La scorsa domenica si sono aperte a Colonia (Germania) le porte della rassegna internazionale ISM (Internazionale Süßwaren Messe) dedicata ai dolciumi, salatini e soprattutto al cioccolato.
La manifestazione, che si estende su 110.000mq è da anni un punto di riferimento a livello mondiale per tutti quegli operatori del settore Food dolce. Anche per quest’edizione l’Italia è il paese straniero rappresentato con il maggior numero di stand, pari a circa il 13% del totale. Da notare che malgrado la attuale fase di ristrettezza economica che obbliga spesso le aziende a rivedere il budget pubblicitario e fieristico, non sono mancate all’appello né aziende lieder nazionali quali, ad esempio, Melegatti, Paulani o Bistefani, e anche tanti piccoli produttori regionali, a metà strada tra artigianato ed imprenditoria. “L’ISM è una fiera per noi estremamente importante…” ci ha rilevato Gabriele Ferrarese, Export Manager della Paluani, ”…in quanto rappresenta non solo una finestra sul mercato tedesco e germanofono, ma anche un trampolino per tanti altri paesi, vista l’internazionalità dei visitatori presenti.” La fama degli alimentari Made in Italy all’estero è dovuta forse anche proprio alle manifestazioni organizzate in Germania dove i prodotti Food del nostro Bel Paese vengono presentati con particolare rilievo ed enfasi. Pensate che a giugno si terrà sempre a Colonia per la prima volta una fiera dedicata esclusivamente agli alimentari italiani e con rilievo internazionale. La risposta tedesca al Cibus di Parma? Staremo a vedere. In un mercato in costante evoluzione come quello voluttuario del dolciario, il Made in Italy sembra restare sempre ben ancorato ai suoi prodotti tradizionali: il cioccolato piemontese o la liquirizia di Calabria sono specialità che non trovano concorrenza, come altre perle della nostra tradizione dolciaria più conosciute e diffuse come il panettone. “Il risultato è per noi molto positivo…” dichiara Giulia Falchetti dell’ente fieristico organizzatore Köln Messe, “ …visto che il numero di espositori e di partecipanti è costante, in un momento come questo in cui le aziende italiane hanno generalmente difficoltà ad investire in fiere all’estero.” Indubbiamente si tratta di segnali chiari di molte aziende italiane che preferiscono dedicare una parte sempre maggiore del capitale da investire per far conoscere i propri prodotti all’estero, per presentarsi su nuovi mercati e per affrontare questa nuova sfida che la situazione politica ed economica europea ci sta riservando.











