Per il commercio italiano, il valore delle esportazioni di vino in Cina ha fatto un balzo dell’80% nel 2011 per un controvalore di 65 milioni di euro.
Strategico dunque l’avvio di corsi di sommelier “Made in Italy” nel Paese asiatico: ne da notizia Coldiretti commentando il progetto nato per formare classi di sommelier cinesi stipulato tra Università per stranieri di Siena, Associazione Italiana Sommelier e Enoteca italiana. E così Prismanews non si lascia scappare l’occasione per approfondire - insieme con il presidente nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier Antonello Maietta - ruolo, compiti e specificità di questa benemerita A.I.S. oltre che a fare una ricognizione più generale sul vino e le sue tematiche.
Innanzitutto i corsi dell’AIS: rivolti sia a chi voglia diventare un professionista del settore sia a chi voglia conoscere e apprezzare meglio ciò che ha nel bicchiere. “Proprio così! L’Associazione Italiana Sommelier rivolge i propri corsi a coloro che desiderano svolgere una professione nel settore o che già vi lavorano e più in generale anche ai semplici appassionati. Non ci sono dei prerequisiti richiesti per intraprendere questo percorso didattico e per questo motivo anche i neofiti possono accostarsi alle nostre lezioni. Ci teniamo a sottolineare che per molti che svolgono la propria attività nella ristorazione, nel commercio e nel turismo la formazione ricevuta con i nostri corsi rappresenta un importante biglietto da visita da spendere nel mercato del lavoro”.
Vino e prezzi. In alcuni supermercati se ne trovano in vendita, in confezione tetrapak, anche a prezzi molto bassi. Possiamo stare tranquilli? “Come per tutti i prodotti non è sempre detto che quello più costoso sia per forza anche quello di maggior qualità. Pensiamo però che sotto una certa soglia non si debba scendere. Non bisogna essere esperti per capire che se un vino ha lo stesso costo di una bottiglia di aranciata probabilmente non ha granché da offrire al consumatore. Detto questo, si può stare tranquilli anche con i vini nel tetrapak, ma il mio consiglio è quello di andare a scegliere su altri scaffali!”.
Conoscere il vino significa conoscere produzioni come ad esempio quelle del Cile, della Nuova Zelanda, della California. AIS da una preparazione anche in relazione a essi? “Durante il secondo livello del corso studiamo le denominazioni e i vitigni delle numerose regioni della nostra ricca penisola e i profili dei principali Paesi produttori stranieri. Cile, Nuova Zelanda e California sono mercati ormai affermati e vengono trattati nei nostri corsi. Certo, il vino è una materia complessa ed estesa come la letteratura. Nelle nostre lezioni affrontiamo i tratti caratterizzanti della produzione di queste nazioni. Chi vuole poi approfondire la conoscenza di certe realtà vitivinicole può farlo con quelle degustazioni che periodicamente vengono proposte dai nostri delegati presenti in tutto il territorio italiano. Di sicuro la cosa migliore sarebbe organizzarsi per un bel viaggio e toccare con mano la realtà produttiva di quei territori”.
Un paio di suggerimenti per chi, a casa propria e da profano, volesse gustare appieno un bel bicchiere di vino… “Sono numerose le indicazioni che dovremmo lasciare a chi si accosta a una bottiglia di vino senza avere ben presente come comportarsi. Ricollegandomi a quanto detto poco fa, il primo passo è quello di scegliere un prodotto di qualità. Rivolgiamoci a un esperto, magari cercando la più vicina enoteca. Parlando di vino, utilizziamo il termine “degustare”, che già di per sé ha un’accezione positiva, facendoci pensare a qualcosa di invitante! Perché quindi rovinare queste aspettative con un vino di basso profilo?
Dunque, quando avremo una buona etichetta, sarà importante servirla alla giusta temperatura. Sembra qualcosa di poco influente, ma accostarsi a un vino alla temperatura sbagliata è come proporre un piatto di lasagne fredde o una tartare di salmone riscaldata! Forse sto esagerando, ma è giusto per rendere l’idea della rilevanza della temperatura di servizio di un vino. Così gli spumanti e i vini frizzanti devono avere una temperatura intorno ai 6-8 °C, i vini bianchi giovani si attestano sugli 8-10 °C, mentre i rossi strutturati e di lungo affinamento si collocano tra i 18 e i 20 °C.
Ci sono altre tipologie di vino e naturalmente molti altri dettagli che non sto a descrivervi ora… Anche perché spero di aver suscitato in questo modo la vostra curiosità e il desiderio di frequentare un corso dell’AIS”.
A proposito di Cina, presidente… L’azienda Gancia è stata acquistata dai Cinesi. Mi chiedo se per caso non vi siano vigneti e aree di produzione che siano stati acquistati in Italia (o che potrebbero esserlo) da Paesi stranieri. “Il discorso è complesso e bisogna evidenziare alcune considerazioni. L’economia del nostro Paese e dei nostri partner occidentali sta passando un momento difficile, mentre nuovi mercati si affacciano sul panorama mondiale e sembrano procedere al doppio della nostra velocità. Uno di questi fenomeni è sicuramente lo sviluppo esponenziale che ha avuto la Cina negli ultimi anni. Il fatto che imprenditori stranieri - e vengo al dunque - decidano di investire nel nostro Paese non è un aspetto che necessariamente deve inquietarci. Se noi non abbiamo i mezzi per alimentare certe aziende, è positivo che qualcun altro, anche dall’Oriente, decida di farle andare avanti.
Quello che però sottolineo e che sta a cuore a tutti noi sommelier è legato alla salvaguardia delle nostre ricchezze vinicole e più in generale agro-alimentari: se un imprenditore straniero mette i capitali e si affida alle nostre professionalità, mantenendo i nostri standard qualitativi e rispettando le nostre tipicità, allora sia il benvenuto! Certo che gli esempi che arrivano dalla Cina, pensando ai settori della moda e della tecnologia, parlano di prodotti a basso costo e di scarsa qualità. Noi pensiamo che sia molto più complesso “taroccare” anche il vino, ma per evitare brutte sorprese siamo sempre vigili e non esitiamo a esprimere la nostra opinione quando percepiamo che qualcosa non procede per il verso giusto”.
Antonello Maietta guida l’AIS dal novembre 2010. Già presidente regionale della Liguria e membro della Giunta Esecutiva Nazionale, è succeduto a Terenzio Medri per il quadriennio 2010-2014. Vincitore del concorso ‘Miglior Sommelier d’Italia’ nel 1990, vive a Porto Venere (Sp), dove è titolare di un’avviata enoteca, mentre alla Spezia è proprietario di Antichi Sapori Liguri, un’azienda specializzata nella selezione e nella distribuzione di vini e specialità gastronomiche tipiche della Liguria. Ha offerto il suo contributo anche alla rubrica televisiva Gusto del Tg5 e nel 2008 ha pubblicato il libro ‘Vini di Liguria, Vinidamare’ con il quale ha vinto come miglior testo sul vino il Premio ‘BancarelVino 2009’. Maggiori info su: www.sommelier.it











