Mentre la UE e i media dibattevano sul Governo magiaro di Orbàn e su quello che sarebbe accaduto alla Banca centrale, altri elementi di preoccupazione sono passati quasi sotto silenzio se non fosse stato per E.W.L. (European Women’s Lobby, la Organizzazione Europea delle Donne - N.d.R.).
Il Movimento è infatti intervenuto per denunciare i continui attacchi all’eguaglianza di genere e ai diritti LGBT. Per Ewl, “Ci sono molte ragioni per essere allertati dalla situazione ungherese”.
EWL e il suo coordinamento ungherese hanno il timore che la discussione sulla Costituzione e selle leggi di recente adottate a Budapest servano a mettere in secondo piano quello che sta accadendo sul piano, appunto, dei diritti fondamentali. La Ue ha minacciato di intraprendere azioni legali contro l’Esecutivo perchè le ultime norme varate dal Parlamento ungherese minano l’indipendenza della Banca nazionale e dell’Ente di protezione dei dati. “Tuttavia la Commissione ha taciuto in merito agli articoli della Costituzione sull’inizio-vita a partire dal concepimento e su quelli che discriminano sulla gente LGBT”, ha scritto in un report la Ong. Il Movimento ungherese sta comunque attentamente monitorando lo sviluppo della situazione e raccogliendo storie. “L’analisi rivela che i problemi non sono limitati alla sola Costituzione”.
Le Organizzazioni dei diritti delle donne affermano che da circa un anno il Governo di Orbán dimostra dure prese di posizione sia contro i loro diritti che contro quelli relativi all’eguaglianza di genere. “Tali attacchi sono iniziati nel 2010, quando il recente Esecutivo ha iniziato a smembrare la struttura che era delegata a tal fine. La Strategia Nazionale 2010-2012 per la Promozione dell’eguaglianza di genere, adottata circa un anno fa, non è stata implementata e molte delle misure prima in agenda sono finite nel mirino di Budapest. Ngo che si occupano di ‘women’s rights’ sono a rischio: alcune recenti iniziative di legge renderanno possibile che la maggioranza delle Ngo perdano il loro status pubblico e che quelle di dimensioni più piccole siano escluse dalle sovvenzioni statali”.
In meno di un anno le politiche di settore sono state rimpiazzate da politiche sulla famiglia che vengono definite “di stampo ideologico” e basate sulla crescita demografica. “Nel dibattito che si aperto nel Paese, eguaglianza di genere e politiche a sostegno della famiglia sono poste in contrasto le une alle altre”.
Le Ngo ungheresi si dicono infine preoccupate dal fatto che le ultime riforme strutturali stanno seguendo un indirizzo di politica economica ultra-liberale e costringeranno migliaia di donne a perdere il loro posto di lavoro.











