
Milano può ancora diventare sede Ue dei brevetti. E allora l’euro-parlamentare della Lega Nord Matteo Salvini prende carta e penna e invoca il senso di patria di tutti i colleghi italiani - compresi appunto quelli meridionali - stimolati in un’azione sinergica a sostegno della candidatura del capoluogo lombardo.
Con preciso tempismo l’euro-parlamentare del Pdl/Ppe Enzo Rivellini, presidente dell’associazione Mezzogiorno di Fuoco, ne ha approfittato per coinvolgere gli organi di informazione e dare modo a tutti di conoscere l’atteggiamento del collega ‘lumbard’.
Dice Rivellini: “Il leghista (forse ex) Matteo Salvini, famoso per vergognosi cori anti-napoletani (è una verità che in risposta alla nostra ironia sinonimo di civiltà e cultura alcuni leghisti sono incapaci di rispondere in egual modo), ha chiesto incredibilmente a un ‘Terùn’ come me di collaborare per far riaprire i termini per presentare la candidatura di Milano quale sede della Giurisdizione unitaria per la protezione del brevetto Ue affinché (riporto testuale) <tale iniziativa possa dare al nostro Paese il peso che merita all’interno dell’Ue>. Orbene: poiché è notorio che la Padania non esiste né come Nazione né come membro dell’Ue, ho con soddisfazione appreso che Salvini si è rinsavito, considera l’Italia il suo Paese ed è pronto a collaborare perfino con un “Terùn” napoletano come me. È scontata la mia piena collaborazione per tale iniziativa, certo che ‘il Salvini rinsavito’ mi aiuterà per far assegnare a Napoli dall’Ufficio di Presidenza del Parlamento Europeo una sede periferica della stessa istituzione che possa monitorare le democrazie del Mediterraneo protagoniste della cosiddetta Primavera Araba”.
Nella missiva di risposta a Salvini, il campano Rivellini afferma di essere felice perché “Finalmente richiedi una sinergia ai colleghi parlamentari italiani come Te, per questioni che riguardano il bene complessivo della nostra Patria. Innanzitutto lasciami dire che trovo opportuno battersi affinché Milano e quindi l'Italia, possa ottenere la sede della giurisdizione unitaria per la protezione del brevetto UE, benché l'iter burocratico per proporre la candidatura, sia oramai concluso e che quindi non resterebbe che auspicare la riapertura dei termini. A ogni modo sono convinto che ogni sforzo, anche difficile o impossibile, sia doveroso, sopratutto perché, come giustamente e testualmente affermi nella Tua mail, bisogna "fare squadra per dare al nostro Paese il peso che merita all'interno dell'Unione Europea".
Tale iniziativa dunque legata all'Ufficio di Presidenza del Parlamento Europeo, benevolmente accolta anche dal Capo dello stato, "E' stata presentata da una collega tedesca, l'on. Grassle, ed é oggi all'attenzione dell'ufficio di presidenza del Parlamento che può adottarla immediatamente, anche perché é completamente gratuita per l'istituzione europea, giacché l'Università Federico II (la più antica università statale del mondo) ha ufficialmente messo a disposizione dei locali a titolo gratuito e il governatore della Regione Campania, on. Stefano Caldoro, si é assunto l'onore delle spese generali.
Questa la lettera che l’esponente leghista ha inviato ai colleghi italiani dell’Euro-parlamento: “Care Colleghe, Cari Colleghi, Vi scrivo in merito all'interrogazione sulla candidatura di Milano quale Corte Europea dei Brevetti. Vorrei innanzitutto ringraziarvi per aver fatto squadra rispetto l'iniziativa, volta a dare al nostro Paese il peso che merita all'interno dell'Unione Europea. Sono felice di informarvi che la stessa ha sollevato la questione a livello nazionale, e che il Ministro per le politiche europee Enzo Moavero Milanesi ha chiesto la riapertura dei termini per presentare la candidatura a sede. Il progetto va dunque avanti e vi terrò informati sugli sviluppi futuri. Grazie ancora. Un caro saluto”.











