Il numero di persone che predilige un’alimentazione vegetariana è sempre più in costante e continuo aumento soprattutto in Italia dove ha raggiunto ormai il 10-11% della popolazione, diventando il primo paese europeo ad orientamento vegetariano, seguito dalla Germania con un 9%.
Essere vegetariani vuol dire applicare una forma di alimentazione fondata sull’esclusione di alcuni, o in parte, di alimenti di origine animale. Le ragioni che spingono una parte della popolazione ad alimentarsi in tal modo sono di natura molto diverse tra loro: alcuni sono spinti da ragioni etiche, ambientalistiche, altri ancora da motivi religiosi e altri da ragioni salutistiche o igienistiche.
Se in India il 40% della popolazione segue un regime alimentare vegetariano per motivi religiosi, in Europa invece la pratica vegetariana è legata soprattutto ad una scelta etica e ambientalista.
A dire il vero si diventa vegetariani per una personale combinazione di queste ragioni etiche, ambientali, salutistiche, politiche e religiose. Ciò che accomuna tutti è la filosofia non violenta che predilige la scelta di un’alimentazione fondata sulla non uccisione di animali allo scopo di procurarsi nutrimento. La dieta vegetariana, assieme a quella ancora più estrema vegana (ci si nutre solo di vegetali escludendo anche tutti gli alimenti che provengono dagli animali anche vivi, come il latte e i formaggi), comporta un riflesso nel campo sociale, politico ed economico.
Da un orientamento vegetariano prevalentemente etico e morale, le ragioni di tale scelta vengono motivate da un movimento ideologico-filosofico ispirato alla non-violenza, al pacifismo, all’animalismo ovvero al rispetto dei diritti degli animali. Il vegetariano animalista rifiuta l’idea di nutrirsi a spese degli animali e soprattutto contesta l’allevamento industriale intensivo degli animali che vivono in condizioni pessime fine alla loro inevitabile uccisione. Negli ultimi anni ci sono stati molti proseliti a favore di un regime alimentare vegetariano anche promosso da scienziati sostenendo che diete vegetariane e vegane ben equilibrate apporterebbero solo benefici rispetto ad una dieta carnivora aiutando inoltre a prevenire molti tipi di patologie tra cui tumori e malattie cardiovascolari.
Da un punto di vista ambientalistico l’allevamento industriale di animali è il principale responsabile del riscaldamento dell’atmosfera terrestre portando con sé inquinamento dell’aria, dell’acqua, deforestazione e perdita delle biodiversità. Inoltre la produzione di vegetali necessari per i mangimi degli animali da allevamento potrebbero essere direttamente consumati dall’uomo. Per non considerare poi che mangiare animali allevati industrialmente e che vengono regolarmente acquistati nei supermercati non garantiscono affatto le qualità organolettiche sane ed equilibrate che dovrebbe invece consentire una dieta di tipo onnivoro.
Il vegetarianismo determina numerosi aspetti controversi riguardanti gli effetti sugli esseri umani. Molti studi sostengono che un’alimentazione sin dalla nascita priva di alimenti di origine animale mette a rischio il normale sviluppo di un individuo, altri studi invece sostengono esattamente il contrario. Molti sottolineano che l’uomo si è sempre nutrito di animali che venivano cacciati, esistono molte culture e popolazioni nel mondo che sono sempre state vegetariane soprattutto quelle orientali.
Pensare che essere vegetariani sia una moda è riduttivo visto che anche nel mondo greco antico lo sono stati Pitagora, Seneca, Ippocrate e Plutarco per citarne alcuni.
In ogni caso si assiste ad un graduale processo di vegetarizzazione della popolazione mondiale, soprattutto negli stati occidentali e opulenti, dove ciascuno è libero di decidere come alimentarsi non avendo problemi particolari legati alla pura e semplice alimentazione per la sopravvivenza.











