se l’Italia avrà superato l’emergenza. In entrambi i casi due maledizioni di non poco… conto.
Maya e Monti sono accomunati dal dubbio temporale e dunque pure per il Premier del ‘doman non vi è certezza’. Domanda: ma perché Monti ha accettato? Risposte: per il bene del Paese; per un atto di vaniloquio; per sana follia. Altra domanda: ma perché hanno accettato i suoi colleghi? Altra risposta: perché forse ci credevano davvero. O forse perchè prendere il posto degli eredi di B. valeva una vita. Sta di fatto che le risposte che Monti e il suo Esecutivo hanno dato all’Italia sono state ampiamente insoddisfacenti. Se Mario Monti avesse sbagliato - illudendo se stesso e il Paese - dovrebbe prenderne atto e salutare… del resto, anche un docente può sbagliare Verità.
E che non abbia azzeccato mossa lo dicono in tanti.
Il 17 e 18 dicembre la coalizione “Abbracciamo la cultura”, composta da oltre 100 Associazioni tra cui Aib, Ana, Arci, A.R.CO.BCI, Arr, Auser, Cgil, Cia, IA.CS, Inu, Legambiente, Lavoratori PIERRECI, A.r.i., Assotecnici, Associazione per L’Economia della Cultura, CSA PA BC Università La Sapienza, FIteL, Iaml Italia, Fidac, Federagit, ha organizzato in tutta Italia iniziative di “Occupazione Culturale”. Perché “La cultura è sotto scacco. I settori dei beni e della produzione culturale soffrono di una storica inadeguatezza degli investimenti pubblici. I drastici tagli che hanno penalizzato negli anni il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, quello dell’Istruzione, Università e Ricerca, i trasferimenti agli Enti Locali, compromettono sempre più la tutela e la corretta valorizzazione del patrimonio artistico e paesaggistico del Paese, il sostegno alla promozione e alla fruizione dell’arte e alle produzioni culturali. E’ urgente invertire la tendenza”.
Circa mille manifestanti sono saliti in cima alla scalinata di Trinità dei Monti, a Roma, dove hanno steso lo striscione “Dal governo dei cialtroni al governo dei padroni. sMONTIamoli!”. Insieme ai sindacalisti e ai lavoratori di tutti i settori, hanno protestato migranti e attivisti dei movimenti sociali: lotta per la casa, per il reddito, per i beni comuni. Ha detto Emidia Papi, dell’Esecutivo nazionale USB: “Questo Governo, cosiddetto tecnico, è in realtà un governo politico che rappresenta e tutela i padroni, i ricchi, il ceto politico, le banche, la finanza internazionale e gli interessi di quell’Europa che sta mettendo in ginocchio interi popoli. La manovra di Monti, in perfetta continuità con quelle del governo precedente e con l'appoggio della maggioranza delle forze politiche di Centrodestra e Centrosinistra, massacra i lavoratori, i pensionati, i precari”.
E se Santini (Cisl ) afferma che, in fatto di recessione e occupazione, l’allarme “Di Confindustria è reale” e si appella a Monti affinché “Sposti al 2013 l’aumento dell’età pensionabile”, dall’altro il suo segretario generale Raffaele Bonanni continua a essere in strade e piazze e a manifestare insoddisfazione per la Manovra. Dall’insoddisfazione della Cisl alla soddisfazione di Avaaz.org, Popolo Viola, MoveOn Italia, Agorà digitale, Assoprovider e Valigia blu: il sit-in fuori dagli uffici del ministro Corrado Passera per chiedergli l’asta pubblica sul cosiddetto “beauty contest” relativo alle frequenze tv. Il regalo a Mediaset e Rai dovrebbe infatti essere stato cancellato dall'asta pubblica di vendita e 130mila firme hanno fatto la differenza.
Di una cosa sono convinto: che se Monti si affacciasse dal balcone di palazzo Chigi, ben difficilmente riceverebbe applausi. A parte tassisti, farmacisti e edicolanti, il resto d’Italia batterebbe i piedi e magari i denti. In tema di liberalizzazione di vendita dei farmaci Francesca Moccia, coordinatrice del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, ha dichiarato di giudicare “Negativamente il passo indietro del Governo sull’introduzione di maggiore concorrenza nel settore. Avevamo infatti intrapreso una strada nuova che, a parità di garanzie per i cittadini, avrebbe solo allargato un processo già avviato e che ha mostrato un trend favorevole per i cittadini di diminuzione dei prezzi al pubblico. La presenza di un farmacista, che consideriamo indispensabile, avrebbe messo al riparo i cittadini dal rischio di ‘consumismo’, grazie al ruolo di guida che riconosciamo da sempre a questi professionisti”. Aprire a nuovi canali la vendita dei farmaci con prescrizione obbligatoria non vuol dire portare all'abuso o incentivare l'acquisto di maggiori quantità: “Cambierebbe solo la possibilità per i cittadini, maggiore scelta e una concorrenza che porti benefici sul costo finale di vendita”.
Cittadinanzattiva ci rammenta inoltre che “Fare i cittadini è il modo migliore di esserlo!”.
Scarso feeling anche fra l’Esecutivo e il S.I.A.P., sindacato di Polizia. A seguito dell'approvazione del Decreto legge “sfolla-carceri”, il segretario generale Tiani dichiara che “Non sono state tenute in considerazione le preoccupazioni e le contrarietà dei sindacati di polizia per i riflessi sulla sicurezza dei cittadini e i conseguenti maggiori oneri di controllo per gli operatori. Riteniamo necessario quanto doveroso che siano apportati correttivi e misure adeguate durante l’iter di conversione del provvedimento tra cui: assunzioni straordinarie e risorse aggiuntive. Per il Siap è massima allerta, ci facciamo portavoce della preoccupazione del personale per le innegabili quanto inevitabili ricadute negative sulla operatività concreta, sulla Polizia di stato e le Forze dell’ordine”.
Infine la politica. Al di là della presunta o reale ‘opa’ che il Cavaliere potrebbe esercitare da qui a poco sul nuovo Governo, segnali sfavorevoli affiorano un po’ dappertutto. Risolto il contrasto con l’Udc sul beauty contest - per il capogruppo in Commissione di Vigilanza Rai Roberto Rao esso andava nella “Direzione opposta alla politica di questo Esecutivo fatta di risparmi, rigore e valorizzazione delle risorse pubbliche” - e in parte quello con il Pd sull’equità delle pensioni (per il presidente del Gruppo dei Democratici alla Camera Dario Franceschini, “Con l’accoglimento degli ordini del giorno sulla penalizzazione dei lavoratori precoci e sui lavoratori che hanno visto allontanarsi il momento della pensione trovandosi già senza lavoro, la manovra fa un ulteriore passo avanti verso l’equità”), affiorano attriti con NpS-Noi Sud.
Dice Arturo Iannaccone, capogruppo a Montecitorio: “In Monti c'è una ormai più che evidente insensibilità politica e personale nei confronti della questione meridionale e del Sud. Non vorremmo che l’atteggiamento fosse dettato anche dal desiderio di avere dalla Lega Nord un'opposizione meno dura. Il Governo Berlusconi aveva varato una serie di provvedimenti noti come Piano per il Sud, anche grazie al nostro impegno: misure che, se attuate, avrebbero dato un impulso notevole alla ripresa dell'economia meridionale. Monti non incanta nessuno e neppure i Meridionali, che attendono da anni Esecutivi che passino dalle parole ai fatti. Noi Sud è moderato ma parla chiaro!”.
L’impressione è che il ‘Signori, si scende’ sia questione di settimane. La maledizione è in agguato.













