
Si rivolgono direttamente al Premier Mario Monti i cittadini associati ai vari Comitati NO PUP di Roma.
A Presidente del Consiglio chiedono di revocare il Decreto appena prorogato per l’Emergenza Traffico e Mobilità, che dal 2006 associa la mobilità della Capitale a una vera e propria “catastrofe” da fronteggiare con misure - e soprattutto deroghe - "da Protezione Civile". E al sindaco Gianni Alemanno chiedono di rinunciare ai poteri speciali, agli Uffici Speciali, alla contabilità speciale, per ritornare al normale e democratico rispetto delle regole.
Ma perché tale richiesta?
Perché “Cinque anni di commissariamento e di poteri straordinari non hanno portato - scrivono i cittadini - alcun miglioramento risolutivo del traffico a Roma, e comunque nessun cambiamento che non potesse essere introdotto attraverso una ordinaria e efficiente gestione amministrativa”. L’accusa è circostanziata: “Non è stato potenziato il trasporto pubblico né è stato incentivato l’uso della bicicletta; non sono cresciute le aree pedonali; non sono aumentati i controlli sulla sosta irregolare né le rimozioni dei veicoli; non è cambiato sensibilmente il numero dei nodi di scambio intermodale”.
In compenso sono andati avanti i progetti dei parcheggi: non tanto di quelli pubblici, come i parcheggi periferici che dovrebbero intercettare gli autoveicoli provenienti da fuori città, o di quelli a rotazione posizionati in punti strategici, “Quanto quelli di parcheggi costituiti in buona parte da box privati, realizzati da ditte private su suolo e sottosuolo pubblico, dato in concessione per 90 anni con le agevolazioni della Legge Tognoli”.
Non solo. La creazione di un “Ufficio Speciale per l’Emergenza Traffico” ha di fatto introdotto un “doppione” degli Uffici comunali competenti, con danni collaterali come l’aumento dei costi per uffici e personale e sovrapposizioni/dispersioni e una minore trasparenza delle procedure. “Ma l’aspetto più inquietante - continua la nota diffusa agli organi di informazione da parte dei Comitati No Pup - è che i poteri straordinari del sindaco esautorano completamente il Consiglio comunale, annullando tutti i presupposti messi a garanzia del funzionamento democratico della gestione del Bene Pubblico e anche i normali meccanismi di controllo, correzione e miglioramento che vengono assicurati dal confronto di tutte le parti in causa”.
Quindi l’extrema ratio di ricorre a Monti. Il Coordinamento dei Comitati NO PUP chiede al Premier e al Consiglio dei Ministri di revocare il Decreto di proroga dell’Emergenza Traffico, firmato il 5 dicembre 2011: non c’è nessuna necessità di un regime commissariale per gestire una situazione che, sicuramente complessa, deve rientrare nelle capacità di governo della giunta capitolina. E non può essere prorogato per anni uno stato di emergenza, dato che ogni provvedimento volto a fronteggiare una situazione eccezionale “Non può che contemplare un termine temporale entro il quale si deve porre fine alle cause dell’emergenza: una situazione prolungata nel tempo, seppure fortemente negativa, non può essere affrontata come una circostanza ‘fuori dalla norma’”.
Ecco quindi l’invocazione a un sindaco “normale”: quello cioè che “Rinunci ai superpoteri, accetti il confronto, difenda le regole. Stabilire e applicare delle regole è da sempre l’unica difesa dei diritti collettivi e dei soggetti più deboli. Smontare leggi e norme a colpi di deroghe, e soprattutto concentrare poteri speciali nelle mani di pochi, significa invece aprire scenari dove domina la legge del più forte”.











