
La solidarietà non è a tempo. O è perenne finché non si risolve un problema oppure non può chiamarsi solidarietà. Più o meno come la carità: o la si fa’ sempre oppure è un anestetico per le nostre colpe.
In tema di tasse locali, io credo che sarebbe bello buono e giusto che la tassa locale sulla prima casa non debba gravare né sugli Aquilani né su coloro che sono stati colpiti dal terremoto del 2009. Si dirà: è ovvio che avvenga così, visto che a pagare saranno coloro che la casa ce l’hanno ancora… Chi l’ha persa, nulla dovrà all’Erario.
La vera riflessione dovrebbe tuttavia interessare non tanto la sostanza quanto invece l’etica della richiesta. E’ etico, per lo Stato, richiedere un pagamento su seconda o terza casa a chi ha perso la p prima? E se la prima casa è rimasta in piedi, la tassa deve essere pagata anche se è rimasto uno scheletro? E perchè, ancora, far pagare chi la prima casa (oltre che la seconda e la terza) ce l’ha e non pensare invece ad azioni che possano dare un differente beneficio al territorio?
Sarebbe davvero cinico se lo Stato si fosse scordato di ciò che di devastante è accaduto a L’Aquila e in Abruzzo. Posto che nel capoluogo e nei paraggi ci siano ancora dei ricchi - o dei super-ricchi - riteniamo sia molto meglio impiegare il loro prelievo fiscale in qualcosa di più utile. Sarebbe interessante sapere se vi siano trasferimenti -extra Stato-Enti locali per le zone colpite dal sisma o se vi siano dei benefici (sgravi, esenzioni, ecc.) per le vittime del terremoto.
Malgrado la Ue, la Merkel, Sarkozy, gli avvoltoi della speculazione, la recessione mondiale e gli appetiti inconfessabili di molti, margini per ‘immunizzare’ L’Aquila e il suo territorio dal pagamento dell’imposta sugli immobili dovrebbero pur essercene.
E se contro Monti e il suo Esecutivo aveva già tuonato Francesco Storace (La Destra), altrettanto hanno fatto di recente gli attivisti di FORO753, con il loro ‘Monti flash-mob’ nel centro di Roma. Assolutamente pertinente il titolo dato all’happening: “O popolo o usurai: tu da che parete stai?”.
Giacomo Mondini, responsabile di FORO753, ha dichiarato che, “Con ironia abbiamo voluto sottolineare l’arrivo ormai neanche più mascherato, delle Banche e della grande Finanza internazionale al Governo dei Popoli europei: ieri in Grecia con Papademos, oggi in Italia con Monti”.
Perché la definizione generica di “Mercati Finanziari” non è affatto tale e cela sigle e uomini ben identificabili. Si tratta di “Potenti lobby bancarie e finanziarie usuraie, come Goldman Sachs, che hanno dichiarato guerra ai Popoli europei spacciando il momento attuale come crisi per poi imporre alle oramai inutili classi politiche e all’opinione pubblica Governi tecnocratici, scelti da loro quale unico rimedio per risolverla. L’obiettivo? Privatizzare e distruggere quel che rimane dello Stato sociale”.
Chissà se la politica avrà il coraggio di andare oltre il dolore muto, oltre la sofferenza che gli eventi hanno imposto agli Aquilani… Chissà se Monti sarà capace - in questi pochi mesi di mandato - non solo di dimostrare di conoscere le parole ma anche di saperle dire. Fino a oggi di parole ne ha spese poche, dando peraltro l’impressione di non sapere come pronunciarle.
Si spera che alla fine la saggezza prevalga. Per intanto si faccia prevalere quella della buona logica italiana lasciando stare L’Aquila, i suoi cittadini, i suoi drammi, i suoi dolori. Che tutto sono meno che dolori muti.












