Per Antonio Jiritano, coordinatore nazionale Usb, “Una cosa del genere non si era mai verificata nella storia del Corpo. Lo ammetto: sono sbalordito più di lei. E lo sono anche per i risvolti che stanno prendendo questi fatti: perchè dapprima tutti hanno negato, poi sono iniziate le prime ammissioni. E adesso dovremo capire come si concluderanno”.
L’amarezza nelle parole del sindacalista emergono facilmente. Lui cerca di nasconderla ma non gli riesce bene.
Tutto ha origine in via dei Quattro Cantoni 48, nel pieno centro storico della Capitale. Come informa un comunicato-stampa diramato dall’Ufficio stampa di Usb, “Al posto degli anziani e della onlus dovrebbero venire ad abitare alte cariche del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, in tre lussuosi appartamenti alla cui ristrutturazione stanno lavorando squadre di Vigili. Da testimonianze raccolte, risulterebbe che funzionari del Corpo nazionale, tra cui il capo del Corpo ingegnere Alfio Pini, abbiano effettuato sopralluoghi per predisporre le stanze a fini abitativi”.
Di prim’acchito si è intuito che la notizia aveva del rilevante. Al fine di dare la parola anche al Corpo ne abbiamo contattato l’Ufficio stampa. Due tentativi in due giorni diversi, entrambi andati a vuoto. Al numero che compare online, dopo diversi squilli, ci rispondeva il Centro Operativo; molto cortesemente, l’operatore ci informava che all’interno non c’era nessuno ma che avrebbe preso nota e ci avrebbe fatto chiamare dagli interessati; il giorno seguente, giovedì 4, altro contatto. Stavolta però l’operatore ci consigliava solo di richiamare, perchè l’interno non rispondeva. Per quanto si possa voler bene a una struttura ufficiale e delicata come l’Ufficio stampa dei Vigili del Fuoco, un giornale ha anche altro di cui occuparsi. Fare anticamera telefonica è improponibile.
Ci siamo tuffati quindi sul nostro interlocutore principale, l’Unione Sindacale di Base, provando a capirne di più.
Come poi ci informerà lo stesso Jiritano, a inizio 2011 l’Agenzia del Demanio “Con un documento a firma dell’ing. Renzo Pini ha girato al Corpo dei Vigili del Fuoco, a fini di pubblica utilità, un palazzo dell’Ottocento. L’Agenzia procede sfrattando gli inquilini di un immobile dove risiedono famiglie con anziani ultraottantenni e una Onlus di psicologia e psicoterapia che svolge il servizio 1522, il “Telefono anti-violenza”, in collaborazione con i ministeri della Salute e delle Pari opportunità. Lo sfratto, ormai esecutivo, porta la firma di Pini”.
Vorrei chiederle come vi siete accorti di tutto ciò. “Semplicemente notando un paio di nostri mezzi in strada… Quando si notano è perchè sono impegnati in operazioni di soccorso o in altri interventi delicati; invece no, non era questa la ragione: si trattava di squadre di Vigili inviati lì per opere di ristrutturazione interna. Ci siamo adoperati per saperne di più: dal Dipartimento sono solo arrivate voci che davano i Vigili impegnati in opere di consolidamento… Ma quando mai noi siamo adibiti a lavori del genere? Noi interveniamo per altre incombenze, non siamo coloro che adoperano la pala o la cazzuola per lavori di manovalanza. E comunque chi ha dato conferma ai nostri dubbi è stato il lavoratore precario che operava dentro il palazzo”.
Se posso dirlo: mi sembra più una storia italiana, che romana. “Malcostume italiano, indubbiamente. Ma quello che ci ha dato fastidio è stato ascoltare di gentili consorti di dirigenti che hanno fatto lunghi e accurati sopralluoghi all’interno dell’immobile, dardo ordini di cosa abbattere e di come sistemare i bagni… Lei pensa che la collocazione di un piatto-doccia corrisponda a un lavoro di consolidamento? Ed è strano che tutto sia avvenuto senza che il nostro capo, l'ing. Alfio Pini, dicesse alcunchè. Che almeno smentisse”.
Non mi metta in difficoltà… “E invece sì… Crede che rifare le pareti interne corrisponda a un lavoro di consolidamento? Crede che una gentile signora che decida di piazzare il bagno a destra anziché a sinistra si stia occupando di lavori di consolidamento?”.
Jiritano, adesso tocca a me! Non vi è venuto in mente di appurare se fra i due Pini, Renzo e Alfio, ingegneri, vi sia per caso un rapporto di contiguità? “Abbiamo provato a capire se fra di loro vi fosse un legame di parentela ma non siamo riusciti a trovare nulla. Tuttavia il dubbio è forte”.
L’Unione Sindacale di Base VVFF ha redatto un comunicato nel quale stigmatizza tale operato sottendo che “Il Demanio può concedere le sue proprietà per utilizzo governativo: però, in una situazione in cui i Vigili del Fuoco si ritrovano con fondi tagliati del 35% rispetto a due anni fa, con caserme al limite della civiltà, mezzi a brandelli, capitolo-benzina per i mezzi a zero, dispositivi di protezione antincendio a pezzi, servizio in mare sospeso per mancanza di fondi, appare del tutto fuori luogo spendere soldi pubblici in nuove case per i dirigenti, i quali peraltro dispongono di loro alloggi all’interno delle caserme, già predisposti in base alle loro esigenze”.
Speriamo che tutto si ridimensioni, giusto? “Per l’immagine di tutti noi e del Corpo. Eppure altre notizie - dello stesso tenore - ci giungono dall’Emilia Romagna, dove abbiamo accertato delle cifre ingenti spese da un dirigente per la ristrutturazione del proprio alloggio di servizio”.
Intanto c’è da annotare una lettera dell’AIPEP-Associazione Italiana Psicologia e Psicoterapia Onlus inviata all’Agenzia del Demanio, a firma del suo presidente Carlo Cerracchio il quale chiede una proroga di 90 giorni. Non solo perché “Il rilascio nei brevissimi termini preavvisati creerebbe un'interruzione del Servizio d'utilità sociale Psicotel, oltre a disagi organizzativi per l'Associazione” ma anche in relazione al fatto che “AIPEP sta provvedendo all'allestimento di un'altra sede operativa, disponibile entro luglio 2011”. Dallo stesso documento si viene a sapere inoltre che l’Associazione si è dimostrata sempre disponibile verso le esigenze dell'Agenzia del demanio, “Mettendo a disposizione gratuitamente, sia nel corso della ristrutturazione dell'immobile del 2005 durata oltre sei mesi, sia in quella attualmente in atto, sia per il normale servizio condominiale, la propria utenza elettrica affrontandone i costi e i disagi relativi e occupandosi, sempre a proprio onere, della gestione della pulizia condominiale”.
Quanto ai fondi da destinare ‘anche’ ai Vigili del Fuoco, una nota del CONAPO denuncia la forte delusione del sindacato. “Ancora una volta il Governo, dopo aver preso precisi impegni con gli uomini e le donne del Comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, sembra non voler mantenere la parola data”. Ciò a seguito dei lavori in Commissione bilancio della Camera dove - dopo un primo momento in cui la votazione relativa al parere favorevole per sostituire l’una tantum con un trattamento fisso e continuativo peraltro finanziato con risorse degli stessi operatori, finalizzate al riordino del sistema sicurezza e difesa e riqualificazione delle carriere si era chiusa in parità - “Ha definitivamente espresso parere contrario agli emendamenti approvati dall’Assemblea, negando la specificità alle donne e agli uomini in divisa”.











