
Chi pensava che entrando nel Palazzo dei Congressi all’Eur si sarebbe immerso totalmente nei libri, staccando la spina per un attimo dal mondo esterno, e non sentendo parlare almeno per un po’ di crisi, ha dovuto ricredersi. Perché la crisi si respira anche tra gli stand degli editori ed è proprio sulla crisi che è incentrato il saluto delle Istituzioni, che apre come di consueto la fiera. La crisi insomma c’è e non si può non vederla. E l’editoria risulta tra i settori più colpiti e più incerti sul proprio futuro.
Questa X edizione di Più libri più liberi si apre dunque con una nota negativa, ma anche con tante speranze.
È il presidente del Gruppo della Piccola e Media Editoria Iacometti ad aprire l’evento di inaugurazione.
Dopo aver letto il messaggio di saluto di Gianfranco Fini - messaggio in cui il presidente del Senato ci tiene a rimarcare la ricchezza culturale, sociale ed economica che l’editoria rappresenta, motivo per cui dev’essere appoggiata e incoraggiata – Iacometti apre subito sul punto cruciale, che legherà tutti gli interventi e che tanto sta occupando le pagine dei giornali e dei telegiornali: la crisi economica in atto, da cui ovviamente l’editoria non poteva uscire immune. “Questa manifestazione si sta svolgendo in un momento economico particolare, di forte incertezza – afferma Iacometti – e anche i libri che finora erano stati risparmiati dalla scarsa propensione alla lettura del nostro Paese, sono stati toccati e travolti dalla situazione di instabilità che stiamo vivendo. I dati sono negativi”. Iacometti lamenta inoltre il fatto che sui giornali si parli in modo sempre più imperante degli eBook, a scapito dei cartacei. Il che rende eventi come la fiera del libro ancora più importanti, in momenti critici come questo.
Prende poi la parola il presidente dell’AIE, Polillo. Anche il suo intervento apre sulla crisi, che mette a rischio il futuro oltre che il presente. “C’è da pensare al prossimo futuro – dice Polillo – quando la crisi non sarà erto finita, perché non passerà velocemente. Occorre pensare a come trovare i finanziamenti per questa iniziativa in futuro”. La situazione dunque, com’era facile immaginare, è tutt’altro che rosea, anche per l’editoria. Polillo tuttavia pone una nota di speranza, speranza che intravede nel Sottosegretario all’editoria Malinconico: “Malinconico per anni si è occupato di editoria, quindi sa bene di cosa si tratta, conosce questo mercato”. Poi conclude dicendo: “Il presidente Monti ha detto che l’Italia non fallirà e io parafrasando dico che non fallirà nemmeno l’editoria”. Che sia una speranza o una giusta premonizione occorrerà del tempo per verificarlo. Intanto Malinconico si dice convinto che “non deve mai mancare l’appoggio delle Istituzioni verso l’editoria e le iniziative, come questa fiera, intese a promuoverla. Tanto più che si tratta in questo caso di un’iniziativa che rappresenta a livello europeo una realtà significativa”. Il Sottosegretario pone poi l’accento sulla garanzia di pluralismo che rappresenta l’esistenza della piccola e media editoria “discorso che vale anche per i giornali” dichiara.
Sposta invece il focus dagli editori ai lettori il Direttore del Centro per il libro e la lettura Flavia Cristiano. E anche in questo caso i dati non sono confortanti. Anche se infatti i lettori sono lievemente in crescita, non è una crescita proporzionale all’incremento dell’istruzione. In Italia legge meno del 50% della popolazione, e legge poco. La Cristiano parla di un analfabetismo di ritorno, un’incapacità di leggere in profondità. E ci tiene a ribadire che è importante investire sulla propensione alla lettura, oltre che sull’editoria. In tal proposito annuncia una grande campagna, “Il Maggio dei libri”, pensato come un momento per mettere insieme tutti coloro che si occupano della promozione della lettura.
Ritorna sulla situazione preoccupante per l’economia l’Assessore alla cultura del Comune di Roma, Gasperini, che si dice dispiaciuto per i dati negativi. “Appena sarà finita questa edizione – annuncia – convocheremo le Istituzioni per vedere ciò che succederà il prossimo anno. Dovremo trovare formule più economiche e che abbiano la stessa forza. Forse ci sarà un’altra location, magari più spaziosa”. Conclude dicendo: “anche nei momenti peggiori, la speranza la dà la partecipazione calorosa e numerosa della gente”.
L’assessore alla Cultura della Regione Lazio Fabiana Santini annuncia poi che nonostante i tagli sono stati stanziati dalla Regione 3milioni di euro per la cultura con una delibera di pochi giorni fa. E ricorda che il Lazio è stata una delle prime regioni italiane ad approvare una legge per la promozione dei libri e della lettura. “Speriamo che venga rifinanziata!” conclude.
A concludere, l’intervento del Presidente della Provincia Zingaretti, che si dice convinto della necessità di aprirsi a nuovi modelli di sviluppo: “il nostro è un Paese da anni a crescita zero, con una disoccupazione che negli ultimi anni è raddoppiata. Un modello di sviluppo si è chiuso. È tempo di porre i pilastri di un nuovo modello di sviluppo, che contempli tra l’altro l’incremento della piccola e media editoria. Una rete di piccole e medie imprese che crea lavoro e produce ricchezza. Occorre cambiare la gerarchia degli investimenti”. Zingaretti dichiara poi di essere un “fan delle nuove tecnologie e del web. Questi nuovi strumenti comporteranno cambiamenti epocali nella comunicazione. Ma ciò non potrà essere alternativo all’approfondimento, alla lettura: ciò che rende tutti più liberi”.
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