Non ce l’hanno fatta i gruppi di opinione (dai Grembiuli di Pordenone ai movimenti della Sardegna). Non ce l'hanno fatta i pacchi intimidatori, esplosivi o meno. Non ce l'hanno fatta nemmeno i peana del Pdl.
Chi sembra essere sul punto di aprire davero una breccia nel muro del passato è qualcuno da poco affacciatosi sulla scena del malessere nazionale: gli autotrasportatori dei Tir. Con l'appoggio-imitazione dei taxisti, i primi si sono scelti Popolo delle Libertà e Partito Democratico come interlocutori con cui avviare consultazioni.
Nel contesto di una crisi che diventa giorno dopo giorno più sociale che economica, Equitalia è destinata a giocare un ruolo fondamentale. Su di essa occore saper ragionare, possibilmente a mente fredda. Che ne parlino male la Lega Nord e La Destra è solo un dettalgio.
Perchè tutto deve partire da una scontata ovvietà: scovare gli evasori fiscali. "Evadere è peccato", dice il presidente della Cei card. Angelo Bagnasco. Evadere è vergognosamente incivile perchè fa accumulare denaro a chi già ne ha e impedisce la redistribuzione... inoltre frutto dell'evasione è il perdurare 'rosso' dei bilanci, privati di risorse vitali. Se non è furto, poco ci manca.
Il problema tuttavia è un altro. Chi sono, gli evasori? Perchè si può essere evasori per scelta così come per necessità.
Al primo gruppo appartengono i furbetti, quelli che si fingono nullatenenti e che intrallazzano con le norme. Quando si dice elusione si indica proprio il fenomeno legato a chi riesce a districarsi alla grande fra norme, leggi, codicilli, esenzioni, scappatoie e quant'altro di lecito. A tale risma di persone occorre aggiungere coloro che le tasse non le vogliono pagare per principio; vi è infatti chi non paga a prescindere, con una faccia tosta tale che va ben oltre l'elusione. Qui non si paga e basta: si tratta degli sconosciuti al fisco. Per loro, il peccato invocato da Bagnasco dovrebbe essere di natura 'mortale'!
Poi ci sono gli altri. Gi agricoltori, i camionisti, le famiglie. Fra costoro vi possono essere quanti non hanno pagato appunto per stato di necessità: come agire verso di loro? Da ciò che si legge, l'applicazione pedissequa delle norme non aiuta e di nessun aiuto si rivela anche la dilazione del debito. Se non ci sono soldi con cui pagare - e se il lavoro con cui si produce il denaro utile a estinhuere il debito non c'è - stringere le mani sul collo del debitore diventa improduttivo. E ugualmente peccato, almeno per chi ha la fede cattolica quale guida interiore.
Ma c'è un altro rischio. Poichè se le ragioni degli uni diventano anche quelle degli altri, arrivare a soluzione diventa impossibile. L'unico appiglio diventa il 'granellino di sale' di latina memoria. Basterà a dare equilibrio a una comunità nazionale che sembra ormai sprofondare verso l'abisso della lotta di classe e di gruppo?
Per carità: Monti va in tv e smentisce di essere servo dei poteri forti e delle banche. Aggiunge pure che se qualcuno dei suoi ministri sarà portare di conflitto di interessi, sarà lui a chiedergli di dimettersi. Io personalmente - e ben più modestamente - avrei attuata una tattica differente: avrei evitato di mettere dentro gente a rischio. Un discorsetto iniziale e via così. Ma il Premiri dovrebbe agungere sforzo e sforezo: attingere non solo al bagaglio di cultura na anche a quello di buin senso che sia lui che i soi ministri hanno. Predcare ottimismo e fiducia è facile qianto fuorviante.
Il Governo Monti fa marcia indietro: la ripubblicizzazione dell'acqua è possibile
La mobilitazione paga: il popolo dell'acqua ha costretto il Governo a ritirare il provvedimento che vietava la gestione del servizio idrico attraverso enti di diritto pubblico, quali le aziende speciali.
È una vittoria dei cittadini e dei comitati che in tutto il paese hanno fatto sentire forte la loro voce in difesa del voto referendario.
Rimane ampiamente negativo il giudizio del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua sul decreto liberalizzazioni che, a dispregio voto del giugno scorso, peggiora le già pessime misure del precedente Governo sulla privatizzazione degli altri servizi pubblici locali.
La mobilitazione del popolo dell'acqua continua per la piena attuazione del risultato referendario: avanti tutta con la ripubblicizzazione del servizio idrico e la campagna di obbedienza civile per una tariffa corretta e coerente coi referendum. Si scrive acqua, si legge democrazia.
Forum italiano dei movimento x lacqiua
La strada che ci conduce in Grecia non è difficile da trovare. La prima a sinistra, se si viene da Nord; la prima a destra, se si giunge da Sud. Per arrivare al caldo ellenico non c’e rischio di perdersi: l’approdo finale è certo, l’unico dubbio attiene al tragitto.













