
Metti una sera, anzi due, anzi meglio: una settimana intera, dedicata alla ri-scoperta dei sapori e dei colori del ‘Frascati’.
Metti dei bei bicchieri, metti un’atmosfera pre-natalizia, aggiungi la capacità dei sommelier a illustrare pregi e suggestioni di bottiglie provenienti da Aziende come Castel De’ Paolis, Poggio Le Volpi, Casale Vallechiesa, Casale Marchese, Antiche Terre Tuscolane, Conte Zandotti, San Marco, Di Pietra Porzia presenti al rendez-vous con il palato.
La scorsa é stata dunque una settimana tutta rivolta ai richiami del vino laziale, che si è ritrovato all’Enoteca regionale Palatium di via Frattina, a Roma. Happy-hour e degustazioni che hanno fatto felici turisti stranieri, turisti italiani e anche molti romani che hanno avuto modo di ‘ritornare’ su certi gusti del territorio.
Mauro De Angelis, presidente del Consorzio Tutela Frascati, si è sottoposto a un’intervista che Prismanews gli ha fatto sorseggiando con lui un bel bicchiere di bianco dei Castelli.
Insomma, un appuntamento di sette giorni con la qualità. Che c’è e che tutti devono riconoscere, in Italia e fuori. “Indispensabile la qualità, in un contesto che si sta mondializzando ogni giorno sempre di più. La nostra qualità è un dato di fato, conta la bontà della nostra produzione e del nostro sistema di lavorazione. Ma non basta ancora: perché il mercato vuole avere un prodotto che si rispecchi nel proprio vissuto, nella propria Storia e in quello che io chiamo la ‘capacità di affermare i valori’. Elementi che non ci sono estranei: basti pensare che nel 1560 i Boncompagni si dedicavano alla coltivazione tranci di Sauvignon da quale tiravano fuori vini eccelsi!”.
Il Frascati è un bene dal quale le tradizioni del Lazio farebbero bene a non staccarsi mai. “Tutto quel che ammiriamo qui stasera è frutto di un lavoro antico e appassionato ma è anche il tentativo eroico di resistere. Noi apparteniamo a un territorio speciale, con vitigni di tipo intra-metropolitano, un caso forse unico al mondo. Ci sono delle difficoltà, è ovvio, ma dovremo avere la forza di puntare sui vantaggi, sulle peculiarità, se vorremo davvero relazionarci con i grossi volumi del mercato. Se abbiamo avuto dei momenti in cui pareva che qualcuno avesse smarrito la voglia di fare e si fosse seduto sugli allori, ormai tutto ciò è alle spalle. E voglio ripetermi: il fatto stesso che siamo ancora qui, dopo 3mila anni, a decantare la bontà del nostro vino vuol dire che il prodotto c’è”.
Indubbio… ma le chiedo se non sia il caso di puntare anche sull’immagine, sul messaggio del prodotto che va oltre il prodotto. Penso anche ai premi letterari, stile-Strega o Grinzane-Cavour, tanto per fare dei nomi. “Immagine, certo… tenendo però conto che siamo una delle pietre miliari dell’enologia italiana. Negli Anni ‘50 il Frascati è stato il primo vino ad essere esportato, seguito poi dal Chianti… Da tre anni abbiamo un premio culturale dedicato alla poesia e alla filosofia, ma sappiamo che non basta ancora… E sappiamo pure che conta molto il gioco di squadra: essere qui, all’Enoteca Palatium, vuol dire tanto, vuole dire aver vicino l’Arsial e l’assessorato all’Agricoltura. Ognuno deve fare la propria parte - e la sta facendo, per essere obiettivi - allo scopo di condurre sempre più in alto questo prodotto eccezionale. Va anche detto che le aziende dispongono di tecnologie in grado di valorizzare al meglio le uve di vigneti che lentamente stanno riprendendo le loro originarie sembianze”.
Ricordiamo che il Consorzio è nato nel maggio del 1949, mentre il Frascati è stato uno dei primi vini italiani a ottenere il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata. Oggi il Consorzio Tutela Frascati è forte di ben 650 produttori, pari all’85% della produzione totale. Il CTF promuove iniziative volte al miglioramento qualitativo del vino nonché alla sua valorizzazione economica e commerciale.











