
Innanzitutto una notizia, giusto per smentire ciò che è apparso su Twitter: il liceo Scientifico Cavour non è occupato. Lezioni regolari, studenti tranquilli.
Chi sono leggermente più tesi sono invece i genitori dei ragazzi: in cattedra, a insegnare, potrebbe infatti salirci Giovanni Scattone, l’ex-ricercatore di Storia e Filosofia dell’Università La Sapienza, condannato nel 2003 per l’omicidio colposo di Marta Russo. Vicenda fin troppo nota e fin troppo amara, accaduta nel maggio del 1997; Scattone è l’altro membro della coppia finita alla sbarra della giustizia e condannata, l’altro fu Salvatore Ferraro che come il collega ricopriva la carica di assistente presso la cattedra di Filosofia del Diritto.
Scattone peraltro, come ci informa l’Ufficio stampa dell’ateneo, “Non risulta essere mai stato strutturato come dipendente. Non è stato ‘licenziato’ semplicemente perchè mai assunto. La sua attuale cattedra d’insegnamento non può quindi essere considerata in nessun modo come consequenziale all’attività svolta presso questa Università”.
Ma torniamo al Cavour. E’ bastato prospettare l’eventualità che al professore venisse assegnata una supplenza per dare il via alle contrapposizioni. Travolta dall’improvvisa notorietà, la preside Tecla Sannino ha deciso di non incontrare la stampa - non Prismanews, almeno - affidando il ruolo di portavoce al personale di area tecnico-amministrativa.
E qui siamo alla prima contraddizione: perché se la Scuola è dialogo, confronto, incontro, gioco dialettico, la preside ha dimostrato con i fatti di smentire tale assunto. Poco male: informare e comunicare non è da tutti. Chi conosce i latino o la biologia non è detto che sappia anche interfacciarsi con il mondo dei media.
Eppure il condizionamento ambientale avrebbe dovuto giocare a favore dell’Istituto e stimolare la preside al confronto. Chi varca la soglia del Cavour ha infatti modo di leggere un cartello emblematico: “Cercasi studenti per far partire corso di cinese”. Con lo sfondo del Colosseo a mitigare le asperità dell’impegno scolastico, il liceo ha vantato la presenza di un illustre ospite come Roald Hoffmann, luminare passato all’onore delle cronache nel 1981, quando vinse il Premio Nobel per la chimica. Lo scienziato è stato ospite qui il 21 marzo del 2009, incontrando i ragazzi e discutendo con loro di “Problematiche della ricerca scientifica”.
Altra contraddizione è poi la gestione interna dell’accoglienza. Dato atto al personale tecnico-amministrativo di essere cortese e affabile, risulta però difficile farse una ragione del come non si sapesse l’esatto orario di ricevimento della preside, in prima battuta confinata in front-line nell’unico giorno del mercoledì - ma senza fascia oraria. Il tira-e-molla ci ha però premiati: possiamo informarvi che il mercoledì e il venerdì la preside Sannino riceve dalle ore 12.30 alle 13.30. Pregasi prenotare, magari anche per telefono. Astenersi perditempo e indecisi.
Coerenti con l’incoerenza di parte, gli unici ad aprire bocca sono stati appunto i responsabili tecnici: “Le supplenze la da’ il Provveditorato, vada lì”.
E invece qual che non ti aspetti accade. Grazie alla dichiarazione che fa decollare per misura ed equilibrio tutto questo articolo. Per opportunità tralasciamo l’identità della signora, madre di uno studente, ben disposta a dire che “Se le leggi ci sono, si osservano! Vale per tutti, anche per i carcerati”. Se la legge è per tutti e per tutti vale, perché non dovrebbe valere per Scattone?
Sulla stessa lunghezza d’onda Rita Bernardini, deputata radicale, per la quale “Scattone, pur professandosi sempre innocente, è stato condannato e ha interamente pagato il conto che lo Stato e la legge gli hanno presentato; fargli adesso scontare anche una pena extra-giudiziale, e per questo ancora più pesante, è di per sé inumano e ingiusto. Nessuno ha il diritto di condannare un altro individuo - qualunque delitto abbia potuto commettere - a rimanere ostaggio perpetuo del proprio passato, anche perché il tempo della pena non viene certo stabilito dai parenti delle vittime o nei salotti televisivi, ma dalla legge e dalla Costituzione”.
Fra tante contraddizioni e incoerenze, una coerenza di fondo. La monetina da 1 centesimo qui in foto, che faceva sfoggio su una scrivania collocata subito dopo l’ingresso, alla sinistra della guardiola.
Varrà anche poco la Scuola pubblica, ma sottovalutarsi così…











