L’uso dei sacchetti di plastica in Italia è diventato fuori legge dal primo gennaio 2011. Ma è davvero così? Andando a fare la spesa ai supermercati, sembra proprio il contrario: pile di sacchetti di plastica vengono distribuite al consumatore gratuitamente, fino allo smaltimento delle scorte in giacenza. Al loro posto potranno essere utilizzati solo i sacchetti di bio-plastica.
Ogni anno in Italia si producono 15 miliardi di sacchetti di plastica e l’Ue li ha già banditi da diversi anni, così ha fatto anche la finanziaria nazionale del 2007, salvo rinviare l’applicazione della decisione al 2011. L’Italia è il paese che “vanta” il più alto consumo di sacchetti di plastica con il 25% del totale dei sacchetti utilizzati nei paesi UE.
Il sacchetto di plastica apparso per la prima volta negli Stati Uniti nel 1957, ha ormai concluso la sua funzione sociale ed economica: emblema del consumismo per la sua leggerezza, resistenza, praticità per trasportare qualsiasi tipo di merce, è tra gli oggetti di consumi più utilizzato sulla Terra. Se non fosse per il suo potenziale altamente inquinante, per il fatto che deriva dalla lavorazione del greggio, contribuendo ad immettere nell’atmosfera tonnellate di emissioni di carbonio ogni anno, sarebbe un oggetto quasi perfetto. I sacchetti usa e getta, a fronte di una durata di vita di 20 minuti, necessitano di molti secoli per poter essere disciolti rilasciando però sostanze tossiche nocive a tutto il ciclo di vita del pianeta.
I consumatori critici e sensibili all’ambiente hanno già da alcuni anni sostituito i sacchetti di plastica con quelli in cotone o di juta. Infatti la soluzione migliore è quella di tornare all’antico, con la cara borsa della spesa in tessuto riutilizzabile e perfino lavabile in lavatrice.
In tutta Italia è stata sostenuta una campagna denominata “Porta la sporta” promossa dal WWF nata per incentivare l’utilizzo di vecchie sporte e borsa della spesa di cotone o in materiali riciclati funzionali per ogni esigenza di trasporto e anche molto economici.
Attualmente sono in commercio diverse tipologie di prodotti alternativi ai sacchetti di plastica inquinanti. La Coop, con lo slogan “Riduci, Riusa e Ricicla” ha realizzato diversi tipi di sacchetti impegnandosi nella riduzione degli imballaggi e dell’energia necessaria per produrli, utilizzando materie prime riciclate:
Busta di treccia in polipropilene caratterizzate da vivaci colori e fantasie, realizzata con un materiale molto resistente che permette un riutilizzo prolungato nel tempo.
Busta in cotone realizzata in tessuto naturale molto resistente e ne permette la riciclabilità a fine utilizzo.
Busta in juta ottenuta riutilizzando i sacchetti impiegati per il trasporto del caffè a marchio Coop provenienti dal Brasile, Nicaragua, Honduras e Vietnam. I sacchi svuotati, vengono poi trasformati in buste comode e leggere e anche alla moda, adatte per la spesa e per altri utilizzi.
Busta per carrello realizzata in nylon, trasporta fino a 40 kg ed è concepita per essere appesa, tramite delle maniglie di plastica dura, ai bordi del carrello per rendere la spesa più pratica e veloce da trasportare. E’ disponibile anche nella versione di borsa termica e portabottiglie.
In questo modo la Coop, negli ultimi 7 anni è riuscita a ridurre anche i materiali di imballaggio dei prodotti con il suo marchio di 1140 tonnellate e ne sono state riutilizzate 1660 tonnellate di plastica e riciclate 5950 tonnellate di plastica. (Fonte Coop, 2011)
Il riutilizzo è quindi la migliore strategia per la riduzione dei consumi e dei rifiuti ed ognuno di noi può contribuire iniziando a sostituire la busta di plastica con un altro tipo di borsa riutilizzabile. Con questa semplice azione si contribuisce a ridurre di 2,5 kg di rifiuti.











