C’è qualcuno, nel nostro Paese, che ha smarrito il senso della logica. E dell’opportunismo.
C’è qualcuno, nel nostro Paese, che ha subito il transfert dall’Isola che non c’è.
C’è qualcuno, nel nostro Paese, che manca di una struttura di riferimento: ad esempio quella che serve per elaborare discorsi e stendere relazioni.
E’ oltremodo noto che dietro ogni personaggio pubblico vi sia un segretario personale - o un ghost-writer; un responsabile della comunicazione; un addetto alla comunicazione - assoldato per portare la borraccia al titolare.
Se si fosse speso danaro - tanto danaro - per mettere a libro-paga esperti del genere (anziché ad esperti di altri rami come i Tarantini made in Puglia!), forse le magie dello staff avrebbero impedito quei vuoti di info-comunicazione rilanciati dal recentissimo G20. Si sarebbe, ad esempio, potuta prendere visione del documento elaborato dal Consiglio Generale della Cisl sulla relazione del Segretario Generale Raffaele Bonanni e approvato all’unanimità.
L’incipit del documento è tremendo: “La natura travolgente della crisi è aggravata dal degrado profondo della politica, senza motivazioni ideali, lontana dai cittadini, senza autorevolezza, con la mortificazione della democrazia partecipativa dove la politica può ritrovare concretezza, moralità, partecipazione e consenso”. Per superare la paralisi della politica e avviare un processo di risanamento del suo degrado, “Occorre un governo di transizione di larghe intese (nel documento in neretto – N.d.R.) che affronti con autorevolezza e nello spirito di una pacificazione nazionale i problemi più gravi e urgenti, quelli economici della crisi e istituzionali, a iniziare dalla riforma elettorale, restituendo ai cittadini la scelta di chi li deve rappresentare. Un forte segno di discontinuità per restituire fiducia alla politica e in particolare alla politica economica deve essere l’impegno di tutti i livelli istituzionali e la mobilitazione di tutte le forze sociali per un Patto per l’equità, la crescita ed il lavoro”.
Per la Cisl l’obiettivo del Patto deve essere quello di dare credibilità alla manovra sul pareggio di bilancio nel 2013, “Di individuare le risorse aggiuntive per gli investimenti sulla crescita e per cominciare ad aggredire la questione del debito, mentre la lettera del governo all’UE si è limitata a riordinare gli impegni già presenti nella manovra e a calendarizzarli con un rigore poco credibile”.
Magie che lo staff avrebbe reso riferimento concreto se avesse letto un altro comunicato-stampa, quello con cui “I principali leader del Centrodestra” (occhio alle definizione!) hanno reso nota la riunione indetta per discutere sulla possibilità di aprire ad un grande "patto federativo" lanciata da Azione Popolare. ‘E’ tempo di politica! Orizzonti per un nuovo popolarismo’: ecco il titolo del convegno che il movimento politico guidato da Silvano Moffa ha visto svolgersi alla presenza di Luigi Cerciello (presidente Cattolici in Movimento), dell’on. Arturo Iannaccone (segretario nazionale Noi Sud), Mario Landolfi (Pdl), Antonio Mazzocchi (presidente Cristiano Riformisti), Saverio Romano (ministro del Mipaf - segretario Pid), Francesco Storace (segretario nazionale La Destra), Olimpia Tarzia (pres. nazionale Per), del sen. Pasquale Viespoli (capogruppo Coesione Nazionale).
Certo, ci sono state telefonate in diretta e la stessa presenza di Angelino Alfano ha provvidenzialmente appiccicato un cerotto, staccato però poche ore dopo dalla 'fuga' di Gabriella Carlucci verso l'Udc.
Ciò che preoccupa è tuttavia anche il lato ‘estetico’ del tracollo, ormai in atto. Occhiaie pronunciate, palpebre gonfie, rigonfiamento ostile poco sotto l’occhio sinistro. All’epoca del KGB sarebbero scattate analisi e interpretazioni, oggi ci si limita a sussurri di corridoio.
Fa’ onore a Deborah Bergamini, parlamentare azzurra, la difesa del fortino. “Anche a me non sono piaciute alcune operazioni di eccessivo realismo politico che ho visto compiere nell’ultimo anno, ma adesso ci troviamo in una fase cruciale per il futuro di tutti: il governo italiano è impegnato a difendere il paese dalla fortissima pressione, politica e finanziaria, internazionale… la situazione di emergenza del nostro Paese è in parte strumentalizzata e in parte è frutto di decisioni scellerate che risalgono a molte decadi fa e non certo a una presunta mancanza di credibilità internazionale. Chi si fa portavoce di questa tesi, infatti, dimostra di non conoscere il funzionamento dei mercati internazionali o di non confrontarsi a sufficienza con i propri partner in Europa dove stiamo assistendo al crollo di un sistema finanziario fatiscente”.
Per Francesco Pionati, segretario nazionale dell'Alleanza di Centro e portavoce del gruppo Popolo e Territorio, “La lettera dei 'dissidenti' Pdl è espressione di un malessere da ricondurre a questioni personali, a promesse non mantenute o aspettative che non sono maturate”.
Sarà anche così, eppure il suono della campana è sempre più forte…













