
“Chiedo un immediato intervento del Sindaco il cui silenzio è davvero imbarazzante”.
Maria Gemma Azuni (Sel), membro del Consiglio comunale, intercetta Gianni Alemanno come principale referente e lancio un grido d’allarme per la Casa di Riposo ‘Roma 2’, a Casal Boccone.
L’intervento della presidente del Gruppo Misto, spiega Azuni, “Si fonda sulla richiesta formulata dagli anziani che non vogliono lasciare la struttura perché è casa loro, hanno continuato - e continuano - a subire pressioni a rischio della loro salute da chi a tutti i costi li vuole trasferire. Chiedo un immediato intervento del Sindaco il cui silenzio è davvero imbarazzante e ai media di accendere i riflettori su questa scandalosa vicenda che non può consumarsi a scapito delle loro condizioni psico-fisiche messe gravemente a repentaglio dalle modalità con le quali si stanno effettuando i trasferimenti. Chiedo ai giornali un’informazione più adeguata e trasparente sui drammi che si stanno consumando in questa città”.
L’esponente di Sel si è fatta sentire anche in relazione a un’altra vicenda, inerente il settore del lavoro e delle Tlc. “Con soddisfazione comunichiamo l’approvazione all’unanimità, in Assemblea Capitolina, della mozione bipartisan a firma Pasquale De Luca (Pdl) e mia. In un momento in cui si moltiplicano i licenziamenti, in specie nel comparto dei servizi, gli Enti Locali e Roma Capitale possono e debbono svolgere funzioni di presidio e tutela dell’occupazione dei cittadini che amministrano. È questo il significato della mozione a sostegno delle 392 lavoratrici e dei lavoratori romani della In&Out/Teleperformance, a rischio licenziamento”.
L’Assemblea ha impegnato Sindaco e Giunta a esprimere sostegno e solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori interessati; ad assumere ogni iniziativa idonea, anche presso altre realtà Amministrative e Politiche potenzialmente interessate dalla vicenda, affinché si faccia luce sui comportamenti dei vertici aziendali e sulle reali prospettive lavorative, a tutela dei diritti e delle professionalità acquisite, per salvaguardare la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.
“Oltre ad adoperarsi nel cercare una sede idonea e a togliere l’alibi aziendale di non avere un posto fisico dove collocare 392 lavoratori”, conclude Azuni.











