La musica classica viene spesso associata a un pubblico di ascoltatori esperti, amante della musica colta, meno incline ai nuovi generi musicali che affascinano il pubblico di massa.
Anche il mercato discografico attuale punta maggiormente sui generi musicali alla moda come pop e rock, ma solo per pure esigenze commerciali, cioè per venire incontro alle diverse culture che in realtà oramai accomunano tutti i Paesi del mondo. Questo sistema finisce per rendere sempre meno diffusi generi musicali come, appunto, la musica classica, dimenticandosi però che essa è la base di tutte le composizioni, le musiche e le melodie moderne e che ne ha fissato le regole formali e i canoni strutturali. Da noi ci sono numerosi musicisti che si impegnano costantemente ad utilizzare la musica classica come strumento di comunicazione emotiva per avvicinare anche un pubblico non alfabetizzato nel genere.
Dopo numerose esperienze concertistiche solistiche e di musica da camera il duo pianistico Donato Biscione e Nicoletta Sciangalepore, ne sono un brillante esempio. In qualità di Docenti presso il Conservatorio di Musica di Bari e grazie alla costruttiva interazione con la Sommerakademie der Mozarteum di Salisburgo in qualità di docenti di pianoforte e organizzatori di concerti per giovani allievi, hanno avuto modo di confrontarsi con pubblici piuttosto diversi fra loro.
Abbiamo chiacchierato con loro interrogandoci sullo stato attuale della musica classica.
Ci sono delle sensibilità musicali diverse tra gli spettatori europei? “Forse più che di sensibilità diverse bisognerebbe parlare del differente modo di stimolo all'educazione musicale nei differenti paesi europei. La diffusione della musica cosiddetta “colta” fa parte spesso del sistema educativo generale, una disciplina utile per la formazione della mente e dello spirito, che spesso è praticata e stimolata già all'interno del nucleo familiare. In questi paesi lo studio della musica non è sempre vincolato a una scelta professionale futura, ma anche alla creazione di un pubblico colto e consapevole che potrà fruire degli eventi musicali che gli si presenteranno. Per la nostra esperienza, in Germania, Austria, Francia, Polonia e Russia dove è molto forte una tradizione musicale di grandi compositori, il pubblico è sempre numeroso e attento a tutte le manifestazioni musicali. In Italia da qualche anno con la riforma della scuola si sta tentando un avvicinamento ai sistemi europei con una presenza maggiore della musica negli ordini scolastici”.
Quali sono quelli che apprezzano particolarmente la musica classica? “In particolar modo si può notare un accostamento maggiore in quei Paesi dove la cultura musicale è parte integrante di un sistema culturale fin dalla più tenera età. L'evento musicale non è vincolato soltanto al nome più o meno famoso che viene presentato, ma diventa un momento di arricchimento e gratificazione spirituale, nonché di acculturamento personale. A titolo esemplificativo: ci è capitato dopo due concerti a Tarnow (Polonia) e a Wassenaar (Olanda) che il pubblico abbia mostrato oltre che apprezzamento per il programma stesso chiedendo numerose informazioni anche specifiche in relazione al repertorio”.
E in Italia che situazione si trova? ”Qui la situazione è molto eterogenea. Ci sono città dove la cultura musicale classica è maggiormente seguita, grazie anche a Enti culturali che promuovono numerose manifestazioni di tal genere creando opportunità per quei giovani musicisti che mirano a intraprendere questa professione. In particolare nelle città del Nord, come ad esempio Milano, Bologna e Torino, per il pubblico esiste la possibilità di eseguire in una stessa serata più eventi musicali su cui operare una scelta. Inoltre c’è più investimento sia da parte del settore pubblico che del settore privato, grazie agli sponsor, in attività concertistiche, nonché agevolazioni per i giovani che rendono possibili la fruizione degli eventi”.
Da cosa nasce la vostra scelta di dedicarvi all'attività concertistica di duo pianistico? “Indubbiamente dall'interesse per il repertorio, e dalla possibilità di trarre maggiori risorse sonore dallo strumento poiché vengono sfruttate tutte le sue zone timbriche. La scrittura per pianoforte a 4 mani e 2 pianoforti è stata spesso un modo per vedere realizzate opere orchestrali trascritte a volte dagli stessi compositori in assenza di un vero e proprio organico orchestrale. E ancora la scelta è motivata dal piacere di far musica d'insieme con lo stesso strumento”.
Come duo, ci sono delle difficoltà maggiori nel trovare pezzi musicali da eseguire a quattro mani? “No, perchè la produzione musicale anche in questo settore è davvero molto vasta. Molti autori si sono dedicati oltre che al repertorio per pianoforte solo anche a composizioni per pianoforte a 4 mani e a 2 pianoforti utilizzando con grande varietà le differenti strutture formali. Basti pensare a capisaldi come Mozart, Beethoven, Schubert, Schumann, Brahms, Liszt; nonché autori del '900 come Debussy, Faurè, Ravel, Stravinskij, Rachmaninoff”.











