
Se chiedete equilibrio e misura ad Antonio Borghesi, vice presidente dell’Italia dei Valori alla Camera, avete scelto l’indirizzo giusto.
Ma se gli chiede di auto-censurarsi e di non dire le cose per come le sente a pelle, allora questo è il caso in cui l’errore diventa gigantesco. Un paio di giorni fa’ alcune sue dichiarazioni non sono passate inosservate.
La prima.
“Ancora una volta la casta salva impunemente se stessa, decidendo di tutelare i partiti politici dalle multe per affissioni abusive. In Commissione Bilancio, a parte Italia dei Valori, tutti hanno votato a favore di questo vergognoso emendamento. Emendamento (inserito nel Milleproroghe) che è abusivo, quanto o più delle affissioni che intende condonare. Siamo di fronte all’ennesimo scandalo a carico di una casta che salva se stessa e, puntualmente, dimentica i cittadini”.
La seconda. Che forse fa’ più male della precedente.
"Più che davanti a una 'stretta' sulle indennità siamo, ancora una volta, in presenza di una 'strettina' che non riduce di un solo centesimo il complesso di quanto percepiscono oggi i parlamentari. Un provvedimento che si limita a pretendere, ma solo parzialmente, la documentazione per quanto attiene gli assistenti parlamentari". Borghesi, ne ha parlato in riferimento alla decisione presa dall'Ufficio di Presidenza di assicurare ai deputati i rimborsi per i collaboratori solo quando le spese sono realmente esistenti e documentate.
Chiosa finale, in perfetta coerenza con la disponibilità del parlamentare dipietrista a essere accondiscendente e pietoso: "Auguriamoci almeno che l'effetto di questo provvedimento sia di un maggior numero di collaboratori, pagati in modo limpido, regolare e adeguato".











