
Il gruppo consiliare de La Destra, con i consiglieri Dario Rossin, Francesco Storace e Pierluigi Fioretti, ha presentato una interrogazione urgente al sindaco Alemanno e agli assessori alle Politiche della Mobilità e dell’Ambiente.
Il fine quello di chiedere se è intenzione di rivedere il progetto del Pup di viale Giulio Agricola, alla luce delle proteste dei cittadini e delle criticità evidenziate.
L’intera storia di questo intervento, infatti, risulta presentare diverse incognite riguardanti l’unicità stessa del Pup, diviso in tre parti sulle quali procedere in maniera compatta e non separatamente come invece sembrerebbe stia accadendo, alla luce anche delle misure sanzionatorie richieste dal Comune per gli interventi sulle alberature presenti, che sarebbero state danneggiate dalle ditte esecutrici del progetto.
L’attuale stato di abbandono e degrado della strada interessata dai box, contro i quali i cittadini hanno mostrato la propria contrarietà nelle sedi opportune, crea forti disagi ai residenti e incertezze sul piano urbanistico, ambientale e di qualità della vita. Nonostante le rassicurazioni del sindaco Alemanno di firmare un’ordinanza per il blocco di tutte le attività sul cantiere, i lavori sono proseguiti, e si è intervenuti sulle alberature, alcune delle quali sono ormai indirizzate verso la morte vegetativa o seriamente danneggiate. Altrettanto, in merito, desta timore l’assenza di preventivi rilievi e indagini archeologiche in riferimento ai lavori.
Alla luce di queste evidenti contraddizioni con le norme prestabilite, il gruppo capitolino de La Destra "Chiede di pronunciarsi urgentemente per comprendere le motivazioni dei lavori, l’assenza di studi approfonditi sui siti destinati ad accogliere il Pup viale Giulio Agricola, e se è intenzione dell’amministrazione rivalutare l’intero progetto come richiesto dagli stessi cittadini".
Sul tema prende posizione anche il Comitato No Pup. Che scrive: “Nel corso dell’assemblea al X Municipio, l’amministrazione ammetteva l’errore di non aver informato in anticipo i cittadini di Viale Agricola, non aveva ancora fatto nulla per garantire l’ informazione ai cittadini che vivono nelle tante zone dove sono previsti altri parcheggi, a partire da quello di Viale Tito Labieno, un viale alberato a pochi metri da Viale Agricola.
E veniamo al punto più doloroso e controverso: l’espianto degli alberi, che è un atto irreversibile. Intanto, dovrebbe essere un principio dettato dal buon senso quello di non fare passi irreversibili senza la certezza della fattibilità di un’opera. Ma è comunque un dato di fatto che alberi che hanno raggiunto quelle dimensioni in decine di anni saranno sostituiti con alberelli e cespugli, sia nel caso che il parcheggio si possa fare (non c’è abbastanza terra sul tetto di un parcheggio per far crescere alberature di prima e seconda grandezza) sia che non si possa fare”.
Non c'è che dire: un viale sventrato e risistemato con qualche fuscello non è la stessa cosa di un viale alberato che offre ombra, ossigeno e bellezza. Sopratutto se questo drastico peggioramento non è giustificato da una necessità “superiore”, come la realizzazione di una metropolitana, "Ma solo dalla costruzione di box destinati a pochi cittadini privilegiati e di un parcheggio a rotazione che non cambierà di una virgola la sosta selvaggia nella zona, come si può vedere visitando tutti gli altri Pup già realizzati nel X Municipio e altrove (Massimiliano Spina ha verificato che se venissero realizzati tutti i parcheggi previsti nel X, si creerebbero posti macchina per il 3% degli autoveicoli che insistono sul territorio). Ma anche questo è un discorso troppo lungo".
Le strade di via Fermi e di viale Agricola, per uno strano scherzo del destino, sembrano incrociarsi. "E’ ancora doloroso il ricordo dei cittadini di Viale Agricola dell’intervento del 10 maggio 2010: alberi che avrebbero dovuto essere spostati con le cautele e le tecniche necessarie, sono stati letteralmente strappati dal terreno sotto i loro occhi e - pare - dello stesso agronomo che doveva sovrintendere alle operazioni. Quella barbarie è valsa al costruttore 100mila € di multa (multa che probabilmente non sarà mai incassata a causa di una carenza normativa del Comune in materia) e soprattutto ha provocato la morte di buona parte degli alberi rimossi".
Il Comitato fa’ inoltre sentire la propria voce in relazione al PUP di Via Fermi. Sabato 14 gennaio sono state raccolte in poche ore più di 800 firme per la delibera di iniziativa popolare e sono stati spediti dal gazebo 330 fax “Per ricordare al sindaco le promesse fatte a novembre”.
“Un risultato - scrive - che dovrebbe far ragionare il Comune di Roma su uno scempio che stravolgerebbe l'esistenza di più di 7mila cittadini residenti nella popolosa via”. E a partire da oggi, lunedì 16 gennaio, dalle ore 8 in avanti presidio contro l’espianto dei platani.











