
Nel comunicato diffuso agli organi di informazione compaiono due soli nomi, quegli degli avvocati Fabrizio Bruni e Mauro Vaglio.
Eppure la sensazione è che alle loro spalle ci sia una moltitudine di colleghi sintonizzati sulla medesima lunghezza d’onda. La stessa che fino ad ora ha fatto masticare amaro chi si è visto nella impossibilità di farsi ascoltare. L’auspicio è che il trend cambi e che chi ha la potestà di innovare - facendolo però sul serio e migliorando la situazione - dia una mano a tutti coloro che della Giustizia sono tasselli fondamentali.
Come quindi afferma un gruppo di avvocati dell’Ordine di Roma, “Contestare gli errori della pubblica amministrazione è un diritto del cittadino contribuente e, come tale, deve essere tutelato. Ciò vale anche per i ricorsi contro le multe”. Questa la loro posizione, per la quale si sono resi addirittura disponibili a pagare di tasca propria per far sì che la questione venga rispettata.
Da qualche giorno l’avvocato Fabrizio Bruni, presidente dell’Associazione degli Avvocati Romani, ha presentato un ricorso nei confronti di una multa a lui notificata, a seguito di un’infrazione del Codice della Strada, rifiutandosi, però, di pagare il cosiddetto “contributo unificato”, il contributo, il cui scopo è scoraggiare i numerosi ricorsi contro le sanzioni amministrative, istituito dall’ art. 212 della Finanziaria 2010, consistente in una tassa di 38 euro che il ricorrente deve versare all’amministrazione per l’avvio della pratica.
Da rilevare che in questo modo si rischia di pagare una somma addirittura maggiore o pari a titolo di contributo unificato rispetto alla multa contestata. “Ho scelto di non versare il contributo unificato per poter sollevare innanzi la Commissione Tributaria la questione di costituzionalità della norma che ha introdotto il tributo anche per la cause di opposizione a sanzioni amministrative, necessità fatta rilevare da due ordinanze della Corte Costituzionale (numeri 143 e 195 del 2011) che avevano dichiarato l’inammissibilità delle questioni di costituzionalità sollevate dai Giudici di Pace, in particolare per carenza di interesse in caso di avvenuto pagamento del contributo”, dichiara l’avv. Bruni.
Che aggiunge sia necessario che gli avvocati mostrino ai cittadini che si battono per loro contro leggi ingiuste e vessatorie, rischiando propri denari e provvedimenti sanzionatori, smentendo in tal modo i poteri che utilizzano tutti gli strumenti, “E in particolare i mass media, per denigrarli, dipingendoli come una casta, mentre, al contrario, gli avvocati sono rimasti l’ultimo presidio a loro tutela”.
Dello stesso parere l’avvocato Mauro Vaglio: “Il Consiglio dell’Ordine su una questione all’esame dei Giudici non può esprimersi come istituzione. Tuttavia, come rappresentante degli avvocati ho a cuore i diritti costituzionali dei cittadini e non posso che plaudire all’ iniziativa dell’avv. Bruni che mira a ripristinare il diritto di chi viene ingiustamente colpito da una sanzione amministrativa di modico valore. Sottolineo che tra i compiti “sociali” dell’essere Avvocato rientra proprio quello di utilizzare gli strumenti che la legge mette a disposizione per ottenere giustizia, contrastando, in ogni modo previsto dalla legge, qualsiasi abuso della Pubblica Amministrazione a danno dei più deboli”. Quale più nobile compito del professionista forense vi può essere che fare in modo di sottoporre all’esame della Corte Costituzionale una normativa che si ritiene possa violare i principi della Costituzione? Appunto!











