Puntuale all’intervista nonostante il mezzo naufragio, il secondo che in otto giorni si è abbattuto su Roma.
L’on. Arturo Iannaccone, segretario nazionale di Noi Sud - che alla Camera dei Deputati è inserito nel gruppo Popolo e Territorio - ha accettato di disquisire con noi anche del resto del nubifragio: quello cioè in corso nei Palazzi del Potere e che si trascina dietro le sorti del nostro Paese. In allegato troverete anche un video, che vale la pena di ascoltare.
Noi Sud, Io Sud, Forza del Sud e anche l’Mpa: tutti insieme per bilanciare la Lega Nord? O magari per frenare Berlusconi? “Noi ci stiamo sforzando di semplificare la rappresentanza politica dei partiti legati territorialmente al nostro mezzogiorno: ecco quindi i contati avanzati con lo schieramento di Gianfranco Miccichè e con la senatrice Adriana Poli Bortone. E’ un percorso che sta registrando dei passi in avanti - anche formali e quindi interessanti - ma pure, per la verità, dei passi indietro… percorso non semplice pur se con un obiettivo indifferibile ed enorme, vale a dire creare un contrappeso alla Lega. Quanto all’Mpa di Lombardo, pare che sia più interessato a consiliare il sua presenza in Sicilia e al momento non partecipa al nostro progetto… Mi sento di poter dire che lui sia più vicino al Terzo Polo, tutto sommato si va alla ricerca di equilibri discontinui che cerchino di superare il bipolarismo… situazione molto, molto fluida”.
Onorevole, come si fa a innescare un processo virtuoso che porti lavoro al Sud? Da calabrese ho in mente il ricordo degli LSU e non credo che sia stata, quella, un’operazione vincente… “Da fare c’è una sola cosa: andare oltre l’assistenzialismo. Servono le infrastrutture, beni materiali che sono strettamente legati a quella che sarà la fase immediatamente successiva e cioè la allocazione di insediamenti produttivi… mi sembra banale sottolineare che sarà proprio dalle infrastrutture che si potrà accelerare sulla mobilità delle merci e delle persone. Il Piano per il Sud è una prima risposta, che si pone appunto come disegno strategico e organico di uno sviluppo che stronchi finalmente gli interventi a pioggia… Importante il principio in base al quale Anas, FS e gli altri enti pubblici con fondi da investire debbano rispettare la quota del 45% appunto destinata al Mezzogiorno. Lei mi chiede se ne sono personalmente soddisfatto: le rispondo di sì, anche perchè il Piano racchiude una sintesi di proposte avanzate anche da noi… e si parla che di ambiente e di ricerca”.
E le università del Sud? Certo, l’ateneo di Sassari non sarà la Statale di Milano ma dire che è tutto da buttare… “Certo che no! E gli investimenti devono riguardare anche le università e gli atenei del Mezzogiorno. Io spero che, in ambito energetico ad esempio, possano vedere la luce dei centri di ricerca dai quali giungano poi stimoli per il territorio circostante. Non vorrei apparire un illuso ma il mio riferimento è la Silicon Valley degli Stati Uniti, dove accanto alle università sono sorte delle imprese che hanno fatto innovazione con indubbi benefici per il territorio, e non solo quello a loro più prossimo. La situazione è al momento quella a tutti nota: gli atenei meridionali combattono contro la mancanza di risorse e contro la mancanza di strutture adeguate, eppure la qualità dei nostri giovani - sia che si spostino al Nord oppure che vadano all’estero - è di alto livello…”.
Accada quel che accada nelle prossime ore, tuttavia potrebbe dimostrarsi anche stavolta il teorema per cui le maggioranze cadono sempre per mano delle maggioranze. E che le opposizioni stanno solo a guardare. “Guardi, il momento è complicato… Ci sono contraccolpi interni, divisioni interne alla vecchia maggioranza, azioni di matrice europea che vogliono imporre ricette difficili, e difficili da accettare. Il Paese viene del resto da due manovre, quelle di luglio e agosto, che nel 2013 ci daranno il pareggio di bilancio: noi saremo gli unici a raggiungere tale obiettivo, neppure sfiorato da Germania, Francia e Regno Unito… Definire l’Italia come inaffidabile mi appare ingiusto. Il duetto Sarkozy/Merkel a cui abbiamo assistito è stato fin troppo imbarazzante e non escluderei iniziative a tutela del nostro decoro nazionale, a prescindere dal colore dell’Esecutivo… Quel che conta è agire per il bene dell’Italia”.
E invece per ciò che riguarda le simmetrie della politica? Si ascolta spesso dire che alla caduta di Berlusconi seguirà quella di Bersani seguirà. Lei ci crede davvero nel destino legato alla lettera B? “Io credo che si arriverà a fine legislatura. E non solo: perché credi pure che il Centrodestra, articolato sul partito centrale e sulle sue componenti territoriali legate al Nord e al Sud, potrà vincere la competizione successiva… e ciò tanto più se si potranno esibire i risultati conseguiti dal Governo, se si potranno esibire i conti in ordine, se si potranno esibire risultati di crescita”.
Bene.. però alla seconda parte della domanda non ha risposto… Bersani… “Si tratta solo di simmetria semantica, nulla di più… La politica non si lascia condizionare dall’alfabeto!”.











