A volte capita. Che un uomo politico dica di preferire un’intervista diretta a una serie di domande poste tramite e-mail.
E soprattutto che scelga di guardare negli occhi il giornalista che gli ha chiesto il suo punto di vista. Capita invece praticamente mai che un uomo politico accetti di guardare negli occhi il giornalista per accennare alle vicende intime di famiglia, del proprio ruolo di padre e di genitore. Mario Brozzi, capogruppo della Lista Polverini alla Regione Lazio, non si limita a essere un nome e un cognome. Chapeau!
Roma brand forte, Lazio no. Cosa fare per dare maggiori occasioni economiche alla regione? “Premetto che il concetto di 'maggiori occasioni economiche' deve essere inteso nel senso di portare il nostro territorio a godere di condizioni di vita sullo stile di quel che accade nel Kent britannico o nella Sassonia tedesca. Perché tutto ormai si gioca in chiave comunitaria; e il nostro impegno va in tale direzione, con il coraggio di chi vuole fare scelte importanti riconoscendo che la tecnologia, il web, devono essere parte della vita quotidiana di ognuno di noi, non solo della Pubblica Amministrazione. Renata Polverini in questo si sta dando da fare: e in concreto, anche se a molti è sfuggito. Perché si sta operando con Piani di Studio applicati al territorio”.
Possiamo essere più concreti? “Il Piano Sanitario che ha come obiettivo l’ottimizzazione della rete ospedaliera. Il Piano Rifiuti, dove essi si processano nella loro interezza e sviluppando una filiera che così diventa piena opportunità di lavoro. Siamo sempre rivolti all’idea della Casa-Lazio: un tentativo eroico di costruire un ‘con-dominio’ con i cittadini, dove i territori siano ascoltati e dove la Regione sia di tutti per tutti”.
E Roma, invece? Come può essere utile alla Regione? Il Secondo Polo Turistico, le Olimpiadi… “Roma ha dimenticato, negli anni, la sua vocazione: e cioè pensare in grande. Non è un’accusa a nessuno, è un dato di fatto. Da tempo si è iniziato a vivere alla giornata, mentre le tradizioni storiche della Capitale sono quelle di una comunità pronta a sfidare le scadenze immediate e a ragionare in prospettiva. Ho un ricordo di Franco Sensi, presidente della Roma, all’epoca della costruzione del Porto di Gioia Tauro: la concessione del gas era sì di durata quarantennale ma lui mi diceva che occorreva guardare oltre, a quando cioè quella data sarebbe arrivata”.
Cassintegrati Alitalia. La faccenda è molto più ‘laziale’ che nazionale. “A me vengono i brividi pensando a ciò che potrebbe accadere ai lavoratori della Pubblica Amministrazione! E conosco pure Marco, che si chiede cosa ne sarà di lui al termine della cassa integrazione? Marco è uno di quegli ex-dipendenti Alitalia che pensa a suo figlio e che non può fare a meno di piangere, immaginando che tipo di padre potrà essere per lui. Non spetta a me trovare il sistema per risparmiare sui costi eppure dico ai ministri della Repubblica: troviamo un modo in cui poter vivere tutti nelle condizioni dignitose in cui siamo stati abituati. Io conosco bene Polverini, lei è una credente, una persona che fa’ la comunione, un gesto che non si compie a cuor leggero. Io di lei mi fido”.
A proposito del Governatore: ma la Lista Polverini entrerà nel Pdl? C’è chi vi scommette e chi invece no. Anche perchè Olimpia Tarzia ha dato vita a ‘Per’ e un paio di consiglieri della Lista sono già andati a finire tra gli azzurri… “La Lista Polverini è stato un evento sociologico. Nato in un contesto che io definisco ‘detersivo’: quello cioè messo in atto da chi voleva limitare il moltiplicarsi dei problemi in seno a un partito importante. Noi siamo nati rappresentando una costola sana di quel partito e di quell’idea; siamo espressione della società civile e portiamo un particolare senso civico nelle Istituzioni. E siamo nati per essere tratto di unione fra i consiglieri municipali e le istituzioni regionali, per innescare quella filiera di comunicazione che deve - ripeto, deve - essere attivata per mettere in contatto diretto l’apice rappresentato dal Governatore con la base”.
La politica dal basso: i blogger, il web, il popolo dei referendum. Lei ci crede in una politica rivoluzionata dai cosiddetti ‘esterni’? “Non le so dare una riposta. Posso però dirle che la vera politica è quella che si fa insieme con i cittadini… Ed è quella che deve far accettare - a chi ha di più - a rinunciare a qualcosa in favore di chi ha meno. Vado agli Anni ’60, ai tempi della mia fanciullezza: avevamo tutti di meno ma a tutti non mancava piatto di minestra, magari si allungava con l’acqua ma nessuno ne rimaneva privo. E con i cittadini occorre mettersi in ascolto diretto, spiegare loro cosa sia una discarica, un piano ospedaliero, un piano per i rifiuti. Me lo chiedo sempre: perché la politica non sa farlo? Perché il Governo non sa farlo?”.











