Nei giorni di sabato 11, e soprattutto domenica 12 dicembre, ha avuto il suo culmine la celebrazione che ogni anno richiama milioni di fedeli alla basilica di Guadalupe.
Nuestra Senora de Guadalupe, ma anche affettuosamente 'Morenita', è l’appellativo con cui i cattolici venerano la Vergine Maria fin dalla sua apparizione che risale al 1531, avvenuta a nord di Città del Messico sulla collina del Tepeyac.
Furono una serie di apparizioni che ebbero luogo tra il 9 e il 12 dicembre del 1531, e di cui fu testimone Juan Diego Cuauhtlatoatzin, un azteco convertito al cristianesimo. Tanti sono i misteri legati alla storia della sua apparizione a partire da quello del mantello di Juan Diego, rimasto intatto fino ad oggi (resistendo perfino ad un attacco dinamitardo) e che reca l’immagine della Vergine, così come si materializzò miracolosamente come segno prodigioso alla presenza del vescovo che cadde in ginocchio davanti a quell’immagine.
Quest’anno si festeggiava il quattrocentosettantanovesimo anniversario di quelle apparizioni, e come ogni anno la basilica è stata raggiunta da milioni di devoti da tutto il Paese: persone che sono giunte con ogni mezzo, a cavallo i campesinos (i contadini) di Veracruz, i ciclisti, e naturalmente a piedi, molti anche scalzi.
Io ero lì, insieme ad un altro fotografo, entrambi impegnati a realizzare i nostri reportage su questo evento. E’ stato incredibile toccare con mano quanta fede e speranza sia riposta in questa miracolosa Signora, di cui era devoto anche Giovanni Paolo II. Volti 'pittati' con la sua immagine che campeggia ovunque, dagli immancabili quadri con cornice dorata alle tshirt, dai cappellini ai ciondoli.
Intorno alla basilica i fedeli nella serata di sabato si preparavano per la notte con sacchi a pelo e tende canadesi, nel fotografarli esprimevano tutta la loro gioia, sorridendo felici e reclamando foto. E’ stata per me un’esperienza incredibile fare questo bagno di varia umanità. Gente solo apparentemente povera, dotata di una ricchezza straordinaria data dalla fede. Fotograficamente parlando ho cercato il più possibile di scostarmi dal banale, rifuggendo lo stereotipo e restituire un ritratto fedele del devoto guadalupano. Danze tribali azteche hanno arricchito soprattutto la domenica, costumi di ogni foggia e colore, volti pittati, corpi tatuati e nessuna sensazione che questa unione di cristianità e paganesimo sia in qualche modo in contrasto. Anzi, vero è il contrario.
E la basilica nei due giorni in cui sono stato era dotata di un’energia palpabile che era data soprattutto dalla gente, fonte di una venerazione viva e profonda più che mai viva, non solo da parte del popolo messicano, ma anche da parte di tutti i popoli latinoamericani, e non solo. Festeggiamenti si sono avuti in tutto il mondo, in particolare a New York, in Francia e in Italia, dove ci sono santuari dedicati alla Morenita, come il Santuario della Madonna di Loreto.











