Chissà: se Berlusconi avesse dato retta a Teodoro Buontempo e Francesco Storace, forse la recentissima storia politica italiana avrebbe preso strade diverse.
Dalla conferenza stampa di Roma al congresso di Torino, le cose non sono mutate: dal governo di Centrodestra in bilico siamo passati al governo di Centrodestra che non c’è più. I rumors su Monti sono cresciuti e divenuti certezza. “Eppure lo avevamo detto, a Berlusconi: quando la politica non è legata a un progetto, alla fine si deve pagare il conto!”: altro che Responsabili, gli uomini de La Destra si sono rivelati coerenti, affidabili, l’ingresso di Musumeci nell’ex-governo non è stato un osso gettato al cane ma una presa d’atto di leale collaborazione.
Da Roma passando per Torino, Storace, Buontempo e tutti gli altri animatori de La Destra dicono fieramente no al governo tecnico, “Estensione delle banche. Noi siamo uomini liberi, non abbiamo timore di nessuno e possiamo reagire allo strapotere finanziario, così come non abbiamo paura di dire che saranno cittadini a reddito fisso e piccoli imprenditori a essere strozzati dall’usura delle banche!”.
Quanto allo scenario politico interno al partito, una presa d’atto è fondamentale e Storace - segretario riconfermato - lo ha ribadito: “Nel 2008, in occasione del nostro precedente Congresso, eravamo in un clima di bipolarismo senza le cosiddette ‘ali’… Fini impose a noi il suo veto, ora ha ottenuto la testa di Berlusconi. Ebbene, da Torino lanciamo una mozione unica dal titolo ‘Cantiere Italia’, molto più che uno slogan visto che al centro di tutto c’è la ricostruzione del Paese. Ricostruire il Paese passa attraverso la ricostruzione della Destra italiana, oggi diffusa in più soggetti parlamentari. Noi non vogliamo alcuna ‘primazia’ all’interno del progetti di questa Destra ma crediamo sia giunto agire al fine di portare avanti la ricostruzione della Destra di governo”.
Per ciò che riguarda i numeri, quelli de La Destra ci dicono che quasi 19mila sono gli iscritti, che 141 sono ad esempio i consiglieri comunali e che la maggioranza degli aderenti giunge dall’ex-An.
Da parte del presidente del partito Buontempo una visione su ciò che sarà l’agire comune a tutti: “Opereremo per ricostruire sì, ma senza rancori. Il nostro è un appello che va a un mondo che non merita dispersione di energie e di intelligenze. Da Torino inizia una fase nuova: finita l’esperienza del Pdl, essa ci ha dato prova che non è stato possibile realizzare la sintesi fra le diverse sensibilità che lo animavano; e fra le anime che non hanno trovato sintesi vi è soprattutto quella che giungeva da Destra”.
Abbiamo chiesto a Storace se davvero sia giunto il momento per un Destra unita, meta finale che faccia il bene della democrazia italiana oltre che della stessa Destra, soprattutto alla luce di ciò che è stato scritto nel documento introduttivo al Congresso: e cioè che ‘I tentativi terzopolisti sono volti ad allargare gli spazi centristi e aumentano il difetto di rappresentanza identitaria’. Il segretario ci ha risposto che “Qui a Torino si è discusso di contenuti e non di formule, che ormai non appassionano più. Cosa farà la Destra? Noi ci limitiamo a un appello che non è solo un banale invito: è una proposta, ad esempio alla Fiamma Tricolore, e anche a chi si ritrova dentro il Pdl senza però riconoscervisi”.











