Sursumcorda, un nome particolare. Sulla copertina del loro ultimo CD è scritto Sur Sum Corda, per sottolineare maggiormente come il risultato finale dipenda dall’unione di più elementi.
Si tratta di un gruppo entrato quasi in punta di piedi sulla scena musicale italiana, fondato a Livorno da due chitarristi classici con la virtù nelle dita e il sogno di esprimere le sensazioni con la musica, di poter parlare direttamente al cuore attraverso/per mezzo delle variazioni sulle sei corde.
Nati professionalmente nel 2000, provano e sperimentano nuove sonorità fino al 2004 quando esce il loro primo CD dal titolo "L’albero dei Bradipi“ che nel 2007 viene ripubblicato per il mercato americano. La critica e le riviste di settore concordano immediatamente sul fatto di essersi finalmente imbattuti in un fenomeno musicale nuovo ed emotivamente travolgente.
Si sa, i primi passi nel mondo artistico non sono semplici, specialmente per coloro che sanno di avere qualcosa da dire. E loro sono perfettamente consapevoli che il loro genere è nuovo, non facile da esprimere e da circoscrivere entro i limiti di una definizione preconfezionata. C’è Wave, World, Classica, Jazz. E nulla di tutto ciò. Virtuosismi e panegirici si mescolano ad armonie rarefatte.
Per definire ancora meglio le loro possibilità e capacità artistiche, subito dopo l’uscita del loro primo CD, i Sursumcorda operano una scelta coraggiosa: invece di concentrarsi a un secondo album per posizionare meglio il proprio nome sul mercato, passano i successivi cinque anni a scrivere e ad incidere musiche per documentari. E questo è l’uovo di Colombo: cinque anni, due album, tante collaborazioni e riconoscimenti per raccontare le immagini in musica, per tradurre i colori in note e i movimenti in accordi.
Da pochi mesi è in vendita il loro “secondo” CD dal titolo, “La porta dietro la cascata”, che ci invita a riflettere, a cercare cosa c’è oltre i nostri sensi, che ci guida ad un viaggio inconsueto e meraviglioso.
Si tratta i un doppio, un cofanetto molto rifinito con copertina bianca e il logo “Sursumcorda” al centro. All’interno un book molto curato, ricco di foto e testi. E proprio i testi sfuggono alla regola del “due”: infatti il primo album contiene brani cantati dove la voce racconta e focalizza quello che gli strumenti descrivono; il secondo invece è esclusivamente strumentale e alla musica viene lasciato il compito di prenderci in braccio e portarci in volo con la mente. Perché è proprio il volo con la mente il filo conduttore di questo lavoro dei Sursumcorda: si parte lentamente con il primo disco, per poi salire progressivamente e finalmente librare nell’aria come un aliante con il secondo lavoro, leggeri e pronti a dirigerci dove ci porta il vento.
“La porta dietro la cascata” è un Concept Album, cioè una serie di brani legati tra loro da un tema comune e il cui significato globale si esprime dopo l’ascolto complessivo del CD. L’effetto è che si finisce a far scorrere la musica in sottofondo, senza pausa, lasciando cullare la nostra mente.
E così, mentre ero in macchina in coda, ho sentito la voce di mia figlia dal sedile posteriore: “Papà, perché questa musica è così bella?”











