Vino, musica, ambiente. Conditi da una dimensione ispanica che rende molto ‘europeo’ il Paese sudamericano.
Uruguay: per chi non lo sapesse, terra che condivide con l’Argentina l’origine patria del tango. Ballo che, insieme con il ‘candombe’ il cui ritmo è segnato da tamburi, divide le preferenza degli Uruguaiani per la musica. E sarà proprio il candombe l’essenza delle colorate sfilate popolari che allieteranno il prossimo Carnevale.
Quanto al vino, ecco il ‘Tannat’ - vitigno di origine franco-basca, adottato dagli Uruguayani a partire dalla fine del XIX secolo - che si accompagna all’’asado’ (tipica carne cotta alla brace) e alla ‘parrillada’, pietanza anch’essa servita arrostita. Uruguay diventa infine sinonimo di Natura quando si pone mente al fatto che il Paese - come ci ricorda l’ambasciata di Roma - vanta il terzo posto nella classifica mondiale della sostenibilità ambientale. L’Uruguay è del resto Paese ideale per l’agriturismo grazie alla sue ‘estancias’, ben organizzate per ricevere i turisti e soddisfare ogni loro esigenza. E infine, 650 km di costa fra il Rio della Plata e l’Oceano Atlantico…
Con i cugini della limitrofa Argentina gli Uruguaiani condividono anche un altro mito: quello del gaucho. Che trova spazio nelle estancias, dove a partire dal 1700 agricoltura e allevamento si svilupparono, adottando nuove tecniche e preservando l’ambiente. Figura caratteristica, il gaucho è simbolo di coraggio e senso di libertà: valori che si sono rivelati fondamentali nella lotta per l’indipendenza.
Cappello alla cow-boy, il gaucho si accompagna a una bevanda molto particolare, il ‘mate’; antica e di origine Guaranì, altro non è se non un infuso (spesso zuccherato) di foglie di mate che viene bevuto con una cannuccia, passandosi il contenitore di mano in mano.
Paese ad alta vocazione turistica che vanta circa 2 milioni di visitatori all’ano, l’Uruguay si lascia godere per le numerose terme che sorgono all’interno di Parchi Acquatici Termali. Il tutto collocato in un conteso climatico sub-tropicale che da ottobre a marzo rende l’estate calda ma sopportabile (21-28°C). Con la presenza di una località rinomata a livello mondiale: Punta del Este, una spruzzata di Costa Azzurra sulle rive dell’Oceano. Unica municipalità insieme con Maldonado, essa è una perla internazionale rilanciata da quartieri come La Barra, Laguna del Sauce, Josè Ignacio. Rilevante anche Colonia del Sacramento, che vanta la peculiarità dell’essere considerata come congiunzione storico-artistica fra l’elemento borghese che la fondò nel 1680 e quello spagnolo, dominazioni che si alternarono nel controllo della città.
Dire Uruguay è tuttavia dire Montevideo, capitale divisa fra la parte antica (del 1724) e quella moderna, datata cento anni più tardi. Metropoli divertente, essa conserva esempi di epoche/stili/ correnti artistiche differenti, in primis Art Nouveau e Art Deco.
Un’occhiata all’economia vale davvero la pena. Anche perchè ci potremmo stupire nell’apprendere che questo Stato è secondo nella classifica sudamericana per libertà economica (Heritage Foundation, 2010) dietro al Cile ma primo per ciò che concerne l’indice di democrazia e all’ultimo per quelli relativi a violenza/crimini (World Economic Forum, 2010) e corruzione. Socialmente e politicamente stabile, l’Uruguay vanta uno dei Pil più alti dell’America Latina; moderni sistemi di attrazione dei capitali stranieri; elevati standard di istruzione - con il meritorio programma OLPC-One Laptop Per Child che garantisce un pc a ogni bambino.
Ovvia la conclusione: il Paese gode di una delle migliori performance di penetrazione del Continente quanto a computer, Internet e banda larga.











