Non chiamatelo “eroe borghese”: rifiuterebbe l’appellativo rifugiandosi in quella più comodo di persona che “Ama il buon vivere, senza inclinazione alcuna alle Crociate”.
Ma che la sua presenza abbia alquanto mescolato le carte e fatto saltare qualche equilibrio è palese; la partecipazione di Giuseppe Fortunato, avvocato, napoletano, membro di spicco dell’Autorità garante per la Protezione dei dati personali e leader di “Civicrazia” alla prossima competizione elettorale partenopea, rappresenta un elemento nuovo della politica local-nazionale. Civicrazia è infatti - come già proposto da queste pagine - una coalizione di Soggetti e di oltre 4mila associazioni fra cui WWF, Lions, Unione Italiana Ciechi, Exodus, Federazione Antiracket Italiana, impegnati affinché il potere pubblico sia davvero al servizio del Cittadino - e in tale veste ha deciso di proporre Fortunato alla carica di sindaco di Napoli. La dead-line delle consultazioni con gli altri interlocutori è fissata al prossimo 21 febbraio, con la prima settimana di marzo quale scadenza utile a sciogliere la riserva e a entrare (eventualmente) nell’agone. Venerdì 11, nel capoluogo campano, Civicrazia darà convegno a tutti presso l’Hotel Vesuvio per sondare di nuovo umori e atteggiamenti della classe dirigente in vista della candidatura-Fortunato.
Avvocato, anche se so di darle dolore non posso proprio eludere la domanda sulle Primarie del PD… “Che dire? Che hanno avuto un significato, però in negativo: perchè hanno dimostrato che fare Primarie chiuse, senza il contributo della società civile, non ha senso. Come sempre accade si è riprodotto il classico meccanismo della manipolazione. Se invece tutto fosse stato trasparente, avremmo saputo il giorno esatto del voto, il regolamento del voto, la certezza delle regole. Quel che abbiano visto non deve accadere più, la vera partecipazione parte dal basso”.
E se capita questo alle Primarie… Fa male vedere che i cittadini vengano di fatto esautorati da parte delle segreterie di partito. “Ripeto, la partecipazione inizia dal basso. Civicrazia dice: proviamoci, impegniamoci a cancellare questa casta. Ma per ottenere risultati occorre lottare con la consapevolezza di essere cittadini e basta, di non avere apparati diversi da quelli del solo ‘esistere’. Sembra un paradosso: la nostra forza viene dalla nostra debolezza! Eppure sono i cittadini i mandanti dei propri rappresentanti politici i quali - da mandatari - si sono rivelati capaci di fare da sé le regole. Quello a cui puntiamo noi non è facile, affatto; il tiranno è senza volto e inoltre ha dalla sua i mezzi di comunicazione. Noi scontiamo il silenzio di gran parte dell’informazione, sono in molti a non sapere della nostra esistenza (oppure a conoscerci poco) e ciò impedisce di far valutare la nostra proposta. Purtroppo il muro eretto dai politici è solido; e quando si va a discutere con le segreterie, si discute non con un partito nella sua interezza bensì con il gruppo dirigente che in “quel” momento è maggioranza dentro “quel” partito”.
L’ultima volta che Prismanews l’ha intervistata lei disse che vi erano state delle consultazioni. Al momento, qual è il bilancio? “Abbiamo incontrato tutte le forze politiche, dal Pdl (con Cosentino e Iapicca) al Pd (con Zoggia), senza tralasciare alcuno. Incontri svolti sia a Napoli che a Roma e nei quali tutti hanno espresso parere favorevole al nostro progetto che parte dalla situazione reale - crisi macroscopica - per arrivare alla soluzione - uscirne al più presto - attivando gli strumenti indispensabili - partecipazione dei cittadini, selezione dei migliori, scelta di un sindaco capace. Che un gruppo di persone, di cittadini, di individui mossi dal fine di fare il bene della città sia riuscito a dialogare con la politica è già un successo: prima infatti non era mai accaduto”.
Chi ha paura della sua discesa in campo? “La camorra in primis. E poi tutto il resto, che non è certo meno peggio… Chi ha addentellati con lo statu quo; chi vive di convenienze; gli incompetenti, che hanno avuto funzioni e prebende senza alcun merito né titolo; i parassiti. E poi il sistema putrefatto che sembra inghiottire Napoli: un sistema dominato da ingrassatori, ignavi o imbecilli. Lo scandalo-rifiuti è l’emblema di un ciclo criminale retto da gente che sta dentro le Istituzioni e che, con atti pubblici a ogni livello (Comune, Provincia, Regione) ha determinato lo sfascio”.











