
Prove tecniche di maggioranza. Dopo Vasto, le manifestazioni di piazza e i comunicati stampa, l’opposizione si candida a diventare adulta e a giudicare il Paese. Ce la farà?
Governo tecnico a parte, i detrattori scommettono sul no, gli amici invece sul sì. Domanda: visto che al primo gruppo si iscrive un eccitatissimo Vittorio Feltri, è lecito ritenere che le sue teorie siano esatte? Oppure anche Feltri ha il dono dell’errore e potrebbe essersi sbagliato?
Per essere credibili, le prove tecniche di maggioranza devono andare oltre il contingente. Devono, cioè, essere sinonimo di compattezza: costi quel che costi. L’Italia dei Valori di tale compattezza si è resa protagonista subito dopo i fatti del 15 ottobre.
Con Roma messa a soqquadro, la voce del ripristino della Legge Reale aveva creato qualche divisione nel Centrosinistra. SEL si era detta contro e qualcuno ne aveva intravisto i prodromi della tensione. Tensione che, al momento, c’è chi vuole ricondurla al sì-no sul Governo tecnico che divide Idv e Pd. Ci sarebbe poi il duello a distanza tra Franceschini e lo stesso Donadi, con il presidente dei deputati Pd che afferma: "Siamo di fronte a una scelta di sostenere un governo d'emergenza per salvare il Paese e se l'Idv non condividesse con noi questo passaggio, farebbe venir meno la possibilità di una futura alleanza tra noi. E una nuova legge elettorale, che liberi tutti dal vincolo forzoso ad allearsi, lo renderebbe semplice. Come si capisce facilmente, ho parlato dell'ipotesi di non stare più nella stessa alleanza e non, ovviamente, di cancellare l'Idv dal Parlamento”.
Tornando al.. passato: Massimo Donadi, ma è davvero così? Esiste il rischio che salti tutto a causa della Legge Reale? Quando gli facemmo questa domanda, l’esponente Idv rispose così: “Guardi, si tratta solo di nebbiolina di inizio autunno! Non si mette in crisi un’alleanza per questo argomento, fra qualche giorno non ce ne ricorderemo più!”.
Altra considerazione interessante - quella di prima si è rilevata esatta: l’aderenza del partito di Di Pietro alla manifestazione pacifiste. “I movimenti sono il mondo dei giovani, è vero, così come dall’altra parte ci sono sicurezza e legalità che sono valori non negoziabili. E lo dice un partito che ha eletto, in Parlamento, un poliziotto e un vice prefetto”.
Altra chiosa sulla sicurezza - o sulla sua mancanza: “I delinquenti che si infiltrano nelle manifestazioni sono coloro che si fanno scudo sia della gente che delle forse dell’ordine. Chi siano è noto: e non sono extraterrestri! Il ministro dell’Interno Roberto Maroni lo sa e non può eludere il problema”.
Alle prove tecniche di maggioranza l’Idv partecipa con la chiara idea di ciò che si deve fare per garantire al Paese un domani migliore. Appunto, Governo tecnico permettendo.
Di confitto di interessi se ne parla da Santoro e in tutte le arene tv; lo aveva fatto anche Leoluca Orlando, in un intervento organizzato a Roma da Move On Italia.
Come aveva detto il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta in campo sanitario, “Il conflitto d’interessi è un tema che non ci si deve limitare ad annunciare quando si è all’opposizione: lo si deve risolvere quando si diventa maggioranza”. Pungenti anche le sue affermazioni su Rai e Commissione Vigilanza. “ La politica deve uscire dalla tv di Stato, l’unico valore che deve essere garantito è la professionalità dei giornalisti. Solo in Italia in tutti questi anni si è scambiata la lottizzazione con il pluralismo: il che è pazzesco!”.
Quanto alla Vigilanza, “Essa altro non è che il cavallo di Troia della politica… La nostra proposta è: dimettiamo i consiglieri della Commissione e blocchiamo il rinnovo del prossimo Cda”.
Nelle parentesi tonde e quadre che il clima pre-elettorale (Governo tecnico a parte) ha costretto ad aprire, forse tutto rallenterà. Eppure in tema di Rai è curioso ricordare un riferimento speso dallo stesso Orlando su Mauro Masi, ex-DG di viale Mazzini a sua volta rievocato due settimane fa nella puntata di esordio di Servizio Pubblico.
“Qualche mese fa - racconta il parlamentare - la polizia giudiziaria mi ha notificato un atto a seguito di un’interrogazione che io feci sull’azienda. In quella circostanza dissi che la Rai era una dependance di Arcire, cosa che innescò la denuncia penale di Masi nei miei confronti. Il PM ha chiesto l’archiviazione mette lui, invece, un’indagine di approfondimento: chiede cioè di conoscere l’identità del giornalista dell’ufficio stampa dell’Idv che avrebbe redatto il comunicato poi ripreso dall’informazione!”.
Non meravigliamoci pertanto se, poco dopo l'abbandono di Berlusconi, l'ex-sindaco di Palermo abbia fatto girare una breve nota che testualmente riportava: "Un bellissimo sabato sera: Silvio Berlusconi non è più Capo del Governo italiano! Scambiamoci auguri e impegno per una Italia, per una politica diversa e migliore". Che si spera possa essere quella nella quale credono sia Donadi che Franceschini.











