
Dici Orfei, pensi ‘circo’. Abbinamento mentale nei confronti di una famiglia che ha contribuito a fare la storia di questo tipo di spettacolo in Italia.
Eppure oggi registriamo uno sfogo da pare di Liana Orfei - ideatrice del Golden Circus - che in una lettera aperta si sfoga con gli organi di stampa e con il pubblico sull’onda dell’amarezza e della delusione.
Il Circo Errani - questa la notizia - sta promuovendo la sua attività utilizzando in maniera ambigua e strumentale il cognome Orfei. A peggiorare le cose, la scelta di allestire il proprio circo nello stesso periodo e a pochi metri dalla struttura che ospita ogni anno il Golden Circus.
Liana Orfei ha così commentato: “Siamo arrivati all'assurdo di avere, tra gli altri, un Errani che con mezzi e modi scorretti sta usurpando il nome Orfei generando confusione nel pubblico, sicuramente convinto di andare a vedere uno spettacolo col marchio di qualità Orfei”.
Finchè ha potuto Liana si è trattenuta, poi però deve aver capito che la misura era colma. Da qui la lettera aperta e il suo sfogo. Anche perchè il riferimento è tutto per il Golden Circus: non uno spettacolino di basso genere bensì il Festival Internazionale del circo di Roma, giunto quest’anno alla sua 28ma edizione (in cartellone dal 23 dicembre all’8 gennaio 2012 presso teatro Tendastrisce di via Perlasca).
“Ora basta! Non se ne può più. Il mio nome è Liana Orfei e trovo veramente ingiusto e vergognoso questo sfruttamento del nome che solo poche persone appartenenti a questa famiglia hanno portato alla notorietà mondiale, ed io sono una di quelle! Siamo arrivati all'assurdo - dice alquanta adirata la Orfei - di avere, tra gli altri, un Errani che ha cercato una piazza per il suo circo a pochi metri dalla mia struttura qui a Roma, proprio nel periodo del Golden Circus, facendo la pubblicità con mezzi sonori in fronte al Teatro Tendastrisce, e addirittura con manifesti sopra il muro della recinzione del Teatro stesso, generando così confusione con l’usurpazione dell’uso improprio del nome Orfei”.
Cosa strana, in una situazione di per sé grottesca, la recidività del competotre della Orfei: l’usurpazione dell’uso improprio del nome Orfei “E’ cosa molto nota al signor Errani visto che, anni fa, usando lo stesso “furto” - perché di questo si tratta! - dichiarò che fino a quando la mucca (il nome Orfei) dava latte... lui la mungeva! Ma non hanno un minimo di vergogna questi signori?
Non parlo di amor proprio, ed Errani ne dovrebbe avere, visto i figli che ha e che sarebbero l'orgoglio di ogni padre! Figli che da quanto mi risulta sono orgogliosi del proprio nome Errani e lo portano in alto sia in Italia che all'estero senza nascondersi dietro il nome Orfei”.
Che Orfei in Italia sia sinonimo di circo lo sanno anche i muri. In questo caso però è la stessa Orfei che si serve del proprio passato per un paragone appropriato: tant’è che “Non basta chiamarsi Campari per essere un aperitivo famoso. Se in questo Paese ci fosse una giustizia efficiente e una tutela maggiore, tutto ciò non accadrebbe e ora non saremmo a questa vergognosa commedia di sfruttatori, che si potrebbero paragonare a dei lenoni!”. Dice proprio così Liana Orfei: lenoni, pesantissimo termine che indica chi vive alle spalle di individui che devono darsi a pagamento sul marciapiede per sopravvivere (perdonate il giro di parole ma preferiamo così).
La preghiera di vergognarsi è una speranza alla quale Liana si aggrappa nella speranza di vedere risolta la questione. E se tale preghiera andasse disillusa? “Allora questo non sarà che l'inizio!”.











