
“Solo dopo aver puntato il dito contro la sostanziale indifferenza del Governo nei confronti della questione meridionale, e grazie alla nostra continua e vibrante protesta, Fabrizio Barca si è degnato di occuparsi del Mezzogiorno.
Peccato, però, che dal ministro per la Coesione territoriale siano venute solo un po’ di promesse incentrate prevalentemente su una elencazione dei settori sui quali intervenire. Insomma, all’orizzonte per il Sud non c’è proprio nulla di concreto”.
La firma in calce a tali dichiarazioni ce la mette per esteso, e senza abbreviazioni, Arturo Iannaccone. Per il segretario nazionale e capogruppo a Montecitorio di Nps-Noi Sud, uno sfogo che la dice tutta su un’amarezza a stento trattenuta. Non è difficile andare indietro con il ricordo e rammentare con quanta energia e determinazione Iannaccone e il suo gruppo abbiano appoggiato fino all’ultimo l’Esecutivo-Berlusconi, che appunto aveva dato spiraglio di riscatto al Meridione con il famoso ‘Piano per il Sud’. Argomento che anche in tale circostanza non è stato estraneo all’intervento del parlamentare che anzi ne ha ribadito il valore: “Se il Governo intende farsi carico del Mezzogiorno attui il Piano per il Sud varato dall’Esecutivo Berlusconi. Il Popolo del Sud, che al momento ha ricevuto solo indifferenza, si attende solo questo”.
Che qualcosa si sia incrinato nel rapporto maggioranza-Esecutivo non è un mistero. E se Iannaccone è, come lo è, persona coerente, le sue ulteriori affermazioni su quel che potrebbe essere il futuro prossimo della legislatura dovrebbero far pensare gli interessati.
“Insisto: o un vero governo politico di solidarietà nazionale o meglio le elezioni. I tecnici stanno producendo disastri sociali e stanno sventando il nostro prestigio internazionale a Francia e Germania. Guai a rivedere i tratti con il Governo Monti. Diventeremo la cenerentola d'Europa”.
Le parole del parlamentare fotografano una situazione che per il Mezzogiorno d’Italia non è più rinviabile. Che si sia toccano il fondo lo rivelano anche le dichiarazioni di Paolo Mieli - presidente di Rcs Libri - che in occasione di uno degli appuntamenti tenuti a "Cortina InConTra" non ha negato la difficilissima situazione meridionale. “Ancora oggi - ha affermato - il Sud vive una condizione estremamente problematica, che si traduce in un enorme aumento della spesa pubblica, soprattutto sanitaria, anche e soprattutto se paragonata a quella di altre regioni. Per questo motivo, penso che il Sud vada commissariato”.
Anche questo messaggio scritto per esteso e senza abbreviazioni.











